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PIER PAOLO PASOLINI E ROQUE DALTON: LA PAROLA COME SFIDA ALLA MORTE

Bruno Tammaro Iannelli di Bruno Tammaro Iannelli
14/12/2025
in RIFLESSIONI
PIER PAOLO PASOLINI E ROQUE DALTON: LA PAROLA COME SFIDA ALLA MORTE
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TE LO LEGGO IO

Ci sono poeti che non si limitano a scrivere versi, ma incidono la storia con la loro voce. Pier Paolo Pasolini, italiano, e Roque Dalton, salvadoregno, appartengono a questa stirpe rara: uomini che hanno fatto della poesia un atto politico, un gesto di resistenza, un sacrificio. Entrambi assassinati nel 1975, entrambi colpevoli di aver creduto che la parola potesse cambiare il mondo. Ambedue studiati, ed i loro versi declamati ed incontrati più volte lungo il cammino della mio percorso esistenziale. Le loro poesie mi hanno fatto compagnia nei momenti più bui e mi hanno dato ristoro nelle difficoltà che solo il mondo sa opporre a ciascuno di noi con spietata determinazione.

Due vite quasi parallele

Pier Paolo Pasolini, nato nel 1922, poeta, regista e intellettuale, attraversò l’Italia del dopoguerra denunciando l’omologazione culturale e la violenza del consumismo. La sua morte, avvolta nel mistero, resta una ferita aperta nella coscienza nazionale.
Roque Dalton, nato nel 1935, militante di sinistra, perseguitato dalle dittature, visse tra esilio e carcere. La sua fine violenta, per mano di compagni di guerriglia, lo consegnò alla leggenda.

Due grandi poeti entrambi uccisi dal loro intorno che invece avrebbe dovuto proteggerli, perché di poeti veri ne nascono pochi, forse uno o un paio in un secolo come ebbe a dire Alberto Moravia proprio ai funerali di Pier Paolo Pasolini a Roma.

Due biografie che si specchiano: vite spezzate dalla stessa data, destini che si incontrano nella memoria.

La poesia come pane e scandalo

Dalton scrisse: “La poesia è come il pane, di tutti”. In questa frase c’è la sua idea di letteratura: un bene comune, un alimento quotidiano, un gesto di condivisione.
Pasolini, con la stessa radicalità, affermava: “Io so. Ma non ho le prove. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che si scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace”.

Due dichiarazioni che si rispondono: Dalton vede la poesia come nutrimento, Pasolini come scandalo e verità. Entrambi la concepiscono come responsabilità.

Tra i due poeti vi sono molti parallelismi tematici, dall’ impegno politico: Dalton militante rivoluzionario, Pasolini critico feroce della borghesia e del potere, al rapporto con il popolo; Dalton voce degli oppressi, Pasolini narratore delle borgate e degli emarginati. Per passare all’ ironia e alla provocazione: Dalton con il suo humor tragico “La patria esiste, ma a volte non la riconosciamo perché ci hanno cambiato la bandiera”, Pasolini con la sua satira spietata “Io sono una forza del passato. Solo nella tradizione è il mio amore”. Per finire al comune destino tragico: entrambi assassinati nel 1975, vittime della violenza di alcuni componenti dei popoli che avevano cantato nei versi ma che avevano denunciato per le loro perversioni.

Due voci universali

Pasolini e Dalton hanno creduto che la poesia fosse più forte della morte. Dalton scriveva: “La poesia è un modo di vivere, non di scrivere”. Pasolini ribadiva: “La vera missione del poeta è dire la verità, anche quando la verità è scandalosa”.

Due voci che, pur lontane, si incontrano nella stessa convinzione: la parola è un atto di resistenza.

In un tempo in cui la poesia rischia di essere relegata a ornamento, ricordare Pasolini e Dalton significa restituirle la sua funzione originaria: quella di arma civile. La loro voce ci ricorda che la parola non è mai neutra, che ogni verso può diventare un colpo di luce contro le tenebre.
Oggi li celebriamo insieme perché la loro eredità non è soltanto letteraria, ma morale e politica. Due poeti che hanno pagato con la vita la loro fedeltà alla verità. Due uomini che hanno dimostrato che la poesia, quando è vissuta fino in fondo, è più forte della violenza, più forte dell’oblio, più forte della morte.

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Bruno Tammaro Iannelli

Bruno Tammaro Iannelli

Nato sotto il segno zodiacale dell’Ariete, ascendente Toro. Colonnello della riserva dei Carabinieri Bruno TAMMARO IANNELLI, oltre a tutti i corsi di natura militare e tecnico- professionale è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Siena ed in Scienze della Sicurezza interna ed esterna presso l’Università di Roma Tor Vergata. E’ autore di numerosi saggi di carattere storico e giuridico nonché di analisi criminologica: “La tutela penale del Patrimonio storico e artistico in Italia“ Siena 1991 “I furti d’ arte. I primi ladri nell’ antichità“ Rivista Amici dei Musei – Firenze 1992 “Rapporto Annuale sulla criminalità organizzata” Roma Ministero Interni 1997-1998-1999 “La stanza di Antonio. Un videogioco interattivo che educa alla sicurezza” Roma 2002 E’ stato relatore presso l’ OSDIFE (Osservatorio Difesa e Sicurezza ) dell’ Università di Roma Tor Vergata sulla “Homeland Security“ Ha inoltre tenuto numerose conferenze in Italia e all’ estero su diversi temi professionali. Recentemente è stato invitato a tenere una conferenza nella prestigiosa sede dell’ Ignatianum di Cracovia, in Polonia sotto l’ egida dell’ Università Giovanni Paolo II. E’ Consulente Cinematografico e Televisivo, ha collaborato quale esperto di Dialoghi polizieschi alla trasposizione in italiano della serie televisiva “ The BodyGuard “ della BBC trasmessa sul canale Netflix. Studioso di Lingue Antiche, approfondisce continuamente il latino, il greco, l’ebraico e l’ aramaico. Lingue Moderne : Madrelingua italiano. E’ buon conoscitore delle lingua inglese e spagnola. Cultore di francese e portoghese. Dal 1977 al 1980 frequenta la Scuola Militare ”Nunziatella” di Napoli , in seguito dal 1980 al 1982 frequenta l’Accademia Militare di Modena. Nel 1982 viene Nominato Sottotenente dei Carabinieri. Dal 1982 al 1984 frequenta la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Nel 1984 viene Nominato Tenente dei Carabinieri. Dal 1984-1986 Presta servizio presso il Battaglione Mobile Carabinieri “Toscana” di Firenze, svolgendo numerose missioni di comando di contingenti inviati a Palermo, Caserta, Napoli e Roma per traduzione detenuti e assistenza ai processi contro la criminalità organizzata ed il terrorismo di destra e di sinistra. Dal 1986-1990 Presta servizio in qualità di Comandante della Compagnia Carabinieri di Valledoria (Sassari.). Durante gli anni di permanenza in Sardegna svolge indagini sui sequestri di persona e sul traffico di stupefacenti. Lotta contro il Banditismo Sardo. Nel 1987 viene Nominato Capitano dei Carabinieri. Dal 1990 al 1993 Presta servizio alla Scuola Marescialli di Firenze quale Comandante di Compagnia e Istruttore. Insegna diritto penale speciale, tecnica professionale e polizie europee comparate. Dal 1993 al 1995 È Inviato dal Governo italiano presso la Missione ONUSAL delle Nazioni Unite in El Salvador in qualità di Osservatore di polizia internazionale. Da seguimento all’ applicazione degli accordi di pace tra il Frente Farabundo Martì de Liberaciòn Nacional e il Governo salvadoregno, collabora alla verificazione della Policìa Nacional Civil e dell’ Academia de Seguridad Pùblica, nate dagli accordi di pace. Dal 1995 al 1997 Presta servizio in Sicilia in qualità di Comandante del Nucleo Radiomobile di Palermo. Durante questo periodo nel 1996 viene promosso Maggiore dei Carabinieri. Nel 1997 È Inviato dal governo italiano presso la Missione UNMIBH-IPTF delle Nazioni Unite in Bosnia Herzegovina, in qualità di Capocontingente del primo gruppo di Osservatori italiani di polizia internazionale, incaricati di verificare il rispetto degli Accordi di Dayton. Dal 1998 al 2000 È Incaricato, in qualità di Ufficiale Superiore Addetto dei Carabinieri, all’ Osservatorio Permanente sulla criminalità del Ministero dell’ Interno, Roma, a composizione interforze. L’ufficio redige e presenta al Ministro degli Interni, per la successiva approvazione del Parlamento Italiano il ” Rapporto Annuale sulla criminalità organizzata”. Dal 2000 al 2001 viene Inviato dal governo italiano presso la Missione MINUGUA delle Nazioni Unite in Guatemala, in qualità di Capocontingente degli osservatori italiani di polizia internazionale. Verifica l’applicazione degli accordi di pace tra la Uniòn Revolucionaria Nacional Guatemalteca e il Governo del Guatemala, collabora al controllo della Policìa Nacional Civil e alla verificazione del rispetto dei diritti umani nell’ ambito del sistema giudiziario guatemalteco. Dal 2001 al 2003 è Incaricato, in qualità di Ufficiale Superiore Addetto dei Carabinieri al Programma Operativo Nazionale” Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’ Italia” a composizione interforze e inserito nella Segreteria del Capo della Polizia, Ministero degli Interni, Roma. Collabora alla programmazione e allo sviluppo delle varie progettualità del PON dirette allo sviluppo della sicurezza delle Regioni a Obj 1. Durante questo periodo nel 2001 viene promosso Ten. Col. dei Carabinieri. Dal 2003 al 2004 Viene incaricato di dirigere il Comando Provinciale Carabinieri di Vibo Valentia, Calabria, zone afflitte dalla presenza endemica della criminalità organizzata. Dal 2004 al 2005 Ricopre l’ incarico di Capo della Sicurezza della Commissione Economica e Sociale per l’ America Latina e i Caraibi delle Nazioni Unite in Santiago del Cile. Dal 2006 al 2011 ricopre l’ incarico di Comandante del Reparto Comando della Regione Carabinieri Molise in Campobasso. Dal 2011al 2013 Ricopre l’ incarico di Capo Ufficio Segreteria e Personale del Comando Carabinieri per l’ Aeronautica Militare sito nello Stato Maggiore Aeronautica a Roma. Dal 2014 al 2020 è docente delle cattedre di Storia dell’ Arma, Diritti Umani, Polizia Militare e Diritto Penale Militare presso la Scuola Marescialli e Brigadieri “ Salvo d’Acquisto“ di Velletri (Roma) Dal 2021 al 2022 È Ufficiale Superiore Addetto per Incarichi Speciali presso l’ Istituto Superiore di Tecniche Investigative (ISTI) dell’ Arma dei Carabinieri in Velletri (Roma). Viene promosso Colonnello. Nel corso della carriera è stato insignito delle seguenti onorificenze: Cavaliere dell’ Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2004 ) Medaglia Mauriziana 10 lustri di vita militare (2012) Medaglia militare di bronzo al merito di lungo comando (1997) Croce d’oro con stelletta per anzianità di servizio militare (2018) 3 Croci Commemorative per missioni militari di pace (1994-1999-2002) Medaglia ONU per la Missione ONUSAL- El Salvador (1994) Medaglia ONU per la Missione UNMIBH-IPTF – Bosnia (1997) Medaglia ONU per la Missione MINUGUA- Guatemala (2000) Medaglia commemorativa 50 anni di attività dell’ ONU (1995) Insignito dell’ Onorificenza di Ufficiale con Spade del Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme , di Rodi e di Malta (1998) Cavaliere di Grazia Magistrale del Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta (2013) Cittadino Onorario del Comune di San Pietro Infine, città martire della II Guerra Mondiale (2013) Insignita di Medaglia d’oro al valor civile. Attualmente è Presidente in pectore dell’ Istituto di studi storici 8-16 Dicembre 1943. Battaglia San Pietro Infine nel Parco della Memoria Storica Monumento Nazionale .

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