lunedì, Luglio 13, 2026
GIANO NEWS
  • EDITORIALI
  • TECNOLOGIA
  • ENERGIA
  • DIFESA
  • SCENARI
  • SANITÀ
  • ECONOMIA
  • CITTADINI E MINORI
  • LEGALITÀ
  • AVVISO AI NAVIGANTI
  • RIFLESSIONI
  • ANDANDOVEDENDO
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
GIANO NEWS
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home CHIACCHIERE ARTIFICIALI

Scuola primarIA e secondarIA…

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
11/06/2026
in CHIACCHIERE ARTIFICIALI
Scuola primarIA e secondarIA…
452
Visualizzazioni
Condividi su FacebookCondividi su Linkedin
0:00 / 0:00
TE LO LEGGO IO

C’è qualcosa che non torna. Negli Stati Uniti, paese di certo più avanti dell’Italia nell’utilizzo di tecnologie digitali nella scuola, a seguito di studi seri e ben documentati, si è arrivati a una chiara e semplice conclusione: gli studenti imparano meno quando usano la tecnologia.

Se è così, perché le scuole continuano a proporre strumenti digitali?
Secondo un sondaggio del National Center for Education Statistics del 2025, la stragrande maggioranza delle scuole pubbliche statunitensi – l’88 per cento- fornisce dispositivi a ogni studente, sostituendo quelli personali.
Peccato però che gli studenti che usano di più i computer hanno prestazioni scolastiche peggiori, come documentato dal neuroscienziato Jared Cooney Horvath nel suo libro, “The Digital Delusion: How Classroom Technology Harms Our Kids’ Learning – And How To Help Them Thrive Again“, ovvero “La delusione tecnologica: come le tecnologie di aula danneggiano i nostri ragazzi/e, e come aiutarli a crescere bene”.

Giusto che gli studenti sappiano usare un computer e sviluppino competenze e abilità per muoversi in sicurezza nel mondo dell’on-line, ma dovrebbero imparare a leggere, a scrivere e a padroneggiare la matematica su carta, non su uno schermo.

Studio dopo studio viene dimostrato che le lezioni che coinvolgono sensi e attività fisica sono particolarmente efficaci, che la comprensione è migliore quando si legge materiale stampato, piuttosto che il contenuto di un video. Si capisce di più quando gli appunti sono scritti a mano su carta, piuttosto che digitati.

Il corpo umano ha bisogno di muoversi. Stare seduti, per tempi lunghi, davanti a uno schermo, non fa bene. Gli esseri umani si sono evoluti così da interagire gli uni con gli altri, utilizzando il corpo per muoversi e come linguaggio. Gli schermi non solo non insegnano agli studenti ad avere interazioni appropriate con altri esseri umani, abilità essenziali per le loro future carriere e il benessere a lungo termine, ma fanno aumentare in modo significativo il rischio di miopia.

Le funzionalità utilizzate nella tecnologia digitale – ad esempio video e giochi progettati per tenere gli utenti incollati allo schermo con contenuti in rapido movimento – rendono più difficile sviluppare la concentrazione e l’impegno per fare ciò che l’apprendimento spesso richiede: leggere, ricercare, pensare, studiare, assimilare. Tutte attività “lente” che richiedono tempo e non presentano una stimolazione esterna costante e incessante.

A differenza dei loro coetanei statunitensi, o europei, i giovani italiani mostrano una minore esposizione e incentivazione all’utilizzo di tecnologie e strumenti educativi on-line. Anche se è di un paio di anni fa, opportuno ricordare i risultati della ricerca GoStudent Future of Education Report 2024 che ha analizzato le abitudini di oltre 10 mila tra genitori e ragazzi di età compresa tra i 10 e i 16 anni in sei nazioni, inclusa l’Italia. I risultati hanno rivelato che solo il 34 per cento degli studenti italiani fa uso di computer a scuola, ben al di sotto della media europea del 50 per cento. Ancora più basso è l’utilizzo di tablet, fermo al 25 per cento contro il 36 per cento della media europea.
Circa la metà delle istituzioni scolastiche in Italia non possiede le attrezzature necessarie per fornire accesso a strumenti di apprendimento digitale. Lo si può considerare un impedimento allo sviluppo di competenze digitali fondamentali, considerate essenziali dalla Commissione europea per il 90 per cento delle odierne professioni, il che solleva preoccupazioni riguardo alla preparazione dei giovani italiani per il futuro del lavoro.

Alla luce delle ricerche americane c’è da chiedersi se siano preoccupazioni motivate. Per trovare lavoro, meglio sapere parlare e scrivere in italiano, inglese, francese, altra lingua straniera, conoscere la storia e la filosofia, matematica e fisica, altre materie tradizionali, o meglio sapere giostrarsi con un computer?
Forse questa nostra lacuna nell’offerta formativa digitale permette una maggiore efficacia nell’insegnamento delle materie tradizionali.

Opportuno ricordare l’iniziativa BYOD, che sta per Bring Your Own Device, ovvero, in italiano “Porta il tuo dispositivo” (chissà perché occorre sempre ricorrere all’inglese quando si ha a che fare con la tecnologia). Si tratta dell’insieme dei criteri fissati in un istituto scolastico per consentire al personale e/o agli studenti di utilizzare dispositivi personali (smartphone, laptop, tablet, o altro), anziché costringerli a utilizzare i dispositivi forniti dall’istituto per tale scopo. Sempre che vengano forniti, ovviamente.
Il ricorso al BYOD in ambito educativo è espressamente previsto dal Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), il documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione e del Merito “per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale”.

A seguito di operazione di “taglia e cuci” da documentazione ufficiale, si riporta quanto segue: “L’obiettivo è quello di “alleggerire” le classi da strumentazioni informatiche costose, ingombranti e presto obsolete, promuovendo una didattica digitale basata sull’integrazione dei dispositivi elettronici personali degli studenti e degli insegnanti con le dotazioni tecnologiche degli spazi scolastici.
Si tratta di una irrinunciabile occasione che permette ai docenti di puntare al raggiungimento delle competenze attraverso la mediazione di linguaggi moderni e accattivanti, capaci di proporre i contenuti in chiave interattiva e multimediale, pronti a rispondere alle esigenze individuali degli alunni e in grado di incoraggiare modalità di apprendimento di tipo cooperativo.
Ai ragazzi è così consentito, sotto la guida e il controllo dell’insegnante, di accedere al web in classe per ampliare gli orizzonti della ricerca e della conoscenza; di entrare a far parte di social network per la didattica dove l’apprendimento subisce un vero e proprio capovolgimento; di rispondere a quiz e sondaggi utilizzando direttamente il proprio smartphone come telecomando (Student Response Systems).
In questo contesto di innovazione metodologica e sperimentazione didattica, alla scuola, con l’ausilio di figure esperte ed il supporto di una specifica formazione per i docenti, sarà affidato anche il compito di educare le nuove generazioni al tema della sicurezza on-line e ad un uso critico e responsabile delle tecnologie digitali.”

Ci si augura che il “burocratese” sia stato debitamente apprezzato.

Molto più recente, infatti è di un paio di giorni fa, il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri per regolare l’uso dell’intelligenza artificiale in alcuni campi, scuola compresa. Le Indicazioni nazionali, cioè i programmi scolastici, vengono innovati. Dichiara il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “l’Ia entra in modo esplicito, forte, prepotente, all’interno del curriculo formativo dei licei, mentre per quanto riguarda le scuole elementari vi sono dei cenni che già abbiamo inserito nelle Indicazioni nazionali del primo ciclo: innanzitutto abituare i bambini al linguaggio dell’Ia partendo ad esempio dal concetto di algoritmo. Infine si avrà l’utilizzo dell’Ia per l’alfabetizzazione degli adulti e nei percorsi formativi degli Its, in particolare del 4+2.”

Non è del tutto chiaro come ci si possa abituare al linguaggio dell’Ia partendo dal concetto di algoritmo…

Comunque, dice ancora il ministro Valditara, “Occorre innanzitutto educare, formare i giovani alla consapevolezza dei rischi legati all’Ia, rischi legati all’utilizzo dei social, dei device, ma in particolare per quanto riguarda l’aspetto qui in gioco dell’Ia. Poi c’è tutto il tema dei risvolti etici connessi con l’Ia”.

Ovviamente la responsabilità dell’educazione e della formazione è demandata ai docenti ed è stato già avviato in quattro regioni (Calabria, Toscana, Lazio e Lombardia) l’utilizzo di assistenti virtuali per potenziare gli apprendimenti: «I primi risultati ci confortano, perché gli apprendimenti sono migliorati di un punto rispetto all’insegnamento tradizionale», ha spiegato Valditara. Da cui si deduce che il Ministro ne sa ben di più degli autorevoli studi statunitensi prima menzionati.

Nulla contro gli assistenti virtuali, anche se non è del tutto chiaro cosa siano e cosa debbano fare.
Nulla contro la tecnologia se ben utilizzata nelle giuste dosi.
Il 74 per cento dei giovani intervistati nell’ambito della già citata ricerca GoStudent Future of Education Report 2024, dimostrando capacità di previsione e notevole saggezza, vedono nella tecnologia un mezzo cruciale per un apprendimento più efficace. Un mezzo, non il fine.
Anche i genitori riconoscono il valore di un’educazione più digitalizzata, evidenziando come permetta una personalizzazione dell’apprendimento e un avanzamento individuale.

Inutile negarlo: l’intelligenza artificiale generativa è uno strumento scolastico. La usano gli studenti (basta con la sciocchezza imperante che la utilizzino per farsi fare i compiti), la usano i professori per organizzare le lezioni, o personalizzare le spiegazioni, in base alle esigenze di aula.
L’Ia è uno strumento potentissimo e per sfruttarlo al meglio è bene conoscerne i rischi e le opportunità, soprattutto quando entra nella didattica. Deve e può arricchire lo studio e la conoscenza, ma servono nuove competenze da imparare e soprattutto da insegnare.

Ben venga un’educazione più digitalizzata, ma che non sia troppo digitalizzata. I docenti umani non diventano virtuali, non vengono sostituiti, ma vedono il loro ruolo evolvere per essere ancora più importante di quello attuale. La loro presenza fisica è sempre più essenziale.

Servono docenti ancora più motivati, presenti, aggiornati, selezionati e soprattutto ben pagati. Un professore di scuola media con 15 anni di carriera guadagna, in Italia, a parità di potere di acquisto, il 44 per cento di quanto riceve il suo omologo in Germania, o il 28 per cento del collega del Lussemburgo.
Tra tutti i paesi europei, l’Italia (con una retribuzione media di 32mila 892 euro/anno) occupa le ultime posizioni (quint’ultima su 14 paesi).
In Italia la differenza retributiva tra un docente di scuola media con titolo di laurea rispetto ad altro lavoratore con stesso titolo di studio è pari a un terzo: il docente guadagna il 33 per cento in meno. Che i docenti siano pagati meno rispetto ad altre professioni a parità di titolo di studio succede anche in Europa, ma la differenza si attesta, mediamente, al 13 per cento.

Non si fa scuola, non si cresce, non si migliora con i fichi secchi. Il ministro Valditara ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni di euro per la formazione dei docenti nella didattica relativa all’intelligenza artificiale.
Iniziativa buona e giusta, ma non sufficiente.
I docenti, che fanno il mestiere più bello e difficile che ci possa essere, a cui come genitori affidiamo la formazione e la crescita intellettuale dei nostri figli, di fatto responsabili del successo delle prossime generazioni, oltre a formarli, vediamo anche di pagarli il giusto.

Condividi14Condividi3
Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

POTREBBE INTERESSARTI

MALA TEMPORA CURRUNT, SED PEIORA PARANTUR… OVVERO INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SOCIETÀ NON UMANE

di Andrea Aparo von Flüe
19/06/2026
0
MALA TEMPORA CURRUNT, SED PEIORA PARANTUR… OVVERO INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SOCIETÀ NON UMANE

Di certo Javier Gerardo Milei sa come attrarre l’attenzione del pubblico e soprattutto quella di chi vota visto che nel dicembre 2023 è stato eletto presidente dell'Argentina.

Leggi tuttoDetails

IL SIGNORE DELL’ANELLO E IL SIGNORE DEGLI ANELLI

di Andrea Aparo von Flüe
15/06/2026
0
IL SIGNORE DELL’ANELLO E IL SIGNORE DEGLI ANELLI

Il Signore dell’anello, spero vorrà perdonare questa non del tutto ortodossa denominazione, ha lasciato perplessi non pochi dei lettori della sua lettera enciclica “Magnifica Humanitas sulla custodia della...

Leggi tuttoDetails

ARRIVA IL TRADUTTORE UOMO-CANE E CANE-UOMO

di Georgiana BOCA
04/06/2026
0
ARRIVA IL TRADUTTORE UOMO-CANE E CANE-UOMO

Quando si sente dire che i cinesi sono pronti a copiare, vanno fatte le dovute eccezioni.

Leggi tuttoDetails

MAGNIFICA HUMANITAS: QUALCHE CONSIDERAZIONE DA UMILE TECNOLOGO…

di Andrea Aparo von Flüe
04/06/2026
0
MAGNIFICA HUMANITAS: QUALCHE CONSIDERAZIONE DA UMILE TECNOLOGO…

Invidio coloro che sono in grado di leggere un‘enciclica e scrivere un commento nel giro di un paio d’ore.

Leggi tuttoDetails
Prossimo post
LE OFFERTE SPECIALI DI VANNACCI MARCHI

LE OFFERTE SPECIALI DI VANNACCI MARCHI

ARTICOLI CORRELATI

A MARZIA’ TE SCANZI? MUSK E IL GABBIANO

A MARZIA’ TE SCANZI? MUSK E IL GABBIANO

06/04/2025
“E IO TI QUERELO”: UN LIBRO UTILE PER LA SALVAGUARDIA DI GIORNALISTI E SCERIFFI DA TASTIERA (prima parte)

“E IO TI QUERELO”: UN LIBRO UTILE PER LA SALVAGUARDIA DI GIORNALISTI E SCERIFFI DA TASTIERA (seconda parte)

30/11/2025

AMAZON, GLI ALGORITMI E IL VUOTO LEGISLATIVO

28/03/2021
LA PAURA DELLA CINA ED IL BIVIO DAVANTI A NOI

LA PAURA DELLA CINA ED IL BIVIO DAVANTI A NOI

13/08/2022
EFFETTO CRODINO

EFFETTO CRODINO

29/01/2025

GREEN ECONOMY E I 3000 VOLI VUOTI DI BRUSSELS AIRLINES

08/01/2022

PRIVACY

  • Informativa Privacy
  • Informativa cookie

TAG

Accenture ACN AGID ai alessio butti anorc anorc professioni butti chatGpt contenuti Cospito diversità doglover FACEWATCH Franco Roberti Frattasi google governo inclusione intelligenza artificiale massi migranti nadia gullo Paolo zangrillo Piantedosi putin razza servizi segreti SOUTHERN CO-OP spie whatsapp zangrillo

© 2022 GIANO.news

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • EDITORIALI
  • TECNOLOGIA
  • ENERGIA
  • DIFESA
  • SCENARI
  • SANITÀ
  • ECONOMIA
  • CITTADINI E MINORI
  • LEGALITÀ
  • AVVISO AI NAVIGANTI
  • RIFLESSIONI
  • ANDANDOVEDENDO

© 2022 GIANO.news