È notizia di qualche giorno fa che all’Anfiteatro flavio, il monumento più gettonato di Roma, è stato completato l’allestimento di una nuova area espositiva, definita “Museo”, situata negli ipogei, ossia sotto l’arena.
La notizia è stata riferita dallo staff del Parco Colosseo ed è reperibile sul sito web in questi termini: “Si completano l’allestimento permanente dei sotterranei e il primo lotto del nuovo Museo diffuso del Colosseo. Al centro del racconto le giornate degli spettatori durante gli spettacoli nell’Anfiteatro Flavio.” Si legge, poi, che la “sezione museale” curata da Alfonsina Russo, Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro, va a completare “l’allestimento permanente inaugurato nel 2023 nel settore orientale dei sotterranei” dedicato invece ai gladiatori, “i protagonisti dell’arena” con la proiezione olografica del corridoio sotterraneo diretto al Ludus Magnus, l’arena dedicata agli allenamenti oggi in parte visibile all’esterno del Colosseo, tra via Labicana e via di San Giovanni in Laterano.
Il progetto, quindi, decisamente interessante, punta a raccontare nelle suggestive camere degli ipogei, i protagonisti delle giornate in cui si svolgevano i giochi, dalle venationes con cacciatori e fiere, ai munera, i combattimenti fra gladiatori.
La notizia, naturalmente, è stata ribattuta da varie altre testate, che insistono su un punto: al Colosseo c’è un nuovo museo. Le fotografie ufficiali diffuse dal Parco Colosseo sono strepitose, si vedono ampi spazi ben illuminati e teche discrete ricche di reperti. Si intravvedono teschi di animali, vasi, lucerne, oggetti della vita quotidiana riemersi “dai recenti scavi del 2022” – si legge poi su un post su Facebook diffuso dal Parco stesso, per promuovere la nuova apertura.
Sulla carta sembra tutto incredibilmente favoloso, finalmente i reperti sono mostrati in prossimità del loro contesto di rinvenimento, cioè nel punto più profondo dell’edificio, appena sopra la quota dei collettori fognari nei quali si è scavato per anni e dove la gran parte degli oggetti appartenuti agli spettatori antichi è defluita nei secoli, restando inglobata per sempre nei depositi limosi nei condotti.
Le dichiarazioni rilasciate, però, omettono alcuni particolari, che forse ai lettori sarà utile conoscere. Primo: i sotterranei sono pressoché inaccessibili, con l’attuale sistema di bigliettazione. La questione è semplice: per regolamento del Colosseo, ai sotterranei si accede (già da almeno due lustri) in gruppi contingentati, di massimo 25 persone. Per formare i gruppi, obbligatoriamente accompagnati dal personale interno, con o senza guide esterne – è necessario acquistare il biglietto “Full experience sotterranei e arena” online “a partire da 30 giorni prima della visita” (fonte sito web ParCo).
Remota, intanto, è la possibilità, di trovare un biglietto ‘al volo’ per andare a vedere il nuovo allestimento, dunque è necessario pianificare con largo anticipo la visita. Ma a quanto sembra i biglietti vanno esauriti in breve tempo non appena compaiono sul sito web del ParCo, forse per il fenomeno già denunciato dall’Antitrust nell’aprile scorso – poche grandi agenzie sotto diversi nomi acquistano gli slot per poi rivenderli – o forse per altre ragioni che al momento sfuggono.
Di fatto, quindi, se un singolo visitatore, un nonno con il nipotino, un impiegato in pausa pranzo, o un gruppetto di adolescenti a spasso volessero tentare di visitare il “nuovo museo”, rimarrebbero delusi, o meglio, esclusi. E già solo tale circostanza indurrebbe a riflettere sul senso dell’operazione condotta dal ParCo, specie se già da un decennio si sa che le modalità di accesso ai sotterranei sono così restrittive, seppure per la salvaguardia del monumento.
Ma c’è un secondo particolare: nel percorso che conduce ai sotterranei il tempo di permanenza al piano ipogeo è inferiore ai venti minuti. Secondo le regole di visita, infatti, nel tempo a disposizione ogni gruppo guidato deve scendere le scale, fermarsi a guardare il succitato video con l’ologramma del corridoio verso il Ludus Magnus, poi deve proseguire lungo il percorso, fermarsi a notare qualche dettaglio costruttivo, i montacarichi a grandezza naturale, per cui quando arriva alle vetrine della nuova sezione espositiva il tipo è esaurito.
C’è, infine, un terzo particolare: esisteva già un allestimento al primo piano dell’anfiteatro, risalente alla Direzione precedente, nel quale erano inclusi alcuni modellini didattici dei montacarichi dei sotterranei utili a far capire ai visitatori il funzionamento degli ascensori, rappresentati dalla fitta rete di muri visibili sotto l’arena. C’erano poi resti di animali trovati negli scavi dei collettori eseguiti negli anni ’90, resti di oggetti di uso quotidiano, aghi crinali per capelli, resti di collane e giochi per bambini, lucerne “souvenir” con impressi i gladiatori, resti di pasto e di fornelli portatili in ceramica per cucinare sugli spalti.
Avevamo già constatato lo smantellamento in corso lo scorso giugno (Colosseo Globale) con la comparsa di cartelli fotocopiati con le sagome dei reperti rimossi – non esattamente degni del monumento più visitato d’Italia – e avevamo ipotizzato che la manovra avrebbe tolto a tutti per dare a pochi. Ora è un fatto certo: l’allestimento dei reperti sulla vita quotidiana al Colosseo al tempo dei giochi è stato spostato definitivamente e sarà visibile, in meno di cinque minuti, ai fortunati che riusciranno a procurarsi un biglietto.
Ci si domanda allora, se la Direzione del ParCo non abbia pensato a questa prospettiva discriminatoria ed esclusiva e se abbia pianificato un modo alternativo per agevolare la massima fruizione di tanto materiale archeologico, così raro nel suo genere e altamente informativo per il contesto eccezionale che il Colosseo rappresenta.
È notizia di pochi giorni fa (16 luglio) la nomina del nuovo direttore del Parco Colosseo. All’architetto Simone Quilici, ex direttore del Parco dell’Appia Antica, spetterà ora gestire una situazione tanto sconcertante quanto spinosa e confidiamo che possa ripensare l’attuale meccanismo di accesso ai sotterranei riportando il Colosseo a essere un luogo per tutta la comunità. A lui va tutto il nostro incoraggiamento.
Crediti foto: Sotterranei del Colosseo, Mostra Spettatori – veduta generale,
Ph Simona Murrone Parco archeologico del Colosseo












