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TRE VECCHI COMPUTER ALL’ORIGINE DEL DISASTRO FERROVIARIO

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
01/11/2026
in EDITORIALI
TRE VECCHI COMPUTER ALL’ORIGINE DEL DISASTRO FERROVIARIO
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TE LO LEGGO IO

C’è chi parla di errore umano e nessuno vuole escludere che ci sia stato e che, forse, non ce ne sia stato soltanto uno.
Nell’ottica assicurativa, se quella è la tesi “vincente”, la catena delle responsabilità si accorcia notevolmente. Le colpe vengono rapidamente riversate su chi era di turno, sul suo superiore, forse su un supervisore.
Le tragedie ferroviarie sono piene di queste storie e quella di un amministratore delegato che si becca qualche anno di reclusione è l’eccezione che conferma la regola.
Poi si sente parlare di culpa in eligendo e culpa in vigilando, quasi a pretendere che vengano chiamati in causa quelli che hanno scelto le persone che hanno sbagliato e quelli che – tenuti a controllare – non hanno fatto il loro mestiere che ben eseguito avrebbe evitato certi sgradevoli incidenti.
Stiamo parlando di individui in carne ed ossa, dimenticando che certi problemi possono essere (e lo sono spesso) imputati a malfunzionamenti di macchine e programmi informatici.
Nella recente ecatombe di Urda, poco distante da Toledo, sembra che ci siano di mezzo tre computer con oltre trent’anni di onorato servizio e un aggiornamento che si faceva attendere da troppo tempo…
Oscar Puente, ministro dei trasporti del governo iberico, ha parlato di errore umano, ma è certo che all’origine dell’effetto domino culminato con lo scontro e il deragliamento ci sia stato un guasto tecnico nel sistema di segnalamento.
L’hardware in questione sembrerebbe essere “vintage” e risalire ai primi anni Novanta. La modernizzazione del sistema pare rientrasse in un contratto del 2021 che valeva 94 milioni di euro e non era giunto a conclusione.
Il progetto di ammodernamento prevedeva l’introduzione dell’ERTMS (European Rail Traffic Management System), destinato a sostituire la tecnologia LZB preesistente. Il contratto stabiliva un periodo di attuazione di 52 mesi, fissando il termine dei lavori, secondo il cronoprogramma originario, all’inizio del 2026. E purtroppo, come spesso accade, i tempi sono rimasti sulla carta e non sono stati rispettati.
Il sistema LZB si guasta e la gestione dei movimenti ferroviari nell’area interessata passa al centro di controllo di ADIF (l’equivalente della nostra RFI o Rete Ferroviaria Italiana) situato presso la stazione di Madrid-Atocha.
In quel momento un treno ad alta velocità AVE della compagnia Renfe viene autorizzato a proseguire la corsa e a procedere alla normale velocità operativa.
Un altro convoglio ad alta velocità, operato da Iryo, si ferma più avanti sulla stessa linea a causa del guasto tecnico.
Il centro di controllo viene informato della presenza del treno fermo ma non fa in tempo a revocare l’autorizzazione precedentemente concessa al convoglio AVE e qui la collisione.
Ma la colpa è solo del mancato ammodernamento? Oppure il software ha commesso qualche errore imprevisto e mandato in tilt il sistema?
L’analisi tecnica forse potrà dare qualche risposta, magari scovando bug o manomissioni.
E qui sbocciano le tesi complottiste che trovano terreno fertile nei social network. Una valanga di post su Facebook raccontano con tono assertivo che dietro il drammatico incidente c’è una regia israeliana. In un attimo scatta l’antisemitismo ferroviario…
Ad un certo punto hanno cominciato a circolare affermazioni secondo le quali aziende israeliane o imprese .che hanno legami con Israele sarebbero responsabili dei sistemi di sicurezza tecnica utilizzati sui treni in Spagna.
Spuntano falsi articoli stampa costruiti a perfezione, saltano fuori “timeline” dettagliatissime con la sequenza cronologica di fatti incastrati ad arte, si aggiungono commenti e rinvii ad altri link con ulteriori fake news.
Tre le società menzionate, ma a ben vedere soltanto una (la ICTS tramite la sua controllata spagnola I-SEC) ha con Renfe contratti pubblici, che però non riguardano i sistemi di sicurezza dell’infrastruttura ferroviaria o dei treni stessi.
C’è chi si è messo di punta per scavare tra i misteri amministrativi e ha potuto scoprire un comunicato stampa dell’azienda I-SEC risalente al gennaio 2024 e che effettivamente sbandiera l’aggiudicazione di tre contratti con le ferrovie spagnole.
La storia però riguarda l’impiego di “circa 700 addetti alla sicurezza altamente qualificati”, incaricati della “sorveglianza di stazioni e impianti di manutenzione, della vigilanza sui treni, nonché di servizi di scorta e altre attività di sicurezza” presso stazioni a Madrid, Barcellona e altre località.
Israele con la sicurezza della rete di trasporto “su ferro” non c’entra assolutamente nulla.

 

 

 

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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