La brutta storia – emersa appena festeggiate le Forze Armate con trionfali esibizioni dinanzi a folle plaudenti – ci trascina oltre le mura di una caserma.
L’atmosfera non è quella sporcaccioncella dei filmetti sul clichèè della “dottoressa del distretto militare”, ma è velata da un incredibile squallore e mostra tinte fosche che impediscono di delineare un contorno nitido della vicenda.
Chi scorre la cronaca riportata da agenzie di stampa e giornali si chiede come sia possibile, ma stupirsi è disciplina sportiva in cui è inutile cimentarsi. Leggere dell’arresto per violenza sessuale di un docente della Scuola Militare Teuliè per un attimo fa rivivere la solenne parata del 2 giugno, aperta proprio dall’alfiere e dalla compagnia di formazione dei cadetti del rinomato college con le stellette che ha sede a Milano.
L’Agenzia ANSA (e non il ciclostilato di un gruppo eversivo) scrive che la Procura di Milano “avrebbe ricostruito anche la «condizione di assoggettamento psichico degli studenti», oltre a sopraffazioni, umiliazioni e vessazioni e agli abusi sessuali”.
Il resoconto è sconvolgente e lascia immaginare le dettagliate argomentazioni delle venti pagine del provvedimento restrittivo di custodia cautelare che ha portato dietro le sbarre un professore di quel liceo militare. Non si tratta di qualcosa di episodico, facile a sfuggire a chi dovrebbe avere sotto controllo la situazione, perché gli atti metterebbero in rilievo tutte le “condotte sessualmente violente e manipolatorie nei confronti di un significativo numero di studenti”.
Si viene a sapere che la cupa vicenda comincia nel 2024 e che sarebbe stato un allievo a denunciare le molestie ai suoi superiori. In un istituto di formazione che ospita più o meno 250 frequentatori viene da chiedersi perché nessuno abbia notato nulla di strano già all’insorgere di una così disdicevole circostanza.
Non è una scuola qualunque con risorse raccogliticce e difficili da sondare. Sulla “Teuliè” vigilano il Ministero della Difesa e quello dell’Istruzione e del Merito, che non si limitano a selezionare gli allievi con un concorso impegnativo, ma pongono attenzione nello scegliere i migliori insegnanti e i più qualificati ufficiali addetti all’inquadramento militare.
Tanta accuratezza nell’individuare gli educatori ha fatto sì che uno di questi, milanese quarantottenne, su Telegram chiedesse ai suoi ragazzi “mi mandi una fotina?” ed elargisse generosamente qualche centinaio di euro a chi non rifiutava le sue avance.
Il Ministro Crosetto, il 13 settembre 2024, dichiarava “Anche per i ragazzi delle Scuole Militari è tempo di tornare sui banchi di scuola! Si apre un nuovo anno di sfide e opportunità. In bocca al lupo dalla Difesa per questa nuova avventura a loro e a tutti gli studenti!”.
Non poteva immaginare il buon Guido Crosetto che per alcuni di loro la sfida sarebbe stata quella di vincere la vergogna e di svelare retroscena un po’ diversi dalle immagini evocative dei Fori Imperiali…
Niente paura. Non se ne parla già più. Come se nulla fosse successo.
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