All’”ingiuria” del segretario di stato americano Summer Welles, che con un giornalista aveva definito Palmiro Togliatti “pagato dallo straniero”, l’Unità del 20 maggio 1947 rispose con l’articolo titolato “Ma come sono cretini!” scritto dal Migliore, il quale così lo chiudeva: “Non vi pare che questo tipo di americani sono cretini assai?”.
Anche perché offese del genere, possono ritorcersi contro chi le lancia, e, nello specifico, Togliatti prevedeva che a quell’ingiuria “farà seguito un nuovo afflusso al nostro partito di buoni patrioti italiani”.
Giorgia Meloni, l’offesa di oggi – ma anche quelli che dall’attuale Opposizione parlamentare sembrano godere perché “se l’è meritata” – probabilmente non è escluso che pensino a un sequel da attenzionare. Come si dice dalle parti degli osservatori più o meno interessati o sicofanti, vista la vicinanza delle elezioni politiche.
“Il mio Regno per un cavallo” invoca il Riccardo III di Shakespeare, pronto a cedere il cavallo, rimasta l’unica cosa di cui disponeva, per salvarsi.
Sei secoli dopo, a Donald Trump, uscito non vincitore dalla guerra con l’Iran e dintorni, basta, per rilanciarsi, una posa fotografica che – ritiene – tutto il mondo vorrebbe avere con lui e figuriamoci la donna che guida l’Italia ed la metà degli anni suoi.
Ma, come scrisse Togliatti, “quando si vede come trattano le cose questi americani, non si riesce a sfuggire all’impressione che ci considerino tutti, compresa l’Italia, venduti o vendibili” Fosse solo per una foto, pensano. Con l’animo degli antichi commercianti che furono e, vedi Trump e i suoi sensali per il mondo, sono tuttora. Alcuni di loro, gli antichi, iniziarono, infatti, da negrieri. Gli attuali proseguono con i flussi di petrolio da scambiare con l’indipendenza degli stati e giocare sui mercati futures a colpi di options sulla pace.
Prevedeva Togliatti, ed era il 1947, “ora vorrebbero mettersi a commerciare con Paesi e popoli interi come fossero (allora) partite di cotone”.
Quasi ottanta anni dopo quell’articolo su l’Unità, le dichiarazioni del presidente USA rivelano, come allora, mancanza di “finezza mentale, capacità di comprensione umana, preparazione storica e culturale”.
Non è politicamente corretto difendere la prima presidente del consiglio di matrice culturale e impegno politico totalmente contrapposto alla Sinistra con le parole di chi ne fu l’organizzatore e il capo in Italia?
Lo è certamente, perché l’onestà intellettuale e la consapevolezza del ruolo che si ricopre, non sono né di destra né di sinistra. E, poi, a ricordar bene, la parola “cretini” non era affatto sporadica nel linguaggio di Togliatti, il quale la usò anche nei confronti di suoi Compagni, contrari alla momentanea accettazione della monarchia, necessaria ad evitare la guerra civile. Lo testimonia, riportandone le parole, Massimo Caprara che era il suo segretario: “La proposta di un governo che subito dichiari decaduto il re, è semplicemente cretina”.
Una costatazione, non un termine ingiurioso. Ma erano altri tempi, seppure, anche allora, da Oltreoceano, non mancavano incomprensioni e diffidenze. Quelle che facevano soffrire Alcide De Gasperi, di cui qualche circolo americano lamentava l’”eccessivo” europeismo. Lo scrisse qualche giorno prima della morte, nel 1954.
Storie vecchie e nuove, tra le quali includere, però, anche quel che il segretario di stato Henry Kissinger diceva e pensava di Moro….












