дорогой президент, ovvero Dorogoy Prezident, ovvero Caro Presidente,
sono molto divertito quando i miei uomini dei servizi mi fanno avere rapporti in cui sollevano dubbi sul tuo stato di salute. Fanno il loro mestiere. Analizzano i tuoi recenti discorsi in pubblico, postura, tono di voce, durata e quando vedono lividi, mani gonfie, o ravvisano scarsa logica e affermazioni alquanto fantasiose, formulano il sospetto che tu possa presentare sintomi iniziali di demenza senile. Loro non sanno quelle che sappiamo noi due, vero?
Ovvero che la tua, non importa se sia vero o falso che le tue capacità cognitive siano in rapido calo, è un’ottima strategia per porre i tuoi interlocutori in una posizione di debolezza, vista la loro incapacità di potere prevedere le tue mosse.
Certo che dopo tutto quello che abbiamo fatto e passato per agguantare il potere, non ci si può rassegnare agli anni che passano, alla vecchiaia e alla prossima fine.
Già, l’unica cosa certa della vita è la sua fine. Com’è che la definì il saggio? “Vita: malattia endemica, trasmessa per via sessuale, ad esito comunque fatale”.
Xi mi ha detto che ti aveva raccontato di alcune antiche pratiche sessuali taoiste che sostenevano che gli uomini potessero assorbire l’energia vitale (qi, o jing) dalle donne più giovani attraverso il rapporto sessuale, credendo che questo potesse prolungare la vita. Capisco che ora che il tuo amico Jeffrey è fuori gioco tu possa avere qualche problema nel continuare a praticarle.
Ti confesso che qualcuno del mio entourage mi ha suggerito di seguire le orme di Erzsébet Bathory per “rubare” la giovinezza altrui.
Era una nobildonna ungherese, nata nel 1560, fra le figure più controverse e leggendarie della storia europea. Sposata con il conte Ferenc Nádasd, fu accusata di aver torturato e ucciso centinaia di giovani donne (le stime variano da 80 a oltre 600 vittime). La storia più famosa, probabilmente falsa, o molto esagerata, è che si bagnasse nel sangue delle vittime credendo che questo la mantenesse giovane.
Comunque non fece una bella fine: fu murata viva nel suo castello, dove morì nel 1614. L’idea di finire i miei giorni da qualche parte nel Cremlino non mi attira per nulla. Meglio non rischiare.
Quando ero a Pechino, per la sfilata per celebrare l’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, abbiamo avuto un interessante scambio di battute con Xi Jinping:
“Una volta la gente raramente viveva oltre i 70 anni, ora a quell’età si è ancora bambini”, ha osservato.
Al che ho replicato: “Gli organi umani possono essere trapiantati in permanenza, al punto che le persone possono ringiovanire e perfino diventare immortali”.
A dire il vero ho condiviso con lui quanto da me ordinato per raggiungere quello che, fino a poco tempo fa, sembrava solo un mito da fantascienza, ovvero allungare la vita, arrivare ad almeno 150 anni di età, ricorrendo alla biotecnologia e ad opportuni trapianti.
Negli ultimi cinque anni i fondi pubblici che ho fatto allocare alla ricerca sull’allungamento della vita sono aumentati di sei volte. Dai sette progetti finanziati tra il 2016 e il 2022 (per 20 milioni di rubli, circa 200 mila euro), si è passati a 43 progetti in tre anni, con stanziamenti complessivi di 172 milioni di rubli, pari a oltre 2 milioni di euro. A questi si aggiungono le generose “ spontanee” donazioni dei miei amici oligarchi.
Il più importante di questi programmi “Regolazione dei processi di rinnovamento delle cellule del corpo” è diretto da Maria Vorontsova, 40 anni, endocrinologa e cofondatrice del gruppo farmaceutico Nomeko, che oltre a essere brava ha anche il merito di essere mia figlia. Certe cose, come tu ben sai fare, meglio gestirle in famiglia.
Inoltre, la settimana scorsa, ho dato disposizioni a che vengano investite ulteriori notevoli risorse, sia di persone che di rubli, per approfondire quanto è stato premiato con il Nobel per la fisiologia, o medicina, 2025. Le scoperte di Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi sulla “tolleranza immunitaria periferica” mi interessano moltissimo.
I tre scienziati di cui sopra sono stati premiati per avere individuato le “guardie di sicurezza” del sistema immunitario, le T-reg, cellule T-regolatrici che proteggono l’organismo dalle malattie autoimmuni, il che permette di aprire la strada allo sviluppo di nuovi trattamenti contro il cancro, le malattie autoimmuni e potrebbero migliorare la scienza dei trapianti eliminando del tutto il fenomeno del rigetto. Il che mi interessa e molto. Molte terapie, derivanti dalle loro intuizioni di base, sono ora in fase di trial clinico. Roba seria per gente ricca.
Dorogoy Prezident, dammi retta. Lascia perdere le donne giovani, investi nella ricerca biomedica e forse riusciremo a rimanere al potere per i prossimi 70 anni.
Non so tu, ma io ci provo.
Un sano saluto
Tuo Vlad











