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IL MOSTRO DI BORDIGHERA NON È EXTRACOMUNITARIO

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
02/06/2026
in EDITORIALI
IL MOSTRO DI BORDIGHERA NON È EXTRACOMUNITARIO
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TE LO LEGGO IO

Manuel Iannuzzi è italiano. Italianissimo. L’uomo che ha torturato in modo abominevole una bimba di due anni fino a farla morire non è arrivato da chissà dove per rubare o delinquere. Era già qui.
Lo si dica a chi evoca la remigrazione, a chi sogna di stracciare passaporti e rimuovere la cittadinanza, a chi auspica detenzioni in lager albanesi o espulsioni con dinamiche circensi da donna cannone.
Lo si spieghi al generale Vannacci e a tutti quelli che sono convinti che il “nemico”, il temibile “invasore”, il pericoloso malvivente, dobbiamo temere che attraversi il Mediterraneo su un barcone.
Lo si faccia garbatamente presente al Ministro dell’Interno che giustamente vanta successi strabilianti delle forze di polizia in un Paese martoriato da una sconvolgente criminalità quotidiana che certo non rassicura il cittadino.
Quel che è successo in una villetta della meravigliosa Riviera delle Palme va oltre quel che gli amanti del genere horror vorrebbero vedere in qualche brutale sequenza cinematografica.
Finalmente, quasi quattro mesi dopo la drammatica morte della piccina, è stato arrestato il signor Iannuzzi. Nell’ordinanza che ha consentito di portare dietro le sbarre questa bestia si parla di azioni caratterizzate da “modalità atroci”, “indole crudele”, “intensità selvaggia” delle percosse, il tutto incorniciato da un contesto di “vessatoria prevaricazione”.
La bimba trovata cadavere con il volto tumefatto è l’icona del nostro degrado, è un tassello del gigantesco puzzle di eventi dolorosi che marchiano a fuoco la qualità del nostro Paese.
Siccome il connazionale Manuel non urlava qualche frase sconnessa con Allah di mezzo e non aveva il Corano tra le mani, nessuno ha pensato di fare il solito messaggio sui social auspicando provvedimenti draconiani come invece è accaduto in tutte le altre occasioni in cui c’era di mezzo qualcuno con nome o radici stranieri.
Si ha l’impressione che la sicurezza sia lontana. Le tante strette, annunciate con roboanti proclami e maldestramente tradotte in legge, hanno avuto lo stesso effetto di chi si ostina a serrare viti o bulloni. La filettatura del nostro contesto sociale è ormai spanata, Forse vale la pena rifletterci e trovare una soluzione diversa per il bene di tutti.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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