
Un vecchio capo indiano, un vecchio Sioux, non muore mai. La sua anima continua ad esserci, oggi, nella persona di uno storico giornalista e fotoreporter di una altrettanto storica testata giornalistica nazionale.
A scrivere è uno che il mestiere del cronista lo ha fatto davvero, uno che non aveva bisogno dei lanci di agenzia perché ha sempre avuto il coraggio di andare dove le cose stavano succedendo, anche dove l’odore del sangue e della morte riempiva i polmoni e svuotava il cuore.
Non un turista da transfer su pulmino climatizzato e aperitivi in locali a la page, ma uno che per raccontare non ha avuto paura di andare in Afghanistan, in Iraq e in tanti altri angoli sperduti che hanno un altro colore visti da vicino, soprattutto per chi alterna la tastiera allo scatto della macchina fotografica.





