Quello a cui stiamo assistendo in Europa ed in Medio Oriente, si potrebbe paragonare ad una di quelle commedie brillanti, dove gli equivoci che si susseguono tra i personaggi rendono la rappresentazione teatrale esilarante.
Purtroppo, trattandosi di guerra non c’è nulla da ridere.
Siamo ormai al paradosso che le “Elite” europee sperano ogni giorno in qualche attacco russo; sia esso sotto forma di drone (quanti allarmi fino ad oggi tutti rivelatisi fasulli), sia sotto forma di un vero e proprio bombardamento di qualche installazione da qualche parte in Europa.
La sopravvivenza di questa Leadership è ormai appesa solo a questa rappresentazione, ed il fatto che questi attacchi in realtà non si materializzino, la rende sempre più fragile.
Non hanno nessun risultato da esibire: non economico, non industriale, non di ricerca e sviluppo e certamente non di welfare (sanità, scuola, famiglia).
L’unica cosa in cui possono sperare è la guerra; allora sì che potrebbero dire: “Avete visto?”.
Ma nel frattempo non materializzandosi lo scenario auspicato, perdono voti, consensi, e puntualmente le elezioni.
In maniera miope lasciano affondare la barca comune, andando verso una paralisi economica, e non sono in grado di elaborare una strategia per contrastare il pandemonio che Israele ha scatenato in Medio Oriente e che il suo braccio armato, gli USA, stanno attuando.
E mentre Putin in questi 4 anni si è rivelato un “cool customer”, non altrettanto si può dire di Netanyahu e soci che sono disposti, per ciò che loro pensano sia l’interesse di Israele, a trascinare il pianeta in un buco nero.
Lo strabismo europeo non si accorge che la questione iraniana non è affatto finita e che Israele è pronta ad arrivare alle estreme conseguenze, sapendo che Trump seguirebbe, e che noi europei ci volteremmo dall’altra parte. Saremmo severamente censurati dal restante 80% del pianeta, ma saremmo in grado di fare spallucce e mettere in campo discutibili giustificazioni “morali”. Del resto, cosa abbiamo fatto su Gaza?

Nelle cartine sono visibili il numero di morti causati da un attacco nucleare all’Iran e la probabile direzione del “fallout” radioattivo.

Questo scenario da incubo, allo stato attuale dei fatti, e molto più probabile dello sconfinamento di qualche drone di Putin.











