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APPLE VS OPENAI: SILICON, O SNAKE VALLEY?

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
05/08/2026
in TECNOLOGIA
APPLE VS OPENAI: SILICON, O SNAKE VALLEY?
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TE LO LEGGO IO

Zhang Liu. Ingegnere elettronico. Otto anni di anzianità in Apple. Da poco passato in OpenAI. Scrive alla sua ex collega Alyssa Peng: “LOL, ho scoperto che posso ancora accedere agli archivi in rete, molto divertente”.
Ha trovato una falla nel software di autenticazione che gli permette di entrare nei server interni di Apple. Invece di segnalarla, la usa per scaricare presentazioni, progetti di hardware, dettagli di produzione, procedure di test. Materiali altamente riservati.
Peng risponde “Sono pronta” e aiuta Liu a portarsi via ancora più informazioni. Pochi mesi dopo, ad aprile, anche lei, guarda caso, entra negli organici di OpenAI.

Questo scambio di messaggi è il nocciolo di quella che potrebbe essere la più grande causa tecnologica del decennio. Venerdì 10 Luglio 2026, Apple ha citato in giudizio OpenAI presso la corte federale del distretto settentrionale della California, accusandola di rubare sistematicamente segreti commerciali. 41 pagine di denuncia, redatte in un linguaggio a dire poco, brutale.

Secondo Apple: “A ogni livello, dai membri del personale tecnico fino al responsabile della divisione hardware e in coordinamento con i partners commerciali, OpenAI ha sottratto segreti industriali e informazioni riservate di Apple. Di conseguenza, la nascente divisione hardware di OpenAI poggia oggi su fondamenta estremamente precarie, profondamente compromesse dall’illecito utilizzo di segreti industriali indebitamente acquisiti”.

Non viene citata in giudizio solo OpenAI. C’è anche la io Products Inc., startup di progettazione hardware per l’intelligenza artificiale, co-fondata da Jony Ive. Ebbene sì, proprio lui, Sir Jony Ive, autore del design dell’iPhone e di tanti altri prodotti Apple, da cui è uscito nel 2019. Ive è anche il designer della prima Ferrari tutta elettrica, la “Luce”.

Ive non viene chiamato in causa. Invece lo sono Zheng Liu, di cui si è detto e Tang Yew Tan, ex-vicepresidente di Apple, per 24 anni in azienda, ora Chief hardware officer, responsabile delle attività di ricerca hardware, di OpenAI. Un pezzo grosso.

Iniziamo con Liu perché le accuse contro di lui sono le più fattuali.
Apple dice che andando via si è portato dietro tre cose: un MacBook aziendale per accedere ai server di Apple; il canale preferenziale con Alyssa Pang che lo ha tenuto informato su quanto accadeva in azienda e la conoscenza del bug di sistema che gli ha consentito di scaricare file riservati e molto dettagliati, relativi all’hardware di prodotti inediti, a presentazioni ingegneristiche, specifiche tecniche, dati di progetto proprietari.
Apple afferma che Liu ha anche spiegato alla Pang come copiare file riservati ed “evitare problemi con il team di sicurezza prima di abbandonare la nave”. Le ha anche detto di parlare su Line Messenger così da non essere tracciata.
Le accuse di Apple sono circostanziate. Liu ha avuto accesso, copiato e ha orchestrato la divulgazione di informazioni riservate dopo che il suo rapporto di lavoro con la Apple era terminato, in diretta violazione dei suoi obblighi contrattuali. Posizione difficile la sua.

Poi c’è Tang Yew Tan. Una leggenda in Apple. Si è fatto un nome con i primi Laptop e gli iPod. Responsabile di progetto del primo iPhone. Nel 2011 gli viene assegnata la guida dell’intero team di progettazione. Successivamente è responsabile dell’Apple Watch. I colleghi lo descrivono come uno noto per la capacità di rischiare e di volare alto, molto vicino al Sole. Uno che si muove e gioca velocemente, che ogni tanto perde, rompendo qualcosa.
Tan, alla fine del 2023, informa i suoi capi che se ne sarebbe andato. Apple gli permette di rimanere fino a febbraio 2024 per gestire la transizione. Una concessione molto rara. Apparentemente Apple non sapeva, che dietro le quinte Tan stava lavorando con Jony Ive, con Evans Hankey, che aveva preso il suo posto come capo del design industriale di Apple e con Scott Cannon. Cannon, ex-responsabile della produzione, aveva lasciato Apple nel 2010 per fare partire, nel 2024, la già menzionata io Products Inc., acquistata nel maggio 2025 da OpenAI per 6,4 miliardi di dollari.
Apple, secondo quanto agli atti, afferma Tan ha metodicamente usato le informazioni riservate di Apple a vantaggio di OpenAI. Inoltre, ha trasformato i colloqui di assunzione in sessioni di raccolta di informazioni riservate. In particolare, nelle interviste Show and Tell, ovvero “Mostra e Racconta”, Tan invitava i candidati, ancora alle dipendenze di Apple, a studiare progetti riservati per poi descriverli nel corso del colloquio e a presentarsi negli uffici di OpenAI portandosi dietro batterie, schede logiche, CAD e artefatti di progettazione.
Pare anche che Tan abbia personalmente stilato una check-list, una lista di controllo, consegnata ai nuovi assunti per aiutarli a ingannare la sicurezza di Apple durante il periodo di uscita dall’azienda, per conservare l’acceso ai sistemi per un paio di settimane aggiuntive. Considerando che più di 400 dipendenti, esperti di progettazione hardware e interi gruppi di lavoro, attirati da stipendi e pacchetti di azioni, hanno lasciato la Apple, percepita come vecchia e stantia, la scala del danno potenziale è di certo importante. L’esodo non è terminato. A giugno, OpenAI ha imbarcato Paul Meade, il responsabile dello sviluppo degli occhiali intelligenti di Apple. A Meade è stata subito mostrata la porta. Qualcosa, con un costoso ritardo, Apple l’ha imparata dal caso Tan.

Tuttavia, il capo d’accusa più importante nella denuncia di Apple non ha a che fare con le persone. Apple afferma che OpenAI ha sabotato la sua catena di approvvigionamento, inducendo un fornitore che lavora anche con Apple sul design industriale e sulle tecniche di finitura dei metalli, a cedergli le informazioni su un processo segreto e proprietario di Apple. Open AI lo ha fatto, traendone un indubbio beneficio, convincendo il partner di avere il consenso di Apple.

Jean Ghan, esperto di governance e degli aspetti legali dell’intelligenza artificiale presso la Savills Singapore, considera questa accusa come la più grave dell’intero caso. Non era necessario chiedere ai dipendenti di trafugare alcunché. L’acquisizione di informazioni riservate e segreti commerciali, o industriali, ha utilizzato il canale dei fornitori. Gli accordi di riservatezza per loro non sono molto rigorosi. Ghan ha fatto anche notare come Apple abbia strutturato il caso. I tribunali della California hanno in gran parte respinto la cosiddetta “dottrina della divulgazione inevitabile”, norma giuridica che consente a un datore di lavoro di impedire a un ex-dipendente, anche in assenza di prove dirette di illecito, di passare a un’azienda concorrente se il nuovo lavoro è così simile al precedente da fargli utilizzare, o condividere, segreti aziendali, o informazioni riservate.
Quindi Apple non può letteralmente fare nulla per rivalersi nei confronti dei 400 dipendenti che sono andati a lavorare in OpenAI. Il talento ha il diritto di andare dove più gli piace. L’accusa si basa su come ci si è comportati. Dispositivi non restituiti, accessi non autorizzati, uso improprio della documentazione, organizzazione di azioni illegali. La legge sui segreti commerciali è l’unico perimetro legale rimasto e Apple ha formulato le sue denunce senza varcarlo.

Ciò che rende questo confronto fra Apple e OpenAI “imbarazzante” è la loro storia pregressa. Nel 2024 erano partners. Avevano definito un accordo per integrare Chat-GPT nell’intelligenza artificiale Apple e nelle versioni a venire di Siri, l’interfaccia vocale di Apple. La relazione poi è deteriorata. OpenAI ha accusato Apple di sabotare Chat-GPT sugli iPhone limitandone le funzionalità. A fine gennaio 2026 Apple ha abbandonato completamente OpenAI e si è rivolta a Google.

Sam Altman non ha mai nascosto la sua ambizione di volere mettere a punto una nuova classe di dispositivi, basati sull’intelligenza artificiale, in grado di sostituire lo smartphone come dispositivo base. Persone informate dei fatti dicono che quando OpenAI ha acquisito io, aveva poche idee e ancora meno prototipi. Stava lottando per definire una strategia di prodotto. Parlava di occhiali intelligenti, sistemi acustici migliorati dall’intelligenza artificiale, uno smartphone “intelligente”.
Apple da parte sua sta mettendo a punto dispositivi domestici, auricolari dotati di fotocamere, occhiali e dispositivi indossabili.
Entrambe le aziende prendono di mira lo stesso identico mercato dei dispositivi di nuova generazione.

Apple ha fatto sapere che la sua decisione di adire le vie legali non è stato un fulmine a ciel sereno. Nel febbraio scorso ha contattato OpenAI, ha presentato le sue preoccupazioni e le ha chiesto di indagare. Secondo la denuncia, OpenAI non ha mai risposto e ora Apple vuole il riconoscimento dei danni economici e la restituzione, o distruzione, di qualsiasi materiale sottratto.

L’unica difesa dell’operato di OpenAI è venuta dal suo portavoce Drew Pusateri: “OpenAI non ha alcun interesse per i segreti commerciali di altre aziende e rimane concentrata nella costruzione di tecnologie che responsabilizzano gli utenti”.
Il podcaster Stephen Robles ha fatto notare che OpenAI non è molto credibile quando afferma di non avere interesse nei segreti di Apple, quando assume Jony Ive per farsi progettare dispositivi vari.

Non poteva mancare in questa storia Elon Musk, anche perché è stato co-fondatore di OpenAI nel 2015. Dopo un feroce scontro con Altman sul controllo dell’azienda, questioni economiche e direzione da seguire, ne è uscito fondando la sua xAI nel 2023, oggi SpaceXAI. In seguito ha citato in giudizio OpenAI per la sua trasformazione da società no-profit ad azienda a scopo di lucro, chiedendo un rimborso di 150 miliardi di dollari. Nel maggio scorso la corte distrettuale di Oakland, California, ha espresso parere avverso per decadenza dei termini. Musk ha presentato ricorso.
Il 15 giugno scorso la giudice distrettuale di San Francisco Rita Lin, ha respinto, considerandola “futile”, la causa intentata da xAI contro OpenAI. xAI sosteneva che Xuechen Li, suo ex-ingegnere, fosse stato reclutato da OpenAI per accedere ai segreti di Grok, il suo modello di intelligenza artificiale.

Quando Apple ha presentato la sua di denuncia, Musk ha ribattezzato Altman “Altman il truffatore” e ha pubblicato un messaggio dove diceva che dopo aver derubato un ente no-profit, open-source, Altman aveva rubato tutta la tecnologia degli smartphone di Apple.
Altman ha risposto per le rime, dicendo che molte prove di confronto (benchmark) mostrano che il suo GPT-5.6 Sol è il miglior modello di IA del mondo e che l’indicatore più sicuro di tale primato è vedere “Elon di nuovo ossessionato da me”. Poi lo ha definito “il vero truffatore” per aver venduto data center spaziali agli investitori privati.
Musk ha ribattuto che l’anno prossimo SpaceX inizia a lanciarli, 150 kilowatt di potenza di calcolo ciascuno. Poiché secondo lui a quella data Altman sarà ospite delle patrie galere, Musk scherzando, ma non troppo, lo ha invitato ad assistere ai lanci sempre che il giudice tutelare gli accordi il permesso.

Non sono mancati i commenti a tutta la faccenda. Paul Semenza, professore all’Università di Santa Clara, ha detto che chiedere a un dipendente Apple di portare parti e componenti a un colloquio di lavoro è ammettere di essere disperati e che prendere di mira la catena di approvvigionamento di Apple è una dichiarazione di guerra senza mezzi termini. Considerando poi che Apple ha combattuto Samsung per anni sulla paternità degli angoli arrotondati dell’iPhone, non c’è da aspettarsi un tranquillo accordo extra-giudiziario.
Paul Lembo, CTO di Broadcom, si è espresso in modo più colorito: Tim Cook non è Elon Musk. Non gioca e Apple metterà in campo armi pesanti.
Sahil Patel ha osservato che Apple è probabilmente l’ultima azienda con cui litigare in tribunale. I migliori avvocati esperti di tecnologia lavorano per lei. Con una liquidità pari a 140 miliardi di dollari, può pagare qualsiasi parcella. Non per nulla capita di rado che Apple faccia causa e ancora più di rado che la perda.
Livia Sabo di Venture Capital ha definito il deposito della denuncia, un paio di settimane prima che si apra la collocazione di OpenAI in Borsa, un incubo per chi deve svolgere la due diligence, la dovuta diligenza del caso. Tutto ciò che riguarda la proprietà intellettuale e la gestione del capitale umano viene letto riga per riga prima che i termini dell’Initial Public Offering, (IPO, offerta pubblica iniziale, processo in cui una società vende le sue azioni al pubblico per la prima volta per quotarsi in borsa) vengano sottoscritti.

Al solito, c’è un’ironia di fondo. Apple è stata citata in giudizio ripetutamente per tattiche straordinariamente simili a quelle di cui accusa OpenAI, reclutando persone chiave per costruire prodotti competitivi basati sulle loro conoscenze. D’altronde è noto che Steve Jobs abbia stipulato “accordi fra gentiluomini”, ovviamente segretati, con Adobe di Google e con Intel per non rubarsi reciprocamente i dipendenti. Accordi in seguito ritenuti illegali ai sensi della legge antitrust.
C’è dell’altro. Apple, azienda da 4,6 trilioni di dollari, è in una delicata fase di transizione. Tim Cook ha consegnato l’incarico di amministratore delegato a John Ternus che gli subentrerà il prossimo settembre. La maggior parte delle persone Apple assunte da OpenAI provengono dalla divisione hardware di cui Ternus era a capo.

OpenAI nel frattempo non naviga in buone acque. Sta subendo un’emorragia di denaro, deve ricorrere a finanziamenti esterni e arrivare alla quotazione in borsa il prima possibile. Anthropic e Google accorciano le distanze. Il New York Times e Microsoft l’hanno citata in giudizio per appropriazione indebita di informazioni, utilizzate per fare apprendere i suoi modelli.

Insomma, vedremo come va a finire. Invece di Silicon Valley, la si dovrebbe chiamare Snake Valley, con serpenti parecchio litigiosi, sempre pronti ad adire le vie legali.

L’ordine degli avvocati sentitamente ringrazia.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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