Da qualche giorno gira un memorandum che sarebbe stato sottratto alla banca russa SBER dai pirati informatici del gruppo criminale “Black Mirror”.
Il “papiello” digitale sarebbe un dossier redatto internamente al grande istituto di credito. Costituirebbe una fotografia delle possibili evoluzioni del conflitto cominciato sotto l’algida insegna di “operazione militare speciale” e che in quattro anni ha dissanguato invasori e invasi.
Il testo – che disegna otto possibili scenari – risalirebbe all’aprile scorso, ovvero ad un momento antecedente l’intensificarsi degli attacchi ucraini contro raffinerie petrolifere e siti logistici russi.
Gli hacker avrebbero avuto modo di intrufolarsi nei sistemi informatici della banca SBER e di estrarre dalla posta elettronica del Presidente del Consiglio di Amministrazione (German Gref) un allegato ricevuto da un interlocutore interno non meglio identificato.
In epoca in cui la guerra dell’informazione vive una delle sue migliori stagioni, l’esercizio del dubbio è obbligatorio. Nessuno è in grado di garantire l’autenticità di quanto sarebbe stato sottratto e Pangram – società che offre un servizio di rilevamento dell’opera di intelligenza artificiale all’interno di testi – suggerisce di prendere con le molle il contenuto di questo “incartamento”.
Se altri esperti sospettano che il materiale sia stato confezionato da uno dei tanti chatbot che generano qualunque testo, Pangram evidenzia che l’83% della parte in inglese è stato redatto automaticamente.
E’ comunque interessante – tanto per cominciare – vedere quali sono i “capitoli” di questo presunto rapporto riservatissimo. Gli otto titoli riguardano il vantaggio militare della Russia che si limita ad un modesto 7%, la fine dell’Europa e l’accettazione delle condizioni di Putin che si traduce al 12% di probabilità, un accordo con Trump e il progressivo allentamento delle sanzioni (32%), il congelamento dei rapporti con la Corea del Nord (22%), un prolungamento della guerra per altri due o tre anni (15%), un accordo di pace basato su un compromesso (5%), la chiusura del conflitto alle condizioni richieste da Ucraina ed Europa (un insignificante 2%) e infine gli immancabili “cigni neri” ipotizzati con un prudente 5%.
I “cigni neri”, teorizzati formalmente dal matematico e filosofo libanese Nassim Taleb, rappresentano l’insieme di eventi improbabili e nella fattispecie temuti come irrimediabilmente catastrofici: si va dall’escalation nucleare che potrebbe iniziare con il bombardamento di Zaporizhzia o di Chernobyl, per arrivare ad uno scontro diretto tra NATO e Russia oppure ad uno stravolgimento bellico del Medio Oriente o ancora un attacco informatico capace di riportarci all’Età della pietra.
A prescindere dall’origine e dall’originalità del documento trafugato o inventato, i temi elencati devono essere spunti di riflessione.
Purtroppo il “pensarci sopra” e il “trovar soluzioni” non tocca a persone di buon senso. Il palcoscenico è purtroppo popolato da un cabarettista mitomane, da un criminale disperato e privo di vie d’uscita, da un bizzarro personaggio che vuole conquistare il mondo intero e che ieri ha stabilito che il suo Paese tenga le bandiere a mezz’asta per una settimana per la scomparsa di una cantante country, da uno sterminatore di palestinesi e così via…
E qui la tanto decantata intelligenza artificiale non è d’aiuto perché non riesce a generare la pace. Anzi, supporta le più cruente azioni di guerra e uccide la speranza di un domani migliore.
C'è poco da fare. Luomo a torso nudo ha un suo fascino. "Certamente" si lascerebbe scappare l'elite dei cultori delle opere di Ciprì e Maresco e in particolare...
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