C’è poco da fare. L’uomo a torso nudo ha un suo fascino.
“Certamente” si lascerebbe scappare l’elite dei cultori delle opere di Ciprì e Maresco e in particolare chi ha ben presente gli straordinari cortometraggi di “Cinico TV”.
Certe immagini sono indimenticabili, ma hanno radici profonde e soprattutto retaggi memorabili che ne comprovano l’efficacia.
Tra i più brillanti esponenti di spicco ne abbiamo avuto uno che esibiva il suo torace trebbiando il grano. Forse dobbiamo a lui lavvio di una moderna tradizione che prevede l’esposizione di pettorali più o meno dotati da parte di soggetti al potere o bramosi di poterne avere un po da esercitare.
Nel tempo si sono succeduti fotogrammi che sono assurti a ruolo di pietre miliari della iconografia politica, quella dei personaggi che oltre ai peli sullo stomaco possono vantare anche quelli sotto le ascelle.
L’esperienza del Duce alle prese con quintali di frumento maneggiati con maestria fece guadagnare al condottiero persino la copertina de “La Domenica del Corriere”.
Il cimelio è ora disponibile su Internet su un sito per collezionisti che ne permette il download a precise condizioni, per la gioia di tutti quelli che dimenticando la guerra, i morti, le macerie e la fame si sgolano per dire che “ha fatto anche cose buone”.
Il signor Benito non è stato certo parco nell’elargire alle folle le immagini della grande virilità nazionale e della versatilità sportiva del capo supremo. L’ostentazione delle sue doti natatorie con la divulgazione di immagini scattate sulla spiaggia hanno ispirato moderni contendenti pronti a sfidarsi come diceva lui “per terra e per mare”.
Ne ha preso spunto quel soggetto che alla guida di quel che rimane della Grande Russia ha distribuito foto in cui dimenticatosi di completare l’abbigliamento quotidiano cavalca indomito o si esprime in altre performance atletico-sportive.
Dalle nostre parti lo show pettorale non necessariamente ultramuscoloso è stato reso noto al popolo tricolore nell’estate di qualche anno fa, durante la quale in un locale della riviera romagnola si esibì in versione balneare un ministro della Repubblica.
L’apparizione che negli ultimi anni è, per il suo successo, seconda soltanto a quella di Medjugorie scatenò i fotoreporter a caccia di un “santino” di quello che era il modello di una Nazione indirizzata verso i più ambiziosi traguardi.
L’atmosfera “disco”, completa di remake e jam-session del l’inno di Mameli rigorosamente cantati in mutande, fu la colonna sonora di una stagione indimenticabile.
Quel leader, oggi tristemente in declino e ora persino talent scout tradito dalla sua creatura, arrivò a posare in versione soft-core sulle pagine di OGGI (questo il link per fruire di una imperdibile galleria). Il noto settimanale per le famiglie ebbe così modo di illustrare ai figlioli più piccoli l’evoluzione del “modello Aldo Moro”, troppo compassato in austero completo con giacca e cravatta sulla spiaggia, e l’importanza della disinvoltura per far strada nella vita.
C’è chi invece ha alternato vestagliette variopinte sulla battigia al “torso nudo classico” nel corso degli incontri con i propri sostenitori, magari rispondendo disciplinatamente alla sollecitazione di conduttori radiofonici celeberrimi per la sobrietà del linguaggio e la pacatezza della trattazione dei temi di attualità.
Il torace possente arriva ad essere una nuova uniforme per chi dismessa quella di ordinanza indossata in lunga e lusinghiera carriera deve proporsi nella affollata corsa a salvare l’Italia.
Un partito di recente costituzione (o di vietata ricostituzione secondo le solite malelingue) ha proposto per il trono di Palazzo Marino a Milano un Generale di Corpo d’Armata, confermando la militarità come uno dei presupposti di una squadra di comando o, nelle fattispecie, di governo.
L’uomo coraggioso e competente che su Facebook definisce il Senatore a vita Mario Monti “la peste” e il suo capopartito “l’antidoto” non si intimorisce dinanzi alle tante pretestuose obiezioni. Anzi.
L’ingiustamente addebitata mancanza di esperienza di amministratore pubblico ha indotto l’alto ufficiale carabiniere paracadutista a smentire quella sua inidoneità lamentata dai soliti invidiosi, dimostrandosi preparato e pronto a mettersi a petto nudo come altri leader politici che hanno fatto la storia.
Sulle pagine Internet di In Lucca Veritas il generale pluridecorato ha saputo mostrare che – sotto gli alamari portati con onore per tanti anni si cela il fisico necessario per ripulire il capoluogo meneghino dai maranza e liberarlo da ogni altro problema.
La gioiosa prospettiva impone di allargare la schiera dei “torsonudisti” ad uno dei più simpatici suoi rappresentanti.
E il caso di Big Tino, eroe di XFactor, in cui mi sono involontariamente imbattuto sui social, quasi fosse un segno del destino.
Se dobbiamo eleggere uno senza canottiera, il mio voto è per lui: Big Tino













