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EUROPA: L’AMBIZIONE PERDUTA

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
30/07/2026
in CHIACCHIERE ARTIFICIALI
EUROPA: L’AMBIZIONE PERDUTA
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TE LO LEGGO IO

Lo scorso giugno il governo degli Stati Uniti, per decreto presidenziale, ha obbligato Anthropic a non consentire ai cittadini stranieri l’accesso a Fable e Mythos, i suoi più performanti modelli di intelligenza artificiale. Così facendo Washington non solo ha deciso di controllare la tecnologia avanzata dell’intelligenza artificiale, ma ha anche dato la sveglia ai politici europei. Metafora del tutto azzeccata. Finora l’Europa ha effettivamente dormito sullo sconvolgimento tecnologico e si è sistemata comodamente nel nuovo mondo IA come consumatore passivo di tecnologia americana. Gli europei si sono svegliati di soprassalto, del tutto impreparati.

In Europa regnano perplessità e incertezza. Il vecchio continente, così fiero dei suoi ingegneri e scienziati, non si permette di essere tra i migliori al mondo nell’universo dell’intelligenza artificiale. Non ha la minima idea di cosa volere, di cosa fare mentre Stati Uniti e Cina sono impegnati in un feroce testa a testa nello sviluppo e nell’applicazione della tecnologia. Noi europei siamo del tutto insignificanti.

I ricercatori della Stanford University redigono ogni anno lo “AI Index Report” per misurare il polso del settore dell’IA. L’Europa è nei primi posti solo per ciò che riguarda la regolamentazione. In termini di prestazioni, i modelli europei di intelligenza artificiale giocano in serie B. Stiamo perdendo visibilità globale anche nelle attività di ricerca, dove le singole università europee avevano finora conseguito notevoli risultati. Sono sempre più spesso superate dalla concorrenza dell’Asia e del Nord America.
Altri indicatori di prestazione, come il numero di brevetti, o gli investimenti in data center, non lasciano presagire nulla di buono.

Cina e Stati Uniti vedono nell’intelligenza artificiale il futuro e si danno molto da fare. L’Europa, invece, causa miopia acuta, esita e diventa sempre più dipendente.
La sveglia di cui sopra da sola non basta. Per scuotere l’Europa occorre cambiarne la mentalità. Invece di procrastinazione, serve azione. Un primo passo è stato fatto nel febbraio 2025, quando la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha partecipato, all’AI Action Summit di Parigi presentando InvestAI, la visione strategica dell’Europa. Un intervento seguito con attenzione da imprenditori, politici, investitori e ricercatori. In sintesi, la von der Leyen ha detto che non è troppo tardi perché l’Unione Europea partecipi alla corsa all’intelligenza artificiale e ha promesso “la mobilitazione” di 200 miliardi di euro in investimenti, di cui 20 miliardi solo per la costruzione di quattro enormi centri di elaborazione dati con un fabbisogno di elettricità di un gigawatt ciascuno. Il messaggio è stato compreso in modo forte e chiaro: l’Europa vuole seriamente partecipare alla competizione globale nell’intelligenza artificiale. Non è più il tempo di parlare, ma quello di fare.

Un anno e mezzo dopo, tuttavia, la realtà fa riflettere.
Il Consiglio europeo, di cui fanno parte i capi di Stato e di governo dei 27 membri dell’UE, vuole mettere il tema dell’intelligenza artificiale in primo piano all’ordine del giorno entro la fine dell’anno. Una novità. Peccato che siano passati tre anni e mezzo dalla nascita di Chat-GPT.
Il settore privato non partecipa alla mobilitazione dei 200 miliardi di euro di investimenti. Le aziende non ritengono che la domanda europea di IA giustifichi una spesa in conto capitale così elevata. Dei quattro mega centri di elaborazione dati previsti, ne sopravvivono solo due e riceveranno i fondi promessi entro il 2028.

La strategia europea dell’intelligenza artificiale si perde in tanti rivoli di attività e piccoli finanziamenti. La visione a lungo termine e gli obiettivi, senza cui la strategia non può esistere, sono difficili da riconoscere, sempre che esistano. La prudenza regna sovrana. Manca entusiasmo. Manca l’ambizione come testimoniato dalla pochezza dell’unico progetto in cui l’Europa cerca di raggiungere l’avanguardia tecnologica: il Frontier AI Grand Challenge. Il concorso, indetto a febbraio 2026, mira a sviluppare un modello europeo di intelligenza artificiale che possa competere con le migliori controparti del mondo. Una intelligenza artificiale di alto livello, in linea con leggi, regolamentazioni e valori etici europei. Obiettivo buone e giusto, almeno sulla carta.

Aziende e istituti di ricerca potevano candidarsi fino ad aprile. A metà giugno, la Commissione UE ha scelto un vincitore: un consorzio guidato dalla start-up italiana Domyn e con la partecipazione della tedesca Fraunhofer. Il CEO di Domyn, Uljan Sharka, grande personaggio, italiano di origini albanesi, dopo l’aggiudicazione ha promesso che tra un anno l’Unione Europea avrà la sua intelligenza artificiale di punta. Domyn è in grado di rispettare questo termine. Ha già esperienza nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale di medie dimensioni per settori regolamentati. Aspettiamo di vedere se quanto verrà partorito sarà, o meno, un modello di punta. C’è motivo di dubitare. Tenendo conto che il numero di parametri è un indicatore approssimativo delle prestazioni di un modello, visto che le specifiche di progetto prevedono l’uso di 400 miliardi di parametri e che i migliori modelli linguistici attuali sono almeno due volte più grandi, ne consegue che la presunta IA di punta europea apparterrà, al massimo, alla classe media dei modelli.

Inoltre, l’Europa ha già un buon modello in questa classe di dimensioni: il Mistral Large 3 dell’omonima azienda francese. Perché rifare qualcosa di esistente? A quanto pare, il motivo è che l’IA francese non soddisfa i requisiti politici che il nuovo modello “sovrano” dovrebbe incarnare. Per esempio il multilinguismo. L’UE vuole un’IA che parli fluentemente tutte le 24 lingue ufficiali dell’Unione. L’IA di Mistral si comporta bene al massimo in quattro di esse. Nobile intento quello di promuovere la diversità culturale al massimo grado. Una chatbot che parla anche irlandese e maltese può essere utile per la pubblica amministrazione, o per gli studi legali. C’è da chiedersi se aumenterà la competitività delle imprese industriali europee.

Infine, per valutare la “forza” di un modello IA, ancora più importante delle dimensioni è lo sforzo di calcolo investito nel suo sviluppo. Per l’addestramento del nuovo modello l’UE mette a disposizione, per un anno, fino al 2,5 per cento della potenza di calcolo della rete europea di supercomputer EuroHPC. Inoltre, ci sono i computer di Domyn. Tanta potenza di calcolo, ma non basta per costruire un modello di IA di alto livello. Nel migliore dei casi quanto viene messo a disposizione rappresenta dall’uno al dieci per cento di quanto è confluito nei migliori modelli attuali di IA. All’ingresso sul mercato a metà del 2027, il modello sovrano europeo, se tutto va bene, sarà inutilmente mediocre.

Rimane aperta la questione che riguarda su quali server girerà il modello prossimo venturo e se ci saranno versioni successive più potenti. I primi sono necessari per stare al passo con il ritmo veloce dello sviluppo. Domyn, in collaborazione con Nvidia, vuole costruire nuovi data center e non dovrebbe avere problemi economici, visti i danarosi investitori che ha a bordo, tra cui la G42 Holding Ltd di Abu Dhabi, strettamente legata alla famiglia regnante negli Emirati Arabi Uniti. Il condizionale però è d’obbligo perché un centro elaborazione dati è un’impresa pluriennale non da poco, anche per le aziende ben finanziate.

La Frontier AI Grand Challenge, di importante ha solo il nome. I suoi obiettivi sono troppo limitati: non mira abbastanza in alto, dà priorità agli obiettivi politici piuttosto che tecnici ed è dotata di risorse insufficienti. A dire il vero le manca quello che manca all’Europa nell’affrontare la sfida dell’intelligenza artificiale, vista come tecnologia del futuro: ambizione. Essere più audaci, senza perdere altro tempo, è indispensabile. L’Europa deve promuovere lo sviluppo dell’IA al livello più avanzato possibile. Solo se dimostra di essere in grado di farlo, sarà in grado di attrarre il capitale necessario e le menti migliori. Denaro e conoscenza sono le risorse essenziali per costruire la sovranità dell’IA europea a lungo termine e per essere allo stesso livello di Stati Uniti e Cina.

Non è una banale questione di prestigio.
I grandi modelli di IA sono la base su cui costruire un’IA altamente specializzata per applicazioni industriali. L’Europa può trarre grandi benefici dalle tecnologie dell’intelligenza artificiale grazie ai massicci databases e alle esperienze di grandi aziende industriali come Siemens, Airbus, Stellantis, Bosch, Leonardo. Se le aziende di punta europee si ritrovassero nell’uso dell’IA in balia delle priorità geopolitiche delle grandi potenze, la loro sarebbe una base assai debole e traballante.

L’Europa deve fare dell’IA una priorità strategica e lottare per l’eccellenza nella tecnologia, ma non da sola. Servono alleanze con i migliori, Stati Uniti e Cina in prima battura senza dimenticare gli altri grandi attori. Per entrare in queste alleanze deve prima fare i compiti. Non è solo una questione di posizione di forza, ma dimostrare di investire in modo massiccio in tutte le maglie della rete del valore dell’IA: dall’approvvigionamento energetico, ai data center, alla formazione e reclutamento dei migliori talenti.
L’Europa deve anche promuovere l’imprenditorialità, rafforzare i mercati dei capitali e ridurre la burocrazia.

Dando priorità all’elemento di cui ha maggiore necessità: l’ambizione.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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