Se è vero che le donne in Italia sono in numero maggiore rispetto gli uomini, non dobbiamo temere per le prossime elezioni.
Certe espressioni e adesso anche la foto fake che espone la scollatura di una sottosegretaria del nostro Governo dovrebbero indirizzare l’elettorato femminile a tener conto delle convinzioni che animano determinati leader politici e purtroppo il loro crescente seguito.
Nello scenario pornografico di questa Nazione allo sbando non mancano passioni sadomasochiste, che persuadono signore e signorine a riconoscere in certi atteggiamenti brutali la forza del maschio che hanno sempre sognato.
In una sorta di bondage culturale, molte donne – invece di spaventarsi dinanzi ad una inquietante deriva – si infiammano e urlano di gioia quasi si trovassero dinanzi al loro idolo rock di quando erano ragazzine.
Il pullulare di performance ogni giorno più triviali, invece di scandalizzare l’intera popolazione, sembra affascinare chi ha già spento il cervello e calpestato la propria dignità o – se non lo ha fatto – si accinge a farlo…
I social straboccano di filmati e di immagini di estrema violenza grafica e verbale. Il contesto non è quello boccaccesco della cinematografia d’essai in cui spiccano “La dottoressa del distretto militare” o altri memorabili capolavori di certe scollacciate commediucole all’italiana.
Non siamo dinanzi ad un novello Alvaro Vitali in tuta da combattimento, ma ci troviamo a dover fare i conti con un apparentemente nerboruto dominatore che sferra sganassoni e accontenta chi non aspetta altro che indossare commoventi manette di peluche e ricevere sonore frustate da pista del circo affollata di vecchi leoni sdentati.
La cosa che più sorprende è che nessuno si sorprenda. Una preoccupante progressiva assuefazione è spinta dalla forte accelerazione della noncuranza delle Istituzioni dinanzi ad un plateale vilipendio delle Forze Armate, le cui uniformi calzano a pennello sul protagonista di certi videoclip che tramite i social raggiungono una platea indiscriminata.
Il Ministro Crosetto – per il quale ho già espresso il mio stupore su Il Fatto Quotidiano – non sembra assumere iniziative per bloccare l’esuberanza di alcuni ufficiali in congedo (che per il loro status ancora rispondono a regolamenti e norme) che esibiscono gradi apicali, trascorsi eroici e purtroppo non sempre eticamente condivisibili propositi.
Probabilmente la macchina della Difesa ha i suoi tempi. Questo spiega perché non c’è ancora da temere che qualche drone russo arrivi nel nostro salotto di casa. Questo conferma che – come è avvenuto nell’esercitazione NATO di sabato scorso in Lettonia – non abbiamo bisogno di un nemico per totalizzare quattro bersaglieri feriti perché siamo capaci di spararci cannonate tra di noi.
Sul palcoscenico da avanspettacolo del futuro di questo Paese, le donne non innamorate di questo o quel generalissimo sono l’ultima speranza.
Ci auguriamo di sentire la loro voce, tonante come quella delle nostre mamme che ci richiamavano all’ordine…












