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RICERCA MIRATA O SORVEGLIANZA DIFFUSA?

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
05/08/2026
in EDITORIALI
RICERCA MIRATA O SORVEGLIANZA DIFFUSA?
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TE LO LEGGO IO

Le polemiche sul provvedimento che vuole sfruttare l’intelligenza artificiale per il riconoscimento facciale sta ribollendo.
L’obiettivo è chiaro e condivisibile: contrastare possibili reati in luoghi considerati a rischio o in occasione di eventi particolari ove sussistono esigenze di ordine e sicurezza pubblica.
Purtroppo il metodo per raggiungere lo scopo prefissato non è altrettanto trasparente e certo non trova facile consenso tra chi ha un briciolo di rispetto per i diritti civili e chi ha un minimo di confidenza con determinate soluzioni tecnologiche.
La videosorveglianza non è certo una novità e somiglia ad un’ombra da cui è impossibile separarsi. Abbinata all’intelligenza artificiale, ahinoi, si rivela uno strumento di pericolosità estrema.
Ad allarmare il cittadino sono parecchi dettagli che dettagli non sono. La bozza di decreto legislativo non è rassicurante.
Legittime perplessità e fondati timori sono innescati in particolare dagli articoli da 7 a 10 che parlano delle attività di categorizzazione, etichettatura e filtraggio di dati biometrici da parte di sistemi automatici di intelligenza artificiale.
L’attenzione si sofferma anzitutto sull’articolo 8, quello che ammette l’uso eccezionale di sistemi di IA per l’identificazione biometrica remota in tempo reale di persone fisiche in luoghi pubblici o aperti al pubblico, da parte delle Forze di polizia.
Tale norma contemplerebbe la prevenzione di specifiche e gravi minacce reali, (relative ad un attacco terroristico ovvero alla vita o all’incolumità delle persone) oppure la ricerca di persone scomparse o di vittime dei reati di sequestro di persona, tratta di esseri umani o sfruttamento sessuale.
Il ricorso all’intelligenza artificiale dovrebbe essere limitato alla conferma dell’identità di persone specificamente interessate ovvero alla ricerca mirata ed alla localizzazione di persone altrettanto precisamente individuate o individuabili in relazione alla minaccia o alla ricerca in corso.
Alle buone intenzioni si affiancano però le fin troppo ovvie preoccupazioni che potrebbero prendere vita da un trattamento automatizzato su larga scala, che finirebbe con il riguardare anche individui che – presenti in luoghi pubblici – non sono oggetto di ricerca da parte delle forze di Polizia.
Le perplessità sono più che fondate perché l’identificazione di una persona sarebbe realizzata attraverso il trattamento dei dati biometrici di tutti coloro che sono presenti in un determinato spazio.
Tale operazione è infatti necessaria per generare modelli confrontabili con quelli dei soggetti inclusi nella cosiddetta “watch-list”, ovvero la lista delle persone “sotto osservazione”.
Il passo da una ragionevole “sorveglianza mirata di alcuni” ad una spaventosa “sorveglianza diffusa” è estremamente breve.
Determinati sofisticati strumenti hi-tech sono capaci di incredibili performance ma non offrono mai la certezza e l’attendibilità del risultato. Si rischia di passare dalla eccezionalità del loro impiego (limitata in un ristretto range di casi) ad una “ordinarietà” che non è affatto prevista o semplicemente ammissibile.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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