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IL PERIODO TRA LE DUE GUERRE MONDIALI

Giuseppe Bodi di Giuseppe Bodi
05/12/2025
in DIFESA
I SERVIZI DI INFORMAZIONE DALL’UNITÀ D’ITALIA ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE
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(Parte 2/11). 

Agli albori degli anni Venti si verificarono due circostanze peculiari: il “biennio rosso”, caratterizzato da episodi di acuti disordini, anche di stampo insurrezionale e l’avvento del regime fascista che caratterizzò il panorama italiano fino alla conclusione del secondo conflitto mondiale.
Nel 1923 venne istituita la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, le cosiddette “Camicie nere”, subordinata al Capo del Governo; successivamente, dal 1928, fu posta direttamente sotto l’autorità di Benito Mussolini, che ne assunse il ruolo di Comandante Generale. Nell’ambito della Milizia, nel 1926, vennero costituiti un “Servizio Politico” ed un “Ufficio Politico Investigativo”. Queste organizzazioni erano diffuse capillarmente sul territorio nazionale ed avevano anche il compito di contribuire all’ordine pubblico e alla sicurezza pubblica. La Milizia venne definita dal Gran Consiglio come: “una grande Polizia politica, il cui compito è, indipendentemente dalle Forze ordinarie di Polizia, quello di rendere impossibile ogni turbamento dell’ordine pubblico e ogni tentativo di sedizione contro il Governo fascista”.
Anche il Servizio militare venne riordinato; il Regio Decreto 23 gennaio 1927, n. 327, istituì il Servizio Informazioni Militare (SIM) alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito con compiti informativi generali interni ed esterni per le tre Forze Armate. Aveva le seguenti Sezioni: situazione Forze Armate, valutazione, controspionaggio, contabilità, cifra, intercettazioni, Addetti Militari, 11 centri nazionali ed alcuni Centri esteri in Europa, Africa e Medio Oriente. Il Colonnello Mario Roatta (1887-1968, Direttore del SIM dal 1934 al 1936) costituì, in ambito SIM, i “Servizi Speciali”, organo alle dipendenze del Sottosegretario al Ministero della Guerra per l’assolvimento di compiti particolarmente delicati quali sabotaggi, attentati, esecuzioni, sovversione e terrorismo. Come la Divisione Affari Generali e Riservati, anche il SIM era articolato in due branche: una offensiva o di ricerca informativa, e una difensiva o di controspionaggio. A tale organo si affiancavano il Servizio Informazioni dell’Aeronautica (SIA) e il Servizio Informazioni Segrete della Marina (SIS). In aggiunta, l’Arma dei Carabinieri si occupava anche dei servizi di informazione e di polizia militare, generando così confusione e sovrapposizione con il SIM.
Nel 1930 venne istituito l’OVRA, sigla inventata da Mussolini e mai esplicitata (presumibilmente indicante “Organismo di Vigilanza e Repressione dell’Antifascismo”). Tale organismo venne inquadrato nell’Ispettorato Speciale di Polizia del Ministero dell’Interno e poteva contare sulla collaborazione degli uffici politici delle Questure, dell’Ufficio Politico Investigativo, la Milizia, i Carabinieri ed ogni altro Servizio segreto informativo. L’OVRA, la vera polizia politica segreta del regime fascista, ebbe circa settecento agenti e migliaia di informatori appartenenti ad ogni ceto sociale e professionale. Per gli storici è tuttora difficile individuare chi fossero la maggior parte degli informatori dell’OVRA a causa dell’uso di pseudonimi e codici numerici; è certo che la rete informativa era molto estesa ed articolata nella società e persino negli ambienti religiosi. Durante il periodo fascista l’OVRA condusse una repressione spietata dell’antifascismo. Verosimilmente tra le ragioni storiche che spiegano i molti pregiudizi diffusi nella società italiana nei confronti dei Servizi di informazione della Repubblica, soprattutto a sinistra, trova una radice storica proprio nel periodo buio del ventennio fascista. Molto attivo fu il Servizio del Ministero degli Esteri, in particolare dal 1936, quando Galeazzo Ciano (1903-1944) assunse la direzione del Dicastero. Esso compì numerose azioni (sovvenzioni in denaro ed armi, assistenza, disinformazione, sovversione) in numerosi Paesi europei (molto nell’area balcanica), nord africani ed anche americani (USA e Brasile); molto impegno profuse, unitamente al SIM, nella guerra civile spagnola.
Nei primi mesi del 1940, ormai alle soglie dell’entrata nella Seconda guerra mondiale, venne emanata la pubblicazione “Servizio in Guerra” dove venivano specificate le competenze dei Servizi di polizia in guerra al fine di impedire lo spionaggio e il sabotaggio.
Per quanto attiene alle truppe operanti, lo Stato Maggiore Generale aveva un proprio “Ufficio Informazioni” come le tre Forze Armate. Altresì, erano presenti uffici sino a livello Divisione o reparto equivalente. Altri uffici informazioni erano collocati presso i Comandi dei teatri operativi; essi non dipendevano dal SIM e la collaborazione era scarsa od inesistente.

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Giuseppe Bodi

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