Il Ku Klux Klan, conosciuto con l’acronimo di KKK, è un’organizzazione e società segreta nata negli Stati Uniti nel 1865. Venne costituita da soldati confederati, sconfitti nella guerra civile, o di secessione (1861-1865), tra nord industriale e sud agricolo e schiavista. Formazione di estrema destra, promuoveva il suprematismo bianco, il razzismo, l’antisemitismo, l’anticattolicesimo e la xenofobia, ricorrendo a forme di terrorismo e di violenza contro le minoranze etniche, in particolare dei “neri”. Nel periodo antecedente all’entrata in guerra degli Stati Uniti il KKK era collegato al nazismo. Non proprio dei chierichetti.
Il KKK è ancora attivo negli Stati Uniti ed è “specializzato” nella caccia al “negro”. I termini “nero” e “negro” non sono qui intesi in senso spregiativo e, pertanto, posti tra virgolette. Hanno solo l’intento di evidenziare il razzismo sottostante a pensieri e azioni.
Con il movimento MAGA i membri del KKK, che rimangono una società segreta, certamente hanno ripreso vigore; dal razzismo, dalle politiche anti migratorie portate all’eccesso è giunta nuova linfa.
Analoga linfa, se si preferisce terreno di coltura, si sta diffondendo in Italia dove il razzismo sta dilagando grazie a “gare”, che si stanno svolgendo nell’estrema destra nostalgica del fascismo e di un “uomo forte” che possa far tacere gli immigrati ed i liberal democratici. Un esempio è quello inerente alla proposta di rinchiuderli in una sorta di “campi di concentramento”, per ora non “di sterminio”, appaltando la loro dislocazione in Paesi dell’Africa dove il rispetto dei diritti umani è l’ultimo dei problemi. Più ne moriranno, meglio sarà.
Prove simil Ku Klux Klan le abbiamo viste a Roma. Da un’auto in corsa sono stati esplosi dei colpi di pistola ad aria compressa indirizzati verso persone ree di essere immigrati di diverse etnie: un indiano (un rider che stava facendo consegne), un nigeriano e due pakistani. Gli episodi sono avvenuti in quartieri della periferia sud della capitale che non brillano per essere abitati dalla crema della società capitolina, senza nulla togliere alle moltissime persone oneste. Zone abbastanza degradate, popolate di famiglie i cui redditi sono piuttosto bassi. La criminalità è abbastanza diffusa.
Le quattro persone, a bordo di una Polo bianca, hanno sparato con una pistola in libera vendita, utilizzata per le gare di softair. I “neri” sono stati attinti, per dirla con il linguaggio della Polizia Giudiziaria, da più proiettili di gomma, quindi non mortali ma non certo del tutto innocui.
Si rammenta che il 25 aprile avvenne un analogo episodio: vennero colpiti un uomo e una donna, rei di essere membri dell’ANPI.
Si evidenzia che le periferie sono sempre più abbandonate: da una parte vi è una consistente criminalità, organizzata e non, dall’altra ne approfittano le destre razziste, assetate di sangue del “nero”.
In tale complessa situazione di ordine pubblico e di disagio sociale emerge l’odio, abbondantemente fomentato, verso lo straniero, meglio se “nero” perché riconoscibile. Attenzione per i troppo abbronzati dopo l’estate.
Come è stato scritto nell’articolo “Qualche amara riflessione” forse si sta aprendo la stagione della “caccia al nero”. Nell’ipotesi più rosea sono alle prove generali dei rigurgiti fascisti, razzisti e xenofobi. Ku Klux Klan docet, anche se solo de noiantri. Nulla toglie alla pericolosità per la democrazia liberale.
Pippo Franco – che oggi nel degradato panorama musicale italiano può esser considerato un aedo del secolo scorso – cantava “Umberto sta a fa’ sempre i scherzi stupidi”...
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