Niente passamontagna e mitra. Le rapine non si fanno più in banca ma nei cosiddetti “exhange”, ovvero le piattaforme online che permettono di acquistare e vendere cryptovalute come Bitcoin ed Ethereum.
Un attacco informatico ha sventrato le protezioni di “Binance”, il più grande exchange del mondo e il bottino è “solo” di sei miliardi e mezzo di dollari. Tale drammatico evento ha costretto Binance a “staccare la spina” e sospendere le attività per evitare che arrivasse qualche altro hacker nordcoreano a portar via ulteriori somme.
Come tutte le strade portano a Roma, in questa circostanza sono molti gli indizi che fanno puntare l’ago della bussola su Pyongyang, che ovviamente ha sempre respinto ogni accusa forse ricordando – con il sorriso sulla bocca – che la Corea del Nord è quella dei razzi che esplodono appena posizionati sulla rampa di lancio…
Nonostante i fallimenti tecnologici tipici di quel Paese, a convergere su questa ipotesi sono società specializzate nel tracciamento di criptovalute come TRM Labs, Pangolin Intelligence e Chainanalysis.
Nella fattispecie i pirati digitali al servizio di quel babbeo di Kim Yong Un (che siamo abituati a prendere in giro e che stavolta ride di noi) non hanno assaltato direttamente Binance. Come spesso accade, i criminali hanno cercato un soggetto abilitato ad accedere ai sistemi messi nel bersaglio. Individuata la stazione di lavoro di qualcuno regolarmente autorizzato ad operare sui server, si tratta di agire (virus e altre istruzioni malevole sono perfette) per rubare le credenziali di accesso (account e password) e per entrare nel caveau virtuale magari operando proprio attraverso il dispositivo elettronico del malcapitato.
E così è stato, perché lo svuotamento dei “portafogli” gestiti da Binance è scattato dal pc portatile di un ingegnere. Agire in nome e per conto di un utente legittimato ad operare ha reso inutile qualunque forzatura delle misure di sicurezza che naturalmente non sono scattate perché ad impartire gli ordini fraudolenti era persona con pieni poteri.
Le indagini sono in mano ad FBI e al Secret Service che – oltre a curare la protezione del Presidente statunitense – hanno compiti specifici nello scenario della criminalità finanziaria. Vedremo cosa ne uscirà fuori…
Binance è stata co-fondata nel 2017 dal cittadino canadese Changpeng Zhao, un nobiluomo dei nostri tempoi che nel 2023 è stato costretto a dimettersi da Chief Executive Officer dell’azienda colpevole di significative violazioni delle leggi antiriciclaggio negli Stati Uniti. Un così esemplare personaggio (che comunque resta il principale azionista di Binance) è stato ovviamente graziato dal presidente Donald Trump, lo stesso che ha addirittura premiato chi aveva barbaramente invaso Capitol Hill…
I prezzi di Bitcoin ed Ether, le criptovalute più scambiate, sono crollati in seguito a questa notizia, ma hanno recuperato subito terreno giungendo ad un ribasso solo del 3 per cento circa grazie alle rassicurazioni di Binance dichiaratasi pronta a risarcire integralmente i clienti saccheggiati.
Ne riparliamo tra qualche giorno.
Mi rendo conto che staccare un trofeo dalle pareti sia doloroso, ma ho l’impressione che la maggior sofferenza l’abbia patita chi è stato sbattuto in cella e in...
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