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IL FISCO AMICO POTREBBE NON ESSERE UN OSSIMORO

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
08/02/2026
in EDITORIALI
IL FISCO AMICO POTREBBE NON ESSERE UN OSSIMORO
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TE LO LEGGO IO

Periodicamente si riaffaccia la curiosa immagine del fabulistico “Fisco Amico”, una realtà che avvicina il cittadino-contribuente alle inevitabili pretese dell’Erario.
A parlar di favole qualcuno evoca quella di Cappuccetto Rosso e vede la macchina tributaria nel ruolo del lupo che veste i panni della dolce nonnetta che vive nel bosco. Difficile fidarsi, secondo molti, di una organizzazione pubblica che in nessun angolo del mondo riscuote simpatia, che va a toccare il portafogli, che non di rado viviseziona i piccoli e sembra non accorgersi di chi le combina davvero grosse.
Eppure la speranza di un domani migliore lascia intravedere qualche possibilità che il congegno fiscale smetta di essere o di sembrare un tritacarne e si trasformi nel più straordinario meccanismo di equità e di democrazia.
La democrazia, infatti, comincia proprio dalla proporzionalità nella partecipazione al sostentamento dei servizi destinati alla collettività e ai più sbadati lo ricorda anche la Costituzione quando – all’articolo 53 – dice che “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.
L’imposizione fiscale, purtroppo o come forse è fin troppo facilmente immaginabile, è uno dei più efficaci grimaldelli della propaganda politica, capace com’è di richiamare l’attenzione anche dei meno interessati alle competizioni tra partiti, movimenti e fazioni.
La promessa di riduzione delle tasse è sventolata da chi cerca elettori anche quando si ha la nitida consapevolezza che questa non passa dall’abbassamento aritmetico delle aliquote, ma transita sotto le forche caudine del costringere tutti a pagare quel che devono. Quest’ultima operazione non è affatto facile e spesso la buona volontà di chi lavora su quel fronte non è sufficiente per il conseguimento dei risultati auspicati.
Nel magmatico scenario si agita l’assolutamente immorale spettro del “condono”, che fa inginocchiare lo Stato costringendolo a rinunciare alle proprie legittime pretese pur di elemosinare una frazione di quel che gli spetta.
I Governi che ricorrono alle “sanatorie” è vero che riescono a “fare cassa”, ma gli introiti – che suscitano entusiasmo e scatenano conferenze stampa e dichiarazioni di successo – hanno un modesto effetto immediato, ma azzerano le prospettive di recupero di quel che sarebbe riscosso negli anni a venire…
Il “perdono” supportato da sconti miracolistici è inaccettabile offesa nei riguardi di chi ha sempre fatto il proprio dovere di contribuente, rispettando importi e scadenze. La pacca sulla spalla a chi è venuto meno al suo dovere è uno schiaffo ai cittadini onesti. E il “fisco amico” i ceffoni sa perfettamente a chi deve darli…
Quel che manca, ahinoi, è il parlare chiaro. Se si vietasse l’uso di ammaliatori slogan inconcludenti e si affrontassero certi temi con intento davvero chiarificatore, probabilmente la gente avrebbe modo di capire la gravità della situazione e la fondatezza di determinate iniziative.
Tasse e tributi possono gravare di meno, se il loro irriducibile peso viene “spalmato” su tutti i soggetti che hanno il dovere di sostenerlo.
Siccome l’evasore fiscale è visto come un furbo, non come un ladro o un criminale, serve un cambio di mentalità in grado di sradicare convinzioni che sono di ostacolo a qualunque buon proposito.
L’Internal Revenue Service – il fisco statunitense che opera nelle terre dei leggendari cowboy – ha da anni adottato il sistema storicamente utilizzato per la cattura dei banditi. Mettere una “taglia” sugli evasori fiscali non è una idea peregrina soprattutto se, ricordando il Far West, la faccia di queste persone viene affissa sui muri, incollata alle paline delle fermate degli autobus, mostrata sui giornali, in televisione o su Internet. Non è un banale far la spia, non è un ritorno a truci forme di collaborazionismo, ma espressione di senso civico…
Nel frattempo il processo di semplificazione deve premere sull’acceleratore non dimenticando che non deve limitarsi alla banale “informatizzazione”. Non è la tastiera di un pc o l’uso dello smartphone a rendere più facili le cose, ma la revisione di tutte le procedure e delle modalità di relazione tra contribuente ed Erario.
Le cose da fare sono tante e certo non sintetizzabili in poche righe di pur equilibrato ragionamento. Chi pensava di liquidare con un “reel” alla pompa di benzina l’abbattimento delle accise sui carburanti probabilmente non conosceva il ruolo di tali imposte nella dieta alimentare del fisco, ma si accontentava di solleticare i cittadini nella consapevolezza della sensibilità popolare a certi argomenti.
C’è tanto da lavorare e c’è un gran bisogno di buone notizie. Il Sole 24 Ore di venerdì 6 febbraio ce ne ha regalata una, perché sarebbero stati scovati duecentomila soggetti che non pagano le tasse e sono totalmente sconosciuti al fisco.
Mentre aspettiamo di conoscerne il nome e il cognome, confidiamo nella riscossione di quel che questi figuri hanno rubato agli altri italiani…

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E’ Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino (Authority di cui è stato Vice Presidente dall’aprile 2019 al gennaio 2022).

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