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IG NOBEL 2026: BACI, MUTANDE, SCARAFAGGI, PER NON PARLARE DEGLI ORINATOI

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
08/09/2026
in RIFLESSIONI
IG NOBEL 2026: BACI, MUTANDE, SCARAFAGGI, PER NON PARLARE DEGLI ORINATOI
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TE LO LEGGO IO

Vedersi assegnato un Premio Nobel per un lavoro di ricerca originale e innovativo vuol dire ricevere una medaglia d’oro e l’equivalente di circa 1 milione di dollari. Per non parlare della fama e del riconoscimento internazionale di tutta la comunità scientifica e non solo. Insomma, è una cosa molto ambita e molto seria.

Altrettanto ambito, decisamente serio, ma molto divertente è il premio Ig Nobel, ovvero Ignobel, in italiano Ignobile, assegnato alle ricerche, debitamente pubblicate, che prima fanno ridere e poi fanno pensare. Di denaro non se ne parla, ma la fama quella è assicurata. Nei primi anni del premio, lanciato nel 1991 da Marc Abrahams, editore della rivista satirica “Annals of Improbable Research” (Annali delle Ricerche Improbabili), riceverlo era considerato da alcuni offensivo. Oggi molti ricercatori lo considerano una grande spinta alla carriera.

I premi Ig Nobel 2026 sono stati assegnati il 3 settembre scorso in una cerimonia che per la prima volta non sì è tenuta al MIT, o alla Harvard University, di Cambridge, Massachusetts, ma nel palazzo dei Congressi di Zurigo, in Svizzera. I 1500 partecipanti hanno, rispettando la tradizione, dato il benvenuto ai premiati con un fitto lancio di aeroplanini di carta.
Esther Duflo, Abhijit Banerjee, Michel Mayor e Tim Hunt, vincitori del vero Premio Nobel, hanno consegnato ai premiati 2026 i loro attestati.

Els Titeca, Tim Hunt, Marcel van der Hiejden, Alessio Figalli, and Tess Heeremans, fra i maggiori pensatori viventi, hanno presentato le loro idee nel formato 24/7. No, non si tratta di discorsi di 24 ore per sette giorni della settimana. Secondo il formato imposto devi dire quello che hai da dire in 24 secondi per poi riassumere il tutto in 7 parole. Si riesce a farlo solo se si hanno le idee molto chiare e si sa cosa dire. Provare per credere.

Nel corso dell’evento è stato presentato un nuovo brano operistico, eseguito dal soprano Serafina Giannoni e dal pianista Edward Rushton, che ha celebrato il tema della cerimonia di quest’anno: “I Funghi”.

Entrando nel Palazzo dei Congressi, prima della cerimonia ufficiale, il pubblico ha potuto assistere a un balletto dal titolo “Il Laboratorio dei piccoli disastri” di Vanessa Morandell e della compagnia di danza “Lava”, cui è seguita l’esecuzione di un quartetto strumentale composto da fisarmonica, Didgeridoo australiano (sviluppato dagli aborigeni almeno un migliaio di anni fa), Alphorn svizzero (corno alpino di lunghezza compresa fra i 3 e i 4 metri) e voce yodel (lo yodel è il tipico canto alpino, senza parole, caratterizzato da rapidi e ampi sbalzi di registro tra la voce di petto e il falsetto; la più antica documentazione scritta di yodel risale al 1545 e viene descritto come “Richiamo per un branco di mucche dell’Appenzell). Entrambe le performances sono state molto apprezzate.

Tra le diverse ricerche premiate quest’anno, particolare enfasi va data al lavoro di
Matilda Brindle, Catherine Talbot e Stuart West, per aver ideato una definizione di bacio valida per specie diverse che ha avvalso loro l’Ig Nobel per la biomeccanica.
Scendendo nel dettaglio, il team ha definito il bacio come una “interazione non agonistica che coinvolge un contatto diretto, intraspecifico, orale-orale con un certo movimento delle labbra/parti della bocca e nessun trasferimento di cibo”. Secondo questa definizione, gli orsi polari, alcuni uccelli e persino le formiche si baciano. Inoltre hanno scoperto che diversi primati si baciano l’un l’altro, comportamento che risale all’antenato di tutte le grandi scimmie, appartenente al gruppo degli ominoidei vissuto circa 21,5 milioni di anni fa. Ciò implica che l’antico Homo sapiens ha, probabilmente, baciato e pomiciato con i Neanderthal.
Matilda Brindle, biologa evolutiva dell’Università di Oxford, Regno Unito, coautrice dello studio, ha dichiarato: “Abbiamo dimostrato che gli animali si baciano e stimato da quando questo comportamento si sia evoluto nei primati; il prossimo passo, ovvio, è capire perché. Se questo premio aiuta a suscitare più curiosità su questo tipo di domande, allora è un risultato piuttosto meraviglioso.
Spero che, oltre a trovare la ricerca divertente, la gente se ne vada pensando un po’ diversamente su quale sia il nostro posto nel regno animale”.
Ha poi aggiunto: ”Sono rimasta a bocca aperta dalla sorpresa quando ho ricevuto la telefonata. È certamente uno dei risultati della mia vita di cui sono più orgogliosa”.

Opinione condivisa da Changhong Cao, ingegnere meccanico della canadese McGill University di Montreal, membro del team che ha vinto il premio per la tecnologia. Insieme a Justin Puma, Zhen Yang, Evan Johnston, Zixin Zhang, Xiaoyi Lan, Lingzhi Zhang, Hongyu Hou, Zixin He, Ali Afify, Megan Creighton e Jianyu Li hanno dimostrato sperimentalmente che la proboscide della bocca di una zanzara può essere utilizzata come ugello a basso costo per la stampa 3D ad alta risoluzione, processo chiamato necroprinting.
“La visibilità che portano i premi è enorme” ha affermato l’Ing. Cao, “espone la ricerca a un pubblico che altrimenti non l’avrebbe mai incontrata e dimostra che anche le cose che le persone trovano spiacevoli possono rivelarsi utili, a volte nel modo più inaspettato”.

Esempio di oggetti, se non sgradevoli imbarazzanti, che tornano utili è il lavoro di Franz Bender e Marcel van der Heijden dell’Università di Zurigo, responsabili dello studio sulla biancheria intima che viene seppellita. Hanno coinvolto scienziati di più di 25 nazioni per mettere sotto terra mutande e reggiseni per poi dissotterrarli due mesi dopo, raccogliendo dati e informazioni su quanto fosse biologicamente attivo il suolo. Sono stati premiati nella sezione Pedologia (scienza che studia la terra sotto i nostri piedi che deriva dalla parola greca pedon (suolo). Da non confondere con Podologia, branca della medicina che si occupa delle alterazioni anatomiche e funzionali e delle patologie di piede e caviglia).

Per non parlare degli oggetti non affascinanti, ma essenziali come gli orinatoi, oggetto della ricerca teorica e sperimentale di Randy Hur, Zhao Pan, Tadd Truscott e Kaveeshan Thurairajah, volta alla definizione di un orinatoio che assolva la funzione progettuale senza generare schizzi. Scusate se è poco. Hanno certamente meritato il premio per la fisica.

Gli altri vincitori del premio Ig Nobel 2026, suddivisi per categoria, sono:

Economia
Paul Piff, Daniel Stancato, Stéphane Côté, Rodolfo Mendoza-Denton e Dacher Keltner, per aver accumulato prove che le persone ricche hanno maggiori probabilità di impegnarsi in comportamenti non etici rispetto alle persone con redditi più bassi.

Chimica
Sanchari Banerjee, Nathan Coussens, François-Xavier Gallat, Nitish Sathyanarayanan, Jandhyam Srikanth, Koichiro Yagi, James Gray, Stephen Tobe, Barbara Stay, Leonard Chavas e Subramanian Ramaswamy, per aver scoperto che le proteine del latte degli scarafaggi che allattano baby-scarafaggi contengono tre volte più energia delle proteine del latte delle mucche.

Medicina
Il defunto Tokuji Unno, per lo studio del 1977: “Come soffiare il naso – Uno studio aerodinamico del naso soffiato”.

Biologia
João Miguel Alves-Nunes, Adriano Fellone, Selma Maria Almeida-Santos, Carlos Roberto de Medeiros, Ivan Sazima e Otavio Augusto Vuolo Marques, per aver calpestato delicatamente parti del corpo dei serpenti velenosi per capire cosa li induca a mordere un essere umano.

Olfatto
Ilona Croy, Tomasz Frackowiak, Thomas Hummel e Agnieszka Sorokowska, per aver raccolto prove che i bambini hanno un ottimo odore per i loro genitori, ma gli adolescenti no.

Pace
Jaimie Arona Krems, Rebecka Hahnel-Peeters, Laureon Merrie, Keelah Williams e Daniel Sznycer, per aver documentato che le persone apprezzano gli amici che sono sgradevoli con coloro che non piacciono a loro.

A tutt’oggi una sola persona è stata laureata con l’Ig Nobel e con il Nobel. Si tratta del fisico Andrej Gejm. Ha vinto l’Ig Nobel per la Fisica nel 2000 per aver fatto levitare magneticamente una rana ed ha vinto il Premio Nobel per la Fisica nel 2010 per i suoi studi pionieristici sul grafene.

Il che dimostra la serietà dell’Ig Nobel e l’importanza di sapere ridere.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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