L’esito referendario ha visto cadere alcune figure di primissimo piano a livello governativo. Il Ministro della Giustizia, il quale correttamente si era attribuito la responsabilità politica del fallimento, è il solo rimasto al suo posto. Sarebbe stato un terremoto nel Dicastero essendo stati dimessi, per intervento diretto e pesante della Presidente del Consiglio, un Sottosegretario e la Capo di Gabinetto. Ne è andata di mezzo anche al Ministra del Turismo, totalmente incolpevole del risultato. Ha scontato elementi pregressi ma in tempi errati.
Il Ministro della Giustizia è caduto in un religioso silenzio. Dopo l’assunzione di responsabilità è scomparso dalle scene. A voler essere cattivi gli è stato imposto di non “proferir verbo”, considerati gli effetti delle sue parole in merito al referendum. Salvato dalle dimissioni imposte ma condannato al silenzio non sappiamo per quanto.
Nel centrodestra, ovvero in Forza Italia, poiché Fratelli d’Italia e Lega sono inequivocabilmente di destra senza aggiustamenti della parola, si sta muovendo non poco.
Inutile evidenziare quanto la famiglia Berlusconi tenesse a questo referendum, sogno del defunto Presidente Silvio Berlusconi.
Sicuramente i due fratelli, Marina e Piersilvio, hanno considerato l’impegno del vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri scarso e inefficace, considerati gli esiti referendari.
Il Presidente dei Senatori di Forza Italia è stato prontamente sostituito da una Senatrice che vanta rapporti storici, ovvero di seconda generazione, con la famiglia Berlusconi.
Il Presidente dei Deputati di Forza Italia, consuocero del Presidente del partito, sta per essere avvicendato. In questo momento, come per il Ministro della Giustizia, non è possibile, e tantomeno opportuno, procedere con ulteriori defenestrazioni.
Il giorno 10 aprile u.s., in quel di Cologno Monzese, negli studi di Mediaset, vi è stato un lungo e blindato vertice promosso da Marina e Piersilvio Berlusconi al quale sono stati chiamati Antonio Tajani, Gianni Letta e l’amministratore delegato di Fininvest Danilo Pellegrino. Il finale non è stato corredato di abbracci e sorrisi in favore della stampa. Tutto piuttosto algido verso il Presidente del partito.
Il nome del nuovo Presidente dei Deputati forzisti ci dirà molto su una serie di equilibri interni. Sicuramente la famiglia Berlusconi, che da sempre è la sola finanziatrice del partito, desidera, forse esige, un cambio di passo e probabilmente anche un mutamento dell’indirizzo politico, ovvero più centrista, meno sbilanciato a destra dove ci sono già troppi appetiti per erodere punti percentuali, anche per l’apparizione, tutt’altro che imprevista, di Vannacci.
La presenza di Gianni Letta fa capire che non poco “bolle in pentola”. Da sempre è stato il mediatore ed il consigliere più fidato e apprezzato del fondatore di Forza Italia. Una figura storica, autorevole, di indubbie capacità politiche, stimato da tutti e con rapporti a 360 gradi.
Potremmo azzardare di ipotizzare che i fratelli Berlusconi vogliano abbandonare le destre più “dure e pure” per tornare all’anima iniziale del partito, a un liberismo di mercato per “pescare” al centro. Se ciò risultasse vero, anche in previsione di una probabile sconfitta delle destre alle prossime elezioni, si aprirebbero interessanti scenari al centro. Il centro forzista potrebbe divenire l’ago della bilancia come furono alcuni partiti nella Prima Repubblica. Con percentuali non elevate o piccole condizionavano la Balena Bianca (la Democrazia Cristiana per i giovani). La famiglia Berlusconi non è escluso possa entrare direttamente nell’agone politico con il peso preponderante del cognome e dei fondi sempre profusi in politica. Unico dilemma: Marina o Piersilvio? Non poco dipenderà dai consigli di Gianni Letta che da decenni indirizza dietro le quinte. Un de profundis per non pochi politici e la loro gestione.
J.D. Vance è il secondo alla Casa Bianca e lo è anche nel voler dare consigli al Papa.
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