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GLI HACKER COLPISCONO I REGISTRI, PARDON, I MODULI ELETTRONICI SCOLASTICI

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
21/08/2026
in EDITORIALI
GLI HACKER COLPISCONO I REGISTRI, PARDON, I MODULI ELETTRONICI SCOLASTICI
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TE LO LEGGO IO

Il seguente corsivo è stato oggetto di puntuale e debita contestazione da parte del gruppo industriale proprietario di una delle aziende coinvolte nell’incidente informatico.
La rettifica, nel rispetto della disciplina in materia di stampa, è stata pubblicata con la dovuta evidenza e completa di ogni dettaglio (indirizzi di mittente e destinatario inclusi) ed è consultabile QUI. 
Il corsivo, amputato di riferimenti ad aziende e prodotti, resta online quasi fosse un racconto di fantasia, ma si arricchisce di alcune riflessioni d’obbligo.
Gli hacker hanno effettivamente colpito quel Gruppo.
E su questo non si discute anche se ci si chiede se fossero state adottate le prescritte misure di sicurezza.
Chi racconta queste cose sperando di sensibilizzare ha trovato la vicenda su un sito birbaccione che storicizza gli attacchi ransomware e, pur impreciso, narra di situazioni preoccupanti che effettivamente sono avvenute o sono in corso.
Sempre quello che scrive è utente di una delle piattaforme di quel Gruppo e, scoperta la cosa, si è stupito di non aver ricevuto nessun alert di sorta.
L’azienda dice si aver pubblicato le comunicazioni previste utilizzando l’homepage del proprio sito e forse sbaglia chi come me è convinto ci sia differenza tra pubblicazione e comunicazione.
Informare di un incidente (o di un attacco hacker) i soggetti potenzialmente interessati alla sottrazione e all’eventuale utilizzo indebito dei propri dati non significa affiggere un manifesto digitale su un sito che chiuse le scuole nessuno va a consultare…

I pirati informatici non sono andati in ferie, oppure sono già tornati dalle loro vacanze. Insegnanti, personale non docente e studenti invece si godono l’ultimo scorcio di agosto non prendendo ancora in considerazione il rientro in aula, i libri, i compiti, le interrogazioni.
Approfittando di questo distacco dalle incombenze quotidiane di chi vive la scuola, un gruppo di banditi tecnologici di recentissima costituzione e di imprecisata dislocazione geografica ha deciso di prendere di mira una delle società leader dei servizi informatici a supporto delle attività amministrative e didattiche di moltissimi istituti di formazione.
Quei manigoldi di “Xpl0itrs” hanno pensato bene di infettare i server dell’azienda in questione con un ransomware, procedendo – secondo un rituale diventato tristemente ordinario – al saccheggio di tutti i dati disponibili e, ultimata la copia, alla cifratura di tutte le informazioni presenti nei diversi archivi elettronici memorizzati a livello centrale e replicati su risorse esterne connesse a server principale.
Quello che eufemisticamente viene definito un incidente e che in realtà è una gravissima violazione dei dati è stata scoperta in un tardo pomeriggio di questa torrida estate, momento da cui hanno cominciato a decorrere le fatidiche 72 ore entro le quali chi ha subito l’attacco deve informare il Garante per la Privacy.
A dover essere allertati immediatamente – invece – dovrebbero essere gli insegnanti, gli studenti e le famiglie i cui dati sono adesso nelle mani sbagliate.
Gli assalitori potrebbero aver acquisito persino pagelle, voti in classe, assenze con eventuali riferimenti medico-sanitari ed ogni altra informazione relativa all’esperienza scolastica dei giovani frequentatori.
Non poca roba, certamente, eppure nessuno ha ricevuto comunicazioni di sorta che raccontino cosa è accaduto e quali rischi stiano correndo i soggetti cui i dati sono stati rubati.
Si trattasse di dare un voto a questa azienda stavolta a questo proposito sarebbe impossibile dar loro la sufficienza…

La società in questione avrebbe ancora sette giorni per prendere accordi con i farabutti che sono riusciti a penetrare nei sistemi informatici presi di mira e a combinare questo disastro.
I delinquenti digitali vantano un malloppo di oltre 6 Terabyte e restano in attesa che dalla sede dell’azienda, qualcuno si faccia vivo per riavere il maltolto.
Certamente la software house avrà il backup del proprio patrimonio informativo ma non si può escludere che parte dei dati online siano ovviamente “fuori uso” per il maligno intervento crittografico.
Quel che preoccupa maggiormente sono le informazioni che – relative a docenti e discenti – potrebbero esser state carpite e finire con l’essere utilizzate per le più diverse finalità criminali…

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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