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RANUCCI, LA TONNARA E LA MATTANZA

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
14/08/2026
in EDITORIALI
RANUCCI, LA TONNARA E LA MATTANZA
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TE LO LEGGO IO

Senza andare a Favignana o in altri luoghi culto della tradizione, chi voleva vedere la cattura del tonno è stato appagato dai giornali che in questi giorni non sembrano aver altro di cui occuparsi.
Osservando la cosiddetta “camera della morte” non ci si limita a fissare il torbido ribollire delle acque mescolate al sangue. Viene timidamente da chiedersi come una così ambita preda sia finita nei recinti di rete che ne hanno incanalato la corsa.
Chi aveva immaginato che il temuto squalo o pescecane del giornalismo d’inchiesta potesse essere un tonno ha silenziosamente organizzato la sua pesca.
E questa intuizione è stata per così dire provvidenziale.
La mitologia ci ha insegnato che l’invulnerabilità non esiste. L’unico ostacolo per andare a segno è l’individuazione dell’immancabile punto debole. Ed è la vanità l’elemento che rende fragile anche la corazza di chi sembra impossibile da scalfire.
E’ proprio quello il tallone che porta prima a zoppicare, poi ad inciampare e quindi a cadere.
E così salta fuori il trappolificio. E’ l’impresa cooperativa in cui si mostrano interessati a partecipare tutti quelli che negli anni sono stati colpiti e feriti dai fendenti che il programma televisivo Report non ha esitato a tirare.
Alla moltitudine di candidati alla vendetta si contrappone l’impertubabilità del bersaglio non intimorito nemmeno dalle querele più acuminate. Emerge quindi l’ineludibilità di ricorrere ad una cabina di regia in grado di studiare il problema, ipotizzare azioni, immaginare contromosse, intravedere le reazioni dell’opinione pubblica, dosare il reindirizzamento del pensiero popolare, desacralizzare un mito collettivo, ristabilire una verità di “soddisfazione comune”.
La complessità dei presupposti fa capire che è difficile e forse impossibile risalire allo Stephen Spielberg di questa magistrale operazione. Il bersaglio deve essere demolito senza farne un martire. Anzi.
Primo obiettivo minare la credibilità e possibilmente capovolgerla, tanto da non lasciare spazio a precisazioni, puntualizzazioni o giustificazioni.
Entra in gioco l’imperdonabilità tipica dei processi sommari.
Inutile girarci attorno. Ranucci da qualche parte ha sbagliato e deve pagare.
Si sbaglia tutti, spesso in buona fede, non di rado tratti in inganno, qualche volta con deprecabile dolo.
Con estrema serenità escludo nella carriera di Sigfrido Ranucci l’ultima fattispecie.
Sappiamo che certi mestieri impongono una faticosa ricerca di informazioni che possono essere acquisite direttamente oppure fornite a vario titolo da terzi che sovente sono capaci di stuzzicare interesse e curiosità.
L’esperienza di “sbirro” mi ha sempre fatto pensare che non esistano “fonti” disinteressate e che la prima domanda da porsi sia “perché me lo racconta?”. Scattano le verifiche di attendibilità dell’interlocutore e di credibilità della notizia, non trascurando la ricognizione degli interessi in ballo e l’individuazione dei protagonisti in superficie e di quelli dietro le quinte.
Sembra facile e lineare.
Può facilmente capitare che l’interlocutore che espone qualcosa sia direttamente o indirettamente coinvolto nel contesto in cui i fatti vanno a collocarsi.
Attriti personali, professionali, commerciali, industriali e politici sono i lubrificanti delle ciarliere esposizioni di accattivanti racconti addobbati di dettagli.
Il successo di tante inchieste porta a maturare la convinzione di “conoscere i propri polli” e di poter far conto su una esperienza che si profila come la miglior garanzia. Ma in questo caso la leggerezza è un’altra, quella che porta a ritrovarsi in un moderno orto di Getsemani e ad esser baciati da qualcuno che ha studiato per anni il modo migliore per interpretare l’Iscariota.
C’è chi immagina addirittura Ranucci nelle vesti di Giulio Cesare e Lavitola nel ruolo di Bruto, ma è una deformazione di visuale innescata dalla continua riproposizione di video ambientati nella Roma Imperiale.
La recente confessione di Lavitola sembra ora sigillare ermeticamente la risalita verso livelli superiori di responsabilità. Si restringe lo scenario proprio nell’ìistante in cui al teleobiettivo dovrebbe subentrare un grandangolo.
Dietro a questa storia è più facile che ci sia una regia extraterrestre che un arguto disegno di Valter Lavitola.
Il tizio, quindi, deve probabilmente scendere dal podio del mandante a quello dell’intermediario, senza risentirsi per questa deminutio capitis.
E’ stato sicuramente bravissimo, ma non può arrogarsi meriti che andranno riconosciuti a chissà quale mente ben più sottile.
Va comunque detto che il cast di questo noir ha avuto anche altri personaggi che – anche inconsapevolmente – hanno saputo regalare colpi di scena o dare la possibilità di tratteggiare un Sigfrido inedito.
Ci sono anche comparse – escluse persino dagli illeggibili titoli di coda – che non avremo mai la fortuna di conoscere, come ad esempio l’editor che forse ha suggerito a Ranucci di indugiare nel suo libro su particolari erotici in una narrazione che non doveva essere una sfida a Bukowsky…
D’accordo, ma chi è il “deus ex machina” di questa operazione?
Siamo destinati a non avere risposta o, magari, ad averne troppe.
Nel frattempo la tonnara non finisce di stupirci, rinviando la mattanza di quel tanto che basta per non farci pensare alle cose serie che affliggono il Paese.

 

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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