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A NEW YORK LA SPERANZA HA VINTO SULLA RABBIA

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
09/11/2025
in EDITORIALI
A NEW YORK LA SPERANZA HA VINTO SULLA RABBIA
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TE LO LEGGO IO

Finito il clamore e ammortizzata la sorpresa, dovremmo lasciar spazio alla riflessione ed esaminare quel che è successo nella Grande Mela per trarne qualche insegnamento.

Lo dovrebbe fare la nostra “opposizione” smettendo di applaudire il nuovo sindaco di New York e cominciando ad usare le mani per schiaffeggiarsi per non esser capace di rappresentare gli italiani e, conseguentemente, di tentare di riprendere la guida del Paese.

Mentre in un incessante clima da Tale e Quale Show vediamo e sentiamo una energica Raffaella Carrà che modula la voce come il simpatico Maurizio Battista, ci chiediamo perché la politica sana non si sbrighi ad imparare la lezione.

Prescindendo dall’impeto qualunquista che porta a dire che in questo Paese non ci sia più alcuna “politica sana”, ci si può ancora illudere che il nostro destino possa cambiare evitando che la Costituzione diventi carta straccia, impedendo che i diritti civili perdano il loro significato, scongiurando che le future generazioni si ritrovino il sabato vestite di nero in calzoncini corti a giocherellare con un moschetto vintage.

L’analisi di quanto è fortunatamente accaduto… No, non fortunatamente… Ripartiamo… L’analisi di quanto è accaduto nel rispetto di una rigorosa pianificazione strategica e tattica può essere il bandolo della matassa e forse – non ce ne voglia chi porta quel nome e nemmeno chi non lo sopporta – il filo di Arianna per uscire dal dedalo della disperazione nazionale.

La prima arma che ha portato alla vittoria newyorkese è stata il contatto diretto con l’elettorato, stabilito offrendo la priorità a soluzioni concrete di problemi quotidiani e mettendo a disposizione l’ascolto alle esigenze lamentate dai cittadini.

Una operazione porta a porta (non quella di Vespa) che ha dimostrato la capacità di uscire dal proprio contesto ovattato per sentire l’odore della gente e della strada, per assaggiare quanto sia amara la vita di chi non è stato fortunato.

Sul fronte digitale la squadra che ha portato un giovane musulmano di origini indo-ugandesi al timone di Nuova York (come la chiamava la mia bisnonna che vi era arrivata all’inizio del secolo scorso) è stata capace di cortocircuitare gli algoritmi che sui social impediscono la diffusione di post e messaggi non graditi a chi gestisce le piattaforme e a chi governa. L’ingaggio della collettività è scattato con una sorta di passaparola che ha innescato una contaminazione pervasiva che ha bruciato i meccanismi che bloccano l’espansione e il recapito capillare di comunicazioni “indesiderate” e ostacolano la conseguente aggregazione di soggetti potenzialmente uniti da una medesima opinione.

Non è stata certo solo una questione di metodo o di tecnica perché i “contenuti” erano stati individuati con una sincera presa d’atto delle cose di cui la gente aveva davvero bisogno.

Una campagna basata sulla rinascita della speranza e non alimentata dalle impetuose fiamme della rabbia e dell’odio.

A noi (e non è una invocazione) cui piace tanto “Dio, Patria e Famiglia” non può sfuggire il ruolo della moglie di Zohran Mamdani. Una donna indipendente e creativa, riservata ma non gregaria, illustratrice di talento, non ha soltanto riempito i manifesti elettorali di colori o scelto con maestria i font e le dimensioni dei caratteri. Rama Duwaji, questo il suo nome, è una artista che – senza rubare la scena al marito – con le sue opere ha continuato a sostenere la causa palestinese e in tante occasioni ha saputo sottolineare che la loro è veramente una coppia contemporanea.

Anche il concetto di “coppia” è certo diverso da quello esibito dalle nostre parti, dove anche chi – dichiaratamente ancorato ai valori tradizionali – si candida alle amministrative regionali promettendo di non tradire le aspettative di chi vota e dimenticando di aver tradito platealmente la consorte.

Dovremmo capire che la lealtà (anche solo parlando di accise sui carburanti) è il cardine del cambiamento. Dovremmo ricordarci che a far precipitare non sono solo gli scheletri nell’armadio. Basta un guardaroba con un abito con tracce biologiche…

Ma non si deve pensare di vincere sulle debolezze altrui o sulla scarsa affidabilità degli avversari.

Serve far prevalere la speranza che le cose possano mutare in meglio, illustrando l’itinerario di risalita senza negare le difficoltà ma fornendo le spiegazioni di come ci si può riuscire.

Occorre ristabilire il contatto, quello vero, bidirezionale e non a senso unico. E’ fondamentale dare la disponibilità a prendersi le responsabilità senza nascondersi dietro le immancabili colpe di chi c’è stato prima.

Se il Paese deve rimboccarsi le maniche, lo deve fare sapendo che i primi ad impegnarsi sono i suoi rappresentanti in Parlamento, nei Consigli territoriali, nelle Autorità di Governo centrale e locale.

Tocca tirar fuori la voce non per strillare “E’ colpa loro” perché l’eredità è sempre troppo evidente, ma per dire “Rimedieremo noi”. Soprattutto si dovrà dare prova tangibile e inconfutabile di saperlo e volerlo fare.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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