L’autore non necessita di presentazioni, basta dire che per tre anni (2018-2021) è stato Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.
Il racconto è un’autobiografia che si dipana lungo il suo percorso da Allievo della Scuola Militare Nunziatella sino all’ultimo giorno di servizio. Il Generale Nistri ha sempre lavorato per intima convinzione, unitamente ai suoi collaboratori.
Un Uomo dello Stato che non usa lo status di quiescenza per “togliersi i sassolini dalle scarpe”, come si suol dire, o per raccontare ciò che non ha avuto il coraggio di affermare in servizio, come purtroppo non pochi fanno.
Mai una recriminazione, neanche velata. Sua intima convinzione è che i Generali passano, l’Arma no. Non seguendo un ordine cronologico, con i suoi racconti parte dal congedo dal servizio. Esprime parole profonde e toccanti per l’Arma e la Patria intesa come Idea, Storia e Identità.
Con l’ultimo giorno è consapevole che un percorso si è chiuso ma non cessa la sua disponibilità che non deve interferire con il lavoro dei successori. I toni sono sempre concilianti, pacati, sereni, mai parole di disprezzo, semmai qualche sottile sarcasmo, più che motivato.
Gli episodi di valore dei suoi Carabinieri e suoi vengono descritti con accattivante “normalità”, senza toni roboanti, trionfalistici od epici poiché fare il proprio dovere sino allo stremo, per l’Arma, è la normalità, anche se incredibile per il lettore esterno all’Istituzione. Volutamente tralascia il poco di negativo poiché “un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce”.
Gli episodi non sono pochi ed occorre leggerli con attenzione per assorbirne la profondità. Attraverso di essi esalta i valori umani del Carabiniere, sempre ricompresi nei suoi doveri professionali. Tutto si compie per convinzione. Sa sdrammatizzare su tutto e trasforma in piacevole ogni esperienza contenendo le tragicità che in tanti anni ha dovuto affrontare.
Ha sempre dedicato una speciale attenzione al personale dipendente ed alle loro esigenze personali e professionali; da taluni ha ricavato insegnamenti dalla loro lunga esperienza. Una grandissima lezione di umanità da un “Servitore dello Stato”, dove “Servitore” ha un nobile significato.
Mai retorica ma profondo e sincero rispetto per superiori e collaboratori di ogni grado. Responsabilità, trasparenza e rispetto che l’Arma deve avere verso tutti, poiché il buon nome del Carabiniere non si tutela con omissioni e silenzi. L’Arma è un’Istituzione alla quale il Generale Nistri ha dato moltissimo ma ancor di più ha ricevuto nel lungo tempo trascorso con gli alamari, dal 1976 al 2021.
Richiama la frase di un eminente ex Allievo della Nunziatella, Carlo Pisacane: “ogni ricompensa la troverò nel fondo della mia coscienza”. Ricorda che con “l’avanzare del grado si incrementa l’oneroso fardello dei doveri”.
Non nasconde le iniziali difficoltà nel periodo trascorso ad occuparsi intensamente al Grande Progetto Pompei. Un incarico dal quale dipendeva la credibilità nazionale ma nessuna enfasi per il successo ottenuto con strenuo impegno quotidiano, affrontando anche problematiche esterne ai normali compiti istituzionali dell’Arma.
Particolarmente gli sono cari i successi ottenuti al comando della Tutela del Patrimonio Artistico, elemento che evidenzia lo spessore culturale dell’autore.
Descrive mirabilmente il quotidiano: il lavoro, i ben tredici trasferimenti di sede. Trasferirsi tante volte significa vivere in abitazioni diverse, adattare mobilio, cambiare le scuole per i figli, eventuale lavoro per la consorte e via discorrendo. Qualcosa che può comprendere solo chi li ha vissuti. Si gira l’Italia senza particolari possibilità di scelta geografica. Leggere è ben altra cosa. Fondamentale per tutto è lo stretto legame tra professione e famiglia.
Con linguaggio piano, chiaro, semplice, accattivante, scorrevole, appassionante, accessibile a tutti descrive l’Arma a tutto tondo esaltandone i valori senza ampollosità. Mai “IO” al centro ma sottolinea le capacità, le competenze e la partecipazione di tutti. Modestia ed ironia sono la dimostrazione delle grandissime capacità dell’autore.
L’Arma e la Bandiera troneggiano nel libro. Con modestia ipotizza un solo lettore, la nipote Emma. Un libro che insegna un modo di vivere e di essere, non di apparire. Ultimo ma non per importanza, ancor di più a dimostrare lo spessore umano dell’Uomo, i proventi verranno interamente devoluti all’ONAOMAC (Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari dell’Arma dei Carabinieri). Un motivo in più per leggerlo che impreziosisce il notevole valore dello scritto.












