Un padre accompagna la figlia a scuola nella caotica cittadina lagunare, bolgia di traffico invidiata da chi vive in qualunque metropoli del mondo. Si ferma sulle strisce pedonali aspettando che entri nell’edificio la scolara di seconda elementare, matura quindi a sufficienza per non essere vessata dal genitore petulante e irrispettoso dell’autonomia delle nuove generazioni.
In assenza di spazio sul minuscolo marciapiede il tizio si piazza in corrispondenza delle strisce dell’attraversamento pedonale. Come negli sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo in cui si vedono le ardimentose prodezze del solerte poliziotto Huber alle prese con il signor Rezzonico e lo stilista Fausto Gervasoni, un agente della “Municipale” interviene fulmineamente “prima che qualcuno potesse rimanere offeso”…
Il pericoloso trasgressore dell’articolo 190 del codice della strada è stato doverosamente multato ai sensi del quarto comma, secondo il quale “È vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo i casi di necessità; è, altresì, vietato, sostando in gruppo sui marciapiedi, sulle banchine o presso gli attraversamenti pedonali, causare intralcio al transito normale degli altri pedoni”.

Questo esempio di sprezzo del pericolo e di tempestività da blitz antiterrorismo contribuisce ad incrementare la fiducia e la stima dei cittadini nei confronti delle Forze dell’Ordine: la gente vuole giustamente il pugno di ferro e fortunatamente c’è chi non esita a far rispettare la legge nel supremo sforzo di garantire la pubblica sicurezza.
La complessa operazione di polizia ha certamente meritato il plauso degli amministratori locali preoccupati dalla carenza di fondi: i 26 euro di contravvenzione, infatti, hanno certo contribuito in misura significativa a salvare anche il bilancio finanziario del piccolo Comune.
In attesa del tributo di congratulazioni del Ministro dei Trasporti, particolarmente sensibile alle manifestazioni di imperturbabile rigore nell’applicazione letterale delle norme vigenti, i più infervorati dalla necessità di un maggiore Stato di Polizia nell’occasione mostrano una malcelata profonda delusione.
La palese minaccia del pedone che blocca la circolazione sfidando il quieto vivere della collettività avrebbe meritato una diversa dinamica di azione. Secondo la sempre più numerosa ala paramilitare della cittadinanza ordinata e intollerante, l’agente intervenuto avrebbe dovuto almeno utilizzare il taser oppure sparare qualche folkloristico colpo intimidatorio in aria invece di operare inerme in un frangente di cotanta rischiosità.
Come avrebbero detto “Gli Svizzeri” di Baglio, Storti e Poretti, “tutto è bene quel che finisce bene”.












