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ONOREVOLE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: I FRIGORIFERI RISCALDANO, C’È CHI LEGGE LA SUA POSTA ELETTRONICA E NON ABBIAMO TEMPO…

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
31/10/2026
in TECNOLOGIA
ONOREVOLE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: I FRIGORIFERI RISCALDANO, C’È CHI LEGGE LA SUA POSTA ELETTRONICA E NON ABBIAMO TEMPO…
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TE LO LEGGO IO

Notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre 2026: i frigoriferi di oltre 700 supermercati sui circa 10mila presenti in Francia vengono telematicamente sabotati portandoli alla temperatura di 50 °C. Gelati e surgelati non gradiscono.
29 ottobre 2026: al Pentagono, visti i fatti d’oltralpe, sorgono, meglio tardi che mai, forti sospetti che gli strani malfunzionamenti dei frigoriferi in varie basi militari negli Stati Uniti possano essere stati provocati da attacchi informatici.

Una doccia fredda per chi è, non si sa bene in base a cosa, convinto della resilienza delle infrastrutture digitali, troppo spesso invisibili. Quanto accaduto evidenzia, sperimentalmente, tre importanti criticità.
La prima è relativa alla trasformazione digitale delle nostre società che non tiene conto delle vulnerabilità delle infrastrutture su cui poggia, soggette a interdipendenze sempre più complesse e costantemente minacciate.
La seconda ha a che fare con le conseguenze catastrofiche in caso di incidente, o di attacco.
La terza e ultima, forse la più importante, è la dimostrazione che la consapevolezza economica, sociale e politica del problema non è all’altezza della sfida.

La cultura della cybersicurezza fatica ancora a diffondersi nelle organizzazioni (imprese e istituzioni pubbliche) ed è sbagliato pensare che attaccare i frigoriferi sia un episodio folcloristico: sono stati provocati danni per decine di milioni di euro.
Non che occorrano chissà quali elevate competenze per riuscirci. Non ci sono hacker particolarmente intelligenti e preparati. I cretini informatici di turno sono riusciti a prendere il controllo dei sistemi che gestiscono gli impianti frigoriferi perché direttamente accessibili da Internet, non sufficientemente protetti, spesso obsoleti, senza aggiornamenti di sicurezza, con falle note, ma non corrette. In sintesi, non ci si è preoccupati di mettere in sicurezza gli accessi online.

Altro fattore critico che comporta un’importante fragilità: tutti i supermercati colpiti utilizzano gli stessi software. Avendo le stesse vulnerabilità, gli effetti dell’attacco sono stati moltiplicati senza sforzi aggiuntivi. Dinamica ben conosciuta. Il 19 luglio 2024, l’aggiornamento difettoso di un software di cybersicurezza di CrowdStrike ha lasciato a terra migliaia di aerei in tutto il mondo e paralizzato numerosi servizi essenziali, perché i milioni di computer colpiti usavano proprio quel software, oltre al sistema operativo di Microsoft.
La concentrazione delle dipendenze software e dei meccanismi di accesso genera rischi sistemici difficili da valutare. Quante professioni si strutturano attorno a una dipendenza tecnologica comune? Quali sono i rischi in caso di guasto e come vengono tenuti in considerazione questi rischi?

Da tenere anche presente che la trasformazione digitale poggia sull’illusione che Internet stessa sia un oggetto fisico, resiliente. In realtà si tratta di un protocollo di comunicazione che utilizza la rete telefonica internazionale, che si sta frammentando per un duplice motivo: da un lato le strategie degli Stati che cercano di controllare le proprie frontiere digitali in nome della sovranità e della sicurezza nazionale; dall’altro lo sviluppo, da parte delle grandi piattaforme (Google, Meta, Amazon), di proprie infrastrutture di connettività per erogare i loro servizi in piena autonomia.

La crescente complessità delle infrastrutture digitali produce molteplici interdipendenze, troppo spesso poco conosciute, poco governate e generatrici di sorprese spiacevoli perché aumentano, in modo esponenziale, i percorsi attraverso cui una perturbazione può propagarsi: catene di subappalto, interdipendenze hardware e software, dipendenze geografiche, riferimenti circolari.

Le infrastrutture strategiche, definite come “opere, sistemi e reti di preminente interesse nazionale il cui funzionamento è essenziale per la sicurezza, l’economia, la coesione sociale e il normale svolgimento della vita quotidiana del Paese”, non importa di quale tipologia, sono vulnerabili tanto ai cyberattacchi quanto alle minacce fisiche.
Vengono prese di mira, o manipolate, per ragioni strategiche, sia a scopo di spionaggio e sabotaggio, sia di destabilizzazione. Sono operazioni di guerra. Fanno parte dell’arsenale di guerra.
Vedi i cyberattacchi russi contro la rete elettrica ucraina dal 2015, o contro il satellite KA-SAT di Viasat, il 24 febbraio 2022, o meglio contro la sua infrastruttura di terra (il cosiddetto ground segment), che ha coinciso cronologicamente con l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
A volte tali attacchi hanno conseguenze sistemiche. Qualche esempio.
Caso WannaCry, famigerato cryptoworm e ransomware che ha colpito centinaia di migliaia di computer con sistema operativo Microsoft Windows in tutto il mondo a partire dal maggio 2017.
Caso NotPetya, uno dei wiper (malware distruttivo) più costosi della storia, con danni stimati complessivamente oltre i 10 miliardi di dollari, apparso per la prima volta nel giugno 2017, colpendo inizialmente l’Ucraina (attraverso un software di contabilità locale chiamato M. E. Doc) per poi propagarsi rapidamente a livello globale.
Infine, serie di attacchi sferrati nell’ottobre 2026 dall’Ucraina contro tre importanti data center in territorio russo (a Sasovo, Kaluga e Vladimir) di Yandex, società russa di servizi online che possiede il motore di ricerca più utilizzato in Russia (infatti è nota come la “Google russa”) che ha interrotto una molteplicità di servizi.

La diffusione dei modelli e agenti d’intelligenza artificiale (IA) aggiunge un ulteriore livello di complessità e di urgenza. Vero che sono di grande aiuto alla cybersicurezza e alle attività di difesa, ma facilitano anche il lavoro di chi attacca. La competizione diventa sempre più raffinata e accesa. Molte organizzazioni restano in difficoltà. Un’altra corsa, ancora più preoccupante, si gioca tra gli Stati. Hanno iniziato a integrare l’IA nelle proprie capacità cyberoffensive, con il rischio di alimentare dinamiche di escalation difficili da controllare, anche perché la possibilità di perdere il controllo su agenti autonomi è ormai provata: a luglio 2026, alcuni modelli di IA sviluppati da OpenAI hanno violato i sistemi della start-up Hugging Face senza che nessun essere umano glielo avesse chiesto.

Non si può e non si deve perdere di vista l’attuale complessità dell’universo digitale. Bisogna individuarne gli attori e definire i loro obiettivi, strategie e tattiche. Occorre allocare in modo corretto ed efficace le responsabilità nella gestione del rischio, eliminando comportamenti sconsiderati. Servono attenzione e investimenti.

Egregio Primo Ministro Meloni, il recente attacco informatico contro la rete di Montecitorio e alla sua casella di posta elettronica l’hanno colta di sprovvista. Così non va bene. Non può permettere che eventi simili si ripetano. A parte i proclami, cosa intende fare, ma subito?

Le minacce che gravano sulle infrastrutture digitali da cui dipendiamo incombono.
Parafrasando Évariste Galois, matematico e attivista politico francese: “Non abbiamo tempo”.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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