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HUGGING FACE

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
27/07/2026
in TECNOLOGIA
HUGGING FACE
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TE LO LEGGO IO

Una faccina che si tiene le guance fra le mani. Sorridente, rilassata, felice e soddisfatta. Lei è, in inglese, una “Hugging Face”, assurta alla dignità di logo di un’azienda ormai ben conosciuta ai più che giocano, sviluppano, lavorano, sono interessati alle soluzioni e applicazioni in Intelligenza Artificiale: Hugging Face, per l’appunto.
Fondata a New York, nel 2016, dai francesi Clément Delangue, Julien Chaumond e Thomas Wolf, nel corso di una tornata di investimenti nel 2013, ha raccolto 235 milioni di dollari. Fra coloro che hanno partecipato al finanziamento ci sono Google, Amazon, Nvidia, Intel, AMD, IBM per citare solo le più grandi. Hugging Face oggi è una realtà valutata 4,5 miliardi di dollari.

Hugging Face è anche il nome della enorme comunità open source che Hugging Face, l’azienda, alimenta e sostiene, per mettere a disposizione strumenti, modelli di apprendimento automatico e piattaforme per lavorare con l’intelligenza artificiale. Particolare attenzione viene dedicata alla scienza dei dati, all’apprendimento automatico e all’elaborazione del linguaggio naturale. Molto rinomata è la libreria di Hugging Face di “trasformatori NLP”, nonché la sua piattaforma che consente agli utenti di condividere modelli e datasets.

Opportuno, chiediamo venia agli esperti per le inevitabili approssimazioni, condividere le definizioni in italiano dei termini tecnici, tutti in inglese, che vengono utilizzati nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Iniziamo con i transformer NLP. Si tratta di un’architettura di “deep learning” (apprendimento profondo) che ha rivoluzionato il Natural Language Processing (NLP), noto in italiano come “elaborazione del linguaggio naturale”, ramo dell’intelligenza artificiale che aiuta i computer a leggere, capire e generare il linguaggio umano. Unisce l’informatica, la linguistica e l’apprendimento automatico (machine learning) per colmare la distanza tra il modo di parlare delle persone e il codice delle macchine. I transformer NLP, invece di processare le parole in modo sequenziale, dopo avere assegnato ad ogni parola la propria posizione nella frase per preservarne la struttura grammaticale, analizzano in parallelo intere frasi, o paragrafi. Utilizzando poi un meccanismo di “auto-attenzione” (self attention), assegnano a ogni parola della frase dei pesi in relazione alle altre parole della frase stessa, consentendo così di apprezzare il significato contestuale del linguaggio umano. Prendiamo la frase “La sponda aveva un buon rimbalzo”. L’auto-attenzione permette al modello di capire che si sta parlando di un tavolo da biliardo e non della caratteristica delle rive di un fiume.
Un transformer standard è composto da due moduli-base. Il primo è il codificatore (encoder) che legge e analizza il testo convertendolo in una rappresentazione matematica, numerica, del contenuto. Il secondo è il decodificatore (decoder) che prende le informazioni codificate e genera un testo, parola per parola. A seconda del compito un modello può utilizzare entrambi i moduli, ad esempio Google T5 per le traduzioni, o solo il decoder, come i modelli GPT di OpenAI, Llama di Meta, o Gemini di Google per la generazione di testi.
Definiamo ora dataset. Sono raccolte organizzate di dati, come testi, immagini, o numeri, usate per insegnare, mettere alla prova e far funzionare un modello di intelligenza artificiale. Senza datasets, un sistema di intelligenza artificiale non può imparare nulla.
Passiamo ora alla definizione di modello di IA. Si tratta di un programma, o di un’architettura matematica, addestrata con una grande quantità di dati per riconoscere schemi, fare previsioni, o prendere decisioni in autonomia. Da sottolineare la differenza tra algoritmo e modello: l’algoritmo è la struttura logica, o la “ricetta” di partenza, scritta dai programmatori; il modello è il programma finale arricchito ed “educato” dall’esperienza maturata in base ai datasets utilizzati. Dunque è il risultato concreto ottenuto a seguito di apprendimento. Esistono vari tipi di modelli. I principali sono: i modelli predittivi, che stimano valori futuri, o probabilità (es. per fare previsioni meteo); i modelli di classificazione che riconoscono e dividono in categorie le informazioni (es. filtri antispam, strumenti di sicurezza informatica progettati per bloccare messaggi di posta elettronica indesiderati, pericolosi, o pubblicitari) e infine i modelli generativi che creano contenuti originali come testi, immagini, o codice (es. ChatGPT, o generatori di immagini). Il codice è un insieme di istruzioni scritte usando un linguaggio di programmazione per fare svolgere a un computer un determinato compito.

Torniamo a Hugging Face. Ha coltivato una delle comunità di intelligenza artificiale più vivaci al mondo, con utenti che contribuiscono quotidianamente con nuovi modelli, datasets, ricerche e tutorials. Un tutorial è una guida pratica, un corso interattivo, o un assistente virtuale che spiega come fare qualcosa, o insegna una materia, passo dopo passo.

Hugging Face, inoltre, mette a disposizione una ricca collezione di API (Application Programming Interface). Un’API, in intelligenza artificiale, la si può considerare come un “ponte digitale” che consente a diversi programmi di comunicare tra loro, permettendo a un’applicazione esterna al modello di IA che si vuole utilizzare di inviare dati al modello stesso. Gli sviluppatori possono così integrare i modelli direttamente nelle loro applicazioni e ottenere risultati in tempo reale. La piattaforma di Hugging Face fornisce supporto a una vasta gamma di attività in molti casi d’uso e settori, permette l’accesso ai modelli più recenti, semplifica i flussi di lavoro, facilita l’implementazione delle soluzioni. Servizi che fanno fiorire la comunità degli utenti, cui viene richiesta attenzione continua al tema dell’intelligenza artificiale responsabile.

Scendendo nel dettaglio, Hugging Face con il suo Model Hub, fornisce l’accesso a centinaia di migliaia di modelli di intelligenza artificiale pre-addestrati per l’elaborazione del linguaggio naturale, la classificazione, la generazione, o il riepilogo di testi, la risposta a domande, la generazione di immagini, la visione artificiale e altro ancora. Il Model Hub si comporta come una piazza di mercato dove gli utenti possono facilmente trovare, scaricare e perfezionare, con poche righe di codice, i modelli di loro interesse. Non dovendo partire da zero sviluppatori e ricercatori, grati, ringraziano per il tempo e risorse risparmiate.
Le librerie Hugging Face sono facili da usare e ben documentate. I principianti possono mettere a punto rapidamente potenti modelli ed eseguire attività complesse. Dando semplice accesso ai fondamenti e agli strumenti avanzati Hugging Face ha aperto lo sviluppo dell’IA a una comunità ampia e variegata.
Gli strumenti che mette a disposizione consentono agli utenti, in particolare startup e imprese, di asservire i modelli al web, alle app dei dispositivi mobili, o ai sistemi aziendali, senza richiedere pesanti investimenti infrastrutturali. La distribuzione dei modelli in produzione viene magnificamente semplificata.
Hugging Face è anche il luogo preferito di incontro per sviluppatori, data scientists (esperti di scienza dei dati) e ricercatori; è il luogo dove chi è alle prime armi può imparare da professionisti esperti e porre domande a chi potrebbe avere già affrontato e risolto le sfide che vogliono affrontare.
Molti dei modelli presenti su Hugging Face spiegano quali siano i loro limiti, pregiudizi e casi d’uso previsti. Molto viene investito in una governance aperta e in discussioni e confronti di idee, guidate dalla comunità, sull’etica dell’IA.

Prima di Hugging Face, i modelli più potenti erano spesso difficili da usare perché richiedevano competenze specializzate ed enormi risorse informatiche. Gli strumenti open-sourcing hanno contribuito a rendere questi modelli più facili da usare, con tutto il codice e la documentazione richiesti, il che ha accelerato in modo importante l’innovazione a livello globale.
Questa enfasi di Hugging Face sulle tecnologie open source, non solo implica la condivisione da parte dei membri della comunità, più di un milione al mese, del codice dei modelli e la loro collaborazione nella costruzione di modelli nuovi, ma ha anche incoraggiato le aziende più grandi a fare lo stesso, consentendo all’intero ecosistema di trarne beneficio. Microsoft ha integrato i modelli Hugging Face nei suoi servizi Azure, fornendo ai clienti aziendali l’accesso diretto a strumenti di intelligenza artificiale all’avanguardia. Allo stesso modo, Nvidia ha collaborato con Hugging Face per ottimizzare la formazione e l’inferenza del modello per le Graphics Processing Unit, (GPU), aiutando a fare crescere la scala dei flussi di lavoro di deep learning, necessari per digerire enormi datasets. GPU si traduce come “unità di elaborazione grafica”. Si tratta di un processore speciale, molto veloce, dedicato alla creazione di immagini, video e giochi.

Non serve continuare a masticare termini in inglese per raccontare le meraviglie di Hugging Face. La cosa migliore da fare è entrarci dentro, ravanare e iniziare a progettare e costruire il futuro.

Buon divertimento: https://huggingface.co.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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