A volte due cose insopportabili si incrociano. MacDonald (che ha rovinato il nostro stomaco) e l’intelligenza artificiale (che sta polverizzando il nostro cervello) hanno dato vita ad uno spot orribile, che segna con evidenza la rispettiva sadica mancanza di rispetto per il genere umano e per le sue piccole tradizioni.
Il filmato raccoglie una antologia di brevi episodi tragicomici che invitano ad odiare il periodo natalizio che, secondo i registi e gli sceneggiatori del cortometraggio, fa schifo e l’unica soluzione è trovare rifugio, salvezza e felicità in uno dei tanti McDonald’s disseminati in giro per il mondo.
Il video ha innescato feroci polemiche, anche se ad onor del vero basterebbe il confronto tra un panino delle fotografie esposte e uno di quelli più realistici consegnati agli avventori per scatenare sentimenti caustici anche nella clientela più rassegnata e mansueta.
La cosa più sorprendente dell’intera vicenda è che per fare una simile porcheria – non bastando i pochi neuroni del committente e gli ancor meno del commissionato – ci sia stato bisogno di avvalersi dell’intelligenza artificiale.
Senza inseguire l’astio nutrito dal Grinch nei confronti della imminente festività, si possono certo non condividere abitudini, mode e vezzi che caratterizzano la seconda metà di dicembre.
Se è difficile sopportare le cene con parenti che si terrebbero volentieri distanti con il forcone oppure scambi di regali che persino il cestino dell’immondizia è pronto a sputare a chi si azzarda a metterceli, porre come alternativa riparatoria qualche ora al “Mac” diciamo che è esagerato. Si possono certamente trovare sfumature differenti per tingere armoniosamente queste giornate.
Veniamo alla pellicola. A confezionarla ci sono state centinaia di specialisti in carne ed ossa e l’intelligenza artificiale ha avuto un ruolo marginale solo per la creazione di effetti speciali la cui realizzazione “analogica” avrebbe richiesto tempo e denaro in misura superiore a quella già inutilmente spesa per ottenere questo risultato.
L’intelligenza artificiale è stata solo una scorciatoia per sembrare – secondo gli autori – “simpatici” e il tentativo non è andato a buon fine.
Il prendere in giro luoghi comuni e abitudini trash dimostra una carenza di fantasia, quella stessa fantasia che invece non manca a chi crea le immagini che nei punti vendita illudono il cliente che il suo panino sarà davvero così.
Da chi riesce a proporre hamburger in entusiasmanti composizioni, che non somigliano affatto al prodotto servito al malcapitato, ci si aspettava qualcosa di più.
Sommerso da pernacchie cosmopolite, il filmato è stato fatto sparire da Youtube e da Internet, ma qualche volontario della storicizzazione del peggio che sia mai finito online ne ha salvato un esemplare.
Qui su Giano News è possibile vederlo così da consentire le valutazioni personali e animare la discussione a dispetto dell’appiattimento che progressivamente sta spegnendo il nostro spirito critico.












