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LA CAMERA CINESE, OVVERO PERCHÉ L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON È INTELLIGENTE, MA PERICOLOSA

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
13/09/2026
in TECNOLOGIA
LA CAMERA CINESE, OVVERO PERCHÉ L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON È INTELLIGENTE, MA PERICOLOSA
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TE LO LEGGO IO

John Searle è stato un filosofo americano che si è occupato di filosofia del linguaggio, di filosofia della mente e di filosofia sociale. Ha avuto due grandi ispiratori, entrambi filosofi del linguaggio: J. L. Austin, autore della raccolta di conferenze “How to do things with words” ovvero come trasformare le parole in azioni e l’austriaco Ludwig Wittgenstein. John Searle muore il 17 settembre 2025, all’età di novantatré anni. Nel 1980 Searle pubblica sulla rivista Behavioral and Brain Sciences un articolo dal titolo Minds, Brains and Programs, Menti, Cervelli e Programmi, in cui presenta il suo esperimento mentale conosciuto come “Camera cinese”. Negli anni è diventato l’articolo più letto e citato mai pubblicato dalla rivista, inducendo una quantità esagerata di commenti e risposte. Searle non ha mai smesso di raffinare, limare e difendere il suo esperimento. Con elevate probabilità, la Camera cinese è stato il tema filosofico più discusso nel campo delle scienze cognitive negli ultimi 25 anni.

Il suo esperimento era incentrato sull’apparentemente semplice domanda: “Un computer, debitamente programmato, ha una mente, è in grado di capire davvero ciò che dice e che fa?”.
Sono passati quasi cinquant’anni e la domanda è del tutto attuale, basta sostituire alla parola “computer” il termine “intelligenza artificiale”. Ormai è acclarato che l’intelligenza artificiale sia in grado di produrre testi, generare immagini, riprodurre la voce, simulare volti, atteggiamenti, movimenti umani, sostenere dialoghi, creare universi narrativi, ma la domanda di fondo è sempre la stessa: “Ha una mente in grado di capire davvero ciò che dice e che fa?”.

All’epoca, alla ricerca di una risposta, Searle propose la situazione che segue. Supponiamo di programmare un computer perché si comporti come se fosse in grado di comprendere il cinese.
Breve digressione. Il cinese è il nome dell’intera famiglia di lingue. Più corretto parlare di mandarino, sua varietà specifica e lingua ufficiale della Repubblica popolare cinese.
Torniamo al computer di cui sopra. La macchina accetta in ingresso gli ideogrammi cinesi e gli elabora, seguendo passo dopo passo il programma di cui è dotato. Le istruzioni che riceve sono tali da fargli produrre, in uscita, altri ideogrammi cinesi in relazione logica con quelli appena digeriti. Il computer svolge il compito in modo perfetto. Nessuno è in grado di dire che il dialogo è stato generato da una macchina e non da un cinese esperto dell’argomento e molto proficiente nella sua lingua ufficiale. Nessuno, in base al comportamento, può rispondere ai quesiti dell’esperimento mentale di Searle: la macchina capisce la conversazione, o sta solamente simulando l’abilità di comprendere la conversazione? Ha una mente nella stessa identica accezione della mente di un essere umano, oppure si comporta come se l’avesse?

Immaginate ora di trovarvi chiuso in una stanza. Non parlate, né comprendete, il cinese. Avete a disposizione carta, gomma e matite. Dall’esterno, attraverso una fessura, vi vengono passati dei biglietti con delle domande scritte in cinese. Disponete di un voluminoso manuale di istruzioni scritto in italiano. Il manuale indica come abbinare e riorganizzare gli ideogrammi cinesi in base alla loro forma (ad esempio: “Se vedi la forma X, scrivi la forma Y”). Seguite le regole e restituite all’esterno i biglietti da voi scritti con le risposte corrette in cinese.
Secondo Searle, in questa seconda situazione il vostro ruolo è identico a quello del computer nella prima situazione sopra descritta. State eseguendo, entrambi, passo dopo passo, un programma che produce un comportamento che a un osservatore esterno permette di dire che tanto la macchina quanto l’umano sono in grado, rispondendo a tono, di capire perfettamente il cinese. Entrambi mostrano lo stesso comportamento. Per inciso, così facendo, la macchina ha superato il test di Touring.
Peccato però che di cinese non sapete proprio nulla.
Ne consegue, afferma Searle, che anche se per un osservatore esterno il dialogo domande-risposte è stato logico, pieno di senso e “compreso”, in realtà il computer non sa nulla di cinese e non è in grado di comprendere la conversazione.
Senza “comprensione”, afferma Searle, la macchina non sta “pensando”. Se non sta pensando, non ha una “mente” nell’accezione comune del termine. Quindi un computer che segue un programma che simula la mente non ha una mente nel senso di mente di un essere umano. Dunque, affermare, anche solo per ipotesi, che un’intelligenza artificiale sia intelligente è falso.
Opportuno riportare le parole con cui Searle, nel 2019 trent’anni dopo la prima pubblicazione della Camera cinese, ne descrive le conclusioni in termini di coscienza e intenzionalità:
“Anni fa ho dimostrato, con il cosiddetto argomento della Camera cinese, che l’esecuzione di un programma informatico non è di per sé sufficiente a generare coscienza, o intenzionalità. Il calcolo è definito in modo puramente formale, o sintattico, mentre le menti possiedono contenuti mentali, o semantici, reali; non è possibile passare dal piano sintattico a quello semantico semplicemente eseguendo operazioni sintattiche, senza aggiungere altro… …Un sistema – io, per esempio – non acquisirebbe la comprensione del cinese semplicemente eseguendo i passaggi di un programma informatico che simuli il comportamento di un parlante cinese”.

Gran parte del dibattito generato dall’esperimento mentale di Searle verte su come confutarne le conclusioni. Anche perché la stragrande maggioranza di coloro che ci si sono dedicati ritiene che l’argomento della Camera Cinese sia completamente errato. L’enorme mole di letteratura sviluppatasi attorno ad esso ha indotto Patrick ”Pat” Hayes, riconosciuta figura di riferimento nel campo dell’intelligenza artificiale per più di mezzo secolo, ad affermare che il campo delle scienze cognitive dovrebbe essere ridefinito come “il programma di ricerca volto a dimostrare la falsità dell’argomento della Camera cinese di Searle”.
Comunque, in sintesi, l’argomento della camera cinese è imperniato sulla distinzione tra sintassi e semantica, tra le regole che governano i simboli e il significato che quei simboli dovrebbero veicolare. L’esperimento mentale porta alla conclusione che la persona dentro la stanza, anche se ha ben risposto, non ha compreso alcunché. Proprio come il computer e il suo programma.
Oggi in troppi ritengono che conversare in linguaggio naturale con una chatbot sia dimostrazione di “intelligenza artificiale forte”, capace di manipolare simboli e quindi di comprenderli. Searle con il suo esperimento dimostra che è falso.
I modelli linguistici di grande dimensione, gli ornai noti LLM, producono testo con una facilità sorprendente, eppure restano semplici calcolatori di probabilità. Non modellano il linguaggio. Non sono in grado di generare un numero illimitato di espressioni. Vero che diventano sempre più sofisticati e manifestano proprietà emergenti (cioè non programmate esplicitamente), ma non dimostrano comprensione semantica paragonabile a quella umana. La forma è fluida, ma la presenza del senso è assente. Simulano, non sanno e non comprendono. Per ora ha ragione Searle.

L’intelligenza artificiale oggi si realizza con macchine basate sul puro calcolo, senza scrupoli, senza etica. Il problema è che gli umani le usano nella stessa modalità. Non è distinguibile il risultato del comportamento della macchina e dell’umano. Il che rende la prima un pericolo potenziale perché il secondo è un pericolo certo.
La crescita esplosiva di esperti di intelligenza artificiale e sue applicazioni lo dimostra. Non sono esperti perché hanno studiato e approfondito per anni la materia. Sono esperti perché sanno far girare Claude, ChatGPT, Gemini, Llama, Mistral, o modelli analoghi. Sono Claude, ChatGPT, Gemini, Llama, Mistral a fare girare gli esperti. Simulano, non sanno e non comprendono.

Non è l’intelligenza artificiale a diventare intelligente, è l’umano che sta perdendo la sua intelligenza naturale dove ironia, curiosità e ingenuità sono componenti essenziali e sono tutte analogiche. Niente e nessuno è stato in grado di renderle digitali.

Per ora.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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