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COME FINIRE IN PRIGIONE PER CINQUE ANNI, O PIÙ, SE CI SI OCCUPA DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
07/08/2026
in TECNOLOGIA
COME FINIRE IN PRIGIONE PER CINQUE ANNI, O PIÙ, SE CI SI OCCUPA DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE
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TE LO LEGGO IO

Attenzione: informazione di servizio per gli addetti al settore.

Il Consiglio dei Ministri del governo guidato da Giorgia Meloni ha approvato, in via definitiva, il 4-5 agosto 2026, due decreti legislativi di adeguamento della normativa nazionale al Regolamento UE 2024/1689, meglio conosciuto come AI Act, in attuazione della delega conferita dalla legge 23 settembre 2025, n. 132.

Per non complicare troppo la burocrazia nazionale, pregasi notare il sarcasmo, l’autorità di notifica è assegnata all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID,), l’autorità di vigilanza del mercato è dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), mentre restano ferme le competenze di vigilanza settoriale per Banca d’Italia, Consob, Istituto per la vigilanza delle assicurazioni (IVASS) e Garante per la protezione dei dati personali (GPDP).

Secondo quanto approvato, lasciare un sistema di intelligenza artificiale ad alto rischio non protetto da valide misure di sicurezza, o senza sorveglianza umana, può costare fino a cinque anni di reclusione. Se invece viene alterato e viene messa in pericolo la sicurezza dello Stato, si può essere ospiti delle patrie galere fino a dieci anni.

I decreti approvati introducono il nuovo reato di “Omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e alterazione illecita dei sistemi” (art. 437 bis del codice penale e l’ampliamento del catalogo dei reati rilevanti per la responsabilità degli enti ai sensi del d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231).

Per essere esatti, due sono le fattispecie previste. La prima (comma 1) punisce “chiunque, nella progettazione, addestramento, produzione, immissione sul mercato, o utilizzo professionale di sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, omette misure tecniche idonee a prevenire malfunzionamenti, o alterazioni del funzionamento dei sistemi, ovvero omette misure di sorveglianza umana”, qualora dal fatto derivi un pericolo concreto per la vita, o l’incolumità individuale (reclusione da uno a cinque anni), ovvero per l’incolumità pubblica, o la sicurezza dello Stato, (reclusione da due a otto anni). Il comma 3 prevede che, se il fatto è commesso per colpa grave, la pena è ridotta da un terzo a un sesto.
La seconda fattispecie (comma 2), punisce chiunque “altera sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio”, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, con pene aumentate rispetto al comma 1: reclusione da due a sei anni se dal fatto deriva pericolo concreto per la vita, o l’incolumità individuale, da tre a dieci anni se il pericolo riguarda l’incolumità pubblica, o la sicurezza dello Stato.

Qualcuno potrebbe chiedersi, visto che è stato menzionato più volte, cosa sia un “sistema di intelligenza artificiale ad alto rischio”. Provvediamo subito.
Dicesi “Sistema di intelligenza artificiale ad alto rischio” un’applicazione tecnologica che, secondo il regolamento europeo AI Act, può incidere in modo significativo sulla salute, sulla sicurezza, o sui diritti fondamentali delle persone. Al contempo, deve rispettare rigidi obblighi di trasparenza, qualità dei dati e supervisione umana prima e dopo la messa in commercio. A prescindere dal fatto che sia immesso sul mercato, o messo in servizio, un sistema di IA è considerato ad alto rischio se sono soddisfatte entrambe le condizioni seguenti:
a. il sistema di IA è destinato a essere utilizzato come componente di sicurezza di un prodotto, o il sistema di IA è esso stesso un prodotto;
b. il prodotto, il cui componente di sicurezza è il sistema di IA, o il sistema di IA stesso in quanto prodotto, è soggetto a una valutazione della conformità da parte di terzi ai fini dell’immissione sul mercato, o della messa in servizio di tale prodotto ai sensi della normativa di armonizzazione dell’Unione Europea.
Si spera, senza contarci troppo, che il tutto sia ora ben chiaro.

Gli ambiti principali considerati sono:
1. Biometria, nella misura in cui il pertinente diritto dell’Unione, o nazionale, ne permette l’uso.
2. Infrastrutture critiche e trasporti.
3. Istruzione e formazione professionale, comprese procedure di ammissione e valutazione.
4. Occupazione, elezione e gestione dei lavoratori, accesso al lavoro autonomo.
5. Accesso a servizi privati essenziali, a prestazioni e servizi pubblici essenziali, nonché la loro fruizione.
6. Attività di contrasto, nella misura in cui il pertinente diritto dell’Unione, o nazionale, ne permette l’uso.
7. Migrazione, asilo e gestione del controllo delle frontiere, nella misura in cui il pertinente diritto dell’Unione, o nazionale, ne permette l’uso.
8. Amministrazione della giustizia e processi democratici.

Forse si faceva prima a elencare i settori dove il tutto non si applica.
Per maggiori dettagli basta consultare in rete l’IA Act: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32024R1689. Armatevi di pazienza: non è breve e di lettura assai impegnativa.

Di certo queste nuove diposizioni impattano sulla competitività economica, richiedono alle aziende oneri di conformità e organizzativi non indifferenti. Le piccole e medie imprese faranno fatica a reggere il peso richiesto dall’adeguamento alla normativa e si rischia di frenare la ricerca tecnologica.

Particolare preoccupazione è generata dall’incertezza giuridica.
Incertezza alimentata da almeno tre considerazioni: la tempistica prematura che, vista la velocità dei cambiamenti della tecnologia, rischia di disciplinare strumenti non ancora del tutto compresi; la scelta di mantenere una linea di neutralità tecnologica che ha reso alcune definizioni ambigue, lasciando non pochi dubbi su come applicare la legge ai casi pratici; infine, l’uso di linee guida non vincolanti da parte dei singoli Stati membri che può creare differenze di applicazione nei vari Paesi dell’Unione.

Comunque, non c’è incertezza giuridica nell’obbligo di predisporre adeguate misure tecniche di prevenzione e sorveglianza umana, responsabilità che grava sui soggetti che intervengono nella filiera dei sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio. Ovvero tutti. Infatti la catena del valore dell’intelligenza artificiale, secondo il regolamento europeo, è formata dalle attività di progettazione, addestramento, produzione, immissione sul mercato e utilizzo professionale dei sistemi e coinvolge una pluralità di categorie di operatori: fornitori, rappresentanti autorizzati dei fornitori, importatori, distributori, utenti. Nessuno è escluso. Ogni categoria è gravata da obblighi specifici e distinti, da non violare. L’ignoranza della legge non costituisce attenuante.

Torniamo ora alla prima fattispecie del nuovo reato di “Omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e alterazione illecita dei sistemi”. Si parla di “malfunzionamento” dei sistemi. Peccato che il legislatore non ha fornito definizione. Come deve essere intesa la nozione di ”malfunzionamento”? In modo ampio, comprendendo qualsiasi errore, o risultato insoddisfacente prodotto dal sistema? Allora le “allucinazioni”, tipiche dei modelli di intelligenza artificiale generativi, non sempre imputabili a una specifica omissione di chi li ha programmati, o interrogati, sono perseguibili? Se è così, finisce in prigione il server, la macchina fisica, o è l’applicazione a ritrovarsi al “gabbio”?
Stesso problema affligge la nozione di “alterazione del funzionamento”. Due sono le possibilità. Qualcuno introduce modifiche non autorizzate, mutando il comportamento del sistema rispetto a come era stato originariamente progettato e configurato. In questo caso nessun problema di applicazione della legge. Cosa accade invece se le modiche sono decise ed effettuate dal sistema stesso in modalità di auto-apprendimento?

Ovvio che serve una lettura tecnico-funzionale del dispositivo di legge che deve fare riferimento all’AI Act, europeo, nonché alla disciplina della cybersicurezza e agli orientamenti, già maturati, in tema di sicurezza dei sistemi informatici, sia nazionali che europei. Chi deve farla la lettura?

Insomma, questa faccenda interessa tutti, proprio tutti quelli che hanno a che fare con l’intelligenza artificiale e solleva non poche domande e preoccupazioni.

Studiatela bene e fate attenzione.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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