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SANT’ANNA DI STAZZEMA E LA VOGLIA DI FAR PULIZIA

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
12/08/2026
in EDITORIALI
SANT’ANNA DI STAZZEMA E LA VOGLIA DI FAR PULIZIA
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TE LO LEGGO IO

Sono passati 82 anni esatti e ancora si parla di rastrellamenti con una disinvoltura straordinaria, quasi fosse il raccontare di scampagnate o il vantare la conoscenza dei segreti di qualche ricetta culinaria.
Il 12 agosto del 1944 i marmi delle Alpi Apuane si tinsero di sangue. L’esercizio “pittorico” lo fecero quelli che ancora oggi sono modelli da emulare per i festosi appartenenti allo schieramento politico tedesco di AFD e per gli altri scalpitanti filonazisti che affollano l’Europa. Indossavano uniformi simili a quelle che qualche politico in auge reputa tanto divertenti da mascherarcisi per partecipare a feste con gli amici.
Hanno sterminato 560 persone, senza distinzioni di età e di sesso, senza bieche discriminazioni, senza star a guardare se era una donna incinta o un neonato…
Quella era la guerra, dirà qualcuno quasi a voler giustificare la violenza bestiale di quelle indimenticabili pagine della nostra storia.
Un’operazione militare perfettamente riuscita secondo i teorici del combattimento estremo che riconoscono l’efficacia di una simile perlustrazione e ricerca sistematica di una determinata area.
A Stazzema fu sradicata la vita e – involontariamente – seminata la voglia di pace e di convivenza civile.
Adesso c’è chi evoca battute capaci di setacciare aree popolate dai moderni nemici della società così da bonificare territori attualmente destinati allo spaccio di stupefacenti o ad altre attività criminali.
Nessuno discute della necessità di intervenire con rigore, ma spaventano due cose: il perché non lo si sia già fatto e lo sventolarne la possibilità come una bandiera dietro alla quale far correre chi pensa che la violenza sia l’unica medicina ad ampio spettro.
Al perché non si sia provveduto al caso “bosco di Rogoredo” prima della promessa/minaccia del Generalissimo Vannacci devono replicare i responsabili della pubblica sicurezza come il Prefetto e il Questore e certamente non il Sindaco.
Al vessillo del rastrellamento può rispondere chiunque, spiegando quanto la promessa di una simile azione funzioni più come megafono elettorale che come reale rimedio per i mille problemi di Milano.
Si provi a dar peso alle parole, specie quando portano alla memoria episodi che il cuore non può e non deve cancellare.
Si trovino magari altri esempi per sottolineare le “preclare virtù” (come si legge in certe comiche motivazioni di attribuzione di encomi, medaglie o decorazioni) di qualche ufficiale che possa portare voti. La gente, è vero, ha bisogno di sicurezza, ma la sicurezza la si ottiene solo con la forza, la repressione, la remigrazione o altre soluzioni brutali?
Prevenzione, educazione alla legalità, insegnamento del rispetto si possono fare anche senza manganelli e mazze ferrate che tanto appassionano gli aspiranti “guerrieri della notte”.
Non sperando certo di frenare la travolgente fiumana di seguaci del “pensiero rude”, mi limito a chiedere che gradi, riferimenti e terminologie militari vengano esclusi dai proclami, così da evitare che la gente normale pensi che tutte le persone che indossano o hanno indossato un’uniforme siano così come vien fatto sembrare.
In cambio, in segno di solidarietà con le “truppe di occupazione”, mi permetto di suggerire un inno che un secolo fa nemmeno la buonanima del maestro Ruccione avrebbe saputo scrivere.
Credo che Lillo e Greg e il loro gruppo “Latte e i suoi derivati” abbiano saputo interpretare al meglio le energiche invocazioni a reagire. Basta sostituire la parola Gino con Abdul o Ahmed e il gioco è fatto. In fondo al “corsivo” il brano “Noi a Gino lo menamo” può strappare un sorriso di cui abbiamo tutti un gran bisogno…

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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