martedì, Agosto 18, 2026
GIANO NEWS
  • EDITORIALI
  • TECNOLOGIA
  • ENERGIA
  • DIFESA
  • SCENARI
  • SANITÀ
  • ECONOMIA
  • CITTADINI E MINORI
  • LEGALITÀ
  • AVVISO AI NAVIGANTI
  • RIFLESSIONI
  • ANDANDOVEDENDO
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
GIANO NEWS
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home EDITORIALI

BOLOGNA COME MINNEAPOLIS: LA MANO PESANTE SI POTEVA EVITARE?

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
21/07/2026
in EDITORIALI
BOLOGNA COME MINNEAPOLIS: LA MANO PESANTE SI POTEVA EVITARE?
1.5k
Visualizzazioni
Condividi su FacebookCondividi su Linkedin
0:00 / 0:00
TE LO LEGGO IO

Sei anni fa, la sera del 25 maggio, quattro agenti immobilizzano George Floyd. Uno di loro, Derek Chauvin, preme per nove minuti il suo ginocchio sul collo del sospettato di aver tentato di rifilare una banconota da 20 dollari presumibilmente falsa ad un negoziante che aveva chiamato la polizia innescando quel che poi è diventato il simbolo degli eccessi delle Forze dell’Ordine.
Un filmato ha fugato ogni dubbio sulle responsabilità criminali del tutore della legge e Chauvin è stato condannato a 22 anni e sei mesi per omicidio colposo.
Un video, anzi ben più di uno, oggi immortala una pattuglia di casa nostra che interviene, va oltre il dovuto, lascia a terra una persona ammanettata mentre gli operatori del 118 – chiamati sul posto per lo stato di agitazione del fermato – non brillano di reattività e tardano nel fare il loro mestiere quasi fossero distratti spettatori.
Fakir Abderrahim, i polsi stretti dalla morsa metallica che ne inibiva ogni movimento pericoloso, resta sull’asfalto. Adesso davvero non può più far del male, ammesso ne avesse fatto prima tanto da meritare la morte. Ora non c’è più pericolo. Come forse non c’era mai stato nei trentacinque anni (su 43) che Fakir aveva trascorso nel nostro Paese…..
Al suolo con lui rimangono la speranza che certi episodi di estrema barbarie non abbiano a verificarsi e – soprattutto – lo sgomento che si possa esser così brutali anche quando non sembrerebbe essercene alcuna necessità.
Le sequenze sono terrificanti, qualunque prospettiva morale o politica si voglia scegliere per coglierne il significato. Le immagini sono la negazione della umanità e la staticità delle reazioni di chi doveva comportarsi diversamente è la prova di quanto si sia caduti in basso e ancor più giù.
Esser crudeli fingendo di non volerlo essere, dimenticando che quei fotogrammi perforano qualunque corazza e persino quello “scudo” che un Governo – generoso con i prepotenti o con gli “imprecisi nel fare il proprio mestiere – ha voluto regalare a chi non sa rispettare le regole del gioco.
Stavolta saranno le bodycam a narrare la storia vera, quella vista da vicino, quella raccolta da chi forse si era dimenticato di indossare quel dispositivo…
Comprendo la foga di chi si ritrova a gestire situazioni difficili, magari sovrastanti la personale capacità di affrontare frangenti complessi che impongono addestramento severo e mantenimento di una onerosa efficienza operativa.
Le tecniche di difesa personale rientrano nelle materie di qualunque ciclo di formazione di chi viene preparato a fare un certo mestiere. In quei corsi viene spiegato come dosare certe abilità e la relativa energia da applicare, sottolineando i rischi e le conseguenze che un abuso di forza è destinato a comportare.
E allora cosa spinge a “fare di più”?
Forse interviene la voglia di “dare una lezione”, suggerita dall’irrespirabile clima sociale che fa emergere un desiderio diffuso di reprimere in maniera “esemplare” come se l’esempio e la deterrenza possa aver la forma delle “mazzate” o di altri meccanismi coercitivi estremi.
Probabilmente c’è uno spiccato “senso del dovere”, quello che spinge a rispettare meglio di qualunque altro le raccomandazioni impartite dai propri superiori la cui responsabilità continua ad esserci anche nelle azioni che certi ordini sono capaci di generare.
Ci si chieda semplicemente se c’era davvero bisogno di tanta brutalità nell’agire e di tanta indifferenza nel soccorrere.
Non dimentichiamoci l’esperienza genovese della Diaz, dove la “macelleria messicana” di alcuni nei più diversi ruoli ha qualificato il nostro livello di civiltà e ha fatto vergognare e soffrire chiunque indossasse o avesse indossato un’uniforme di qualsiasi corpo di Polizia.
Stavolta sarà la Procura di Bologna a ricostruire quel che è successo al “Pilastro”. I pubblici ministeri prima, e i giudici poi, non avranno necessità di essere “esemplari” e calcare la mano nel valutare le prove multimediali dell’accaduto. E allora, come sempre o spesso succede, non mancherà chi sarà pronto a dare addosso ad una magistratura colpevole di non dimenticare che “la legge è uguale per tutti”.

Condividi48Condividi8
Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

POTREBBE INTERESSARTI

IL PRIMO ROBOT PER I BISOGNI NOTTURNI

di Umberto Rapetto
17/08/2026
0
IL PRIMO ROBOT PER I BISOGNI NOTTURNI

La pubblicità di un prodotto farmaceutico per chi ha problemi di prostata ha visto protagonista un povero disgraziato in pigiama che ogni volta doveva trovare una scusa diversa...

Leggi tuttoDetails

RANUCCI, LA TONNARA E LA MATTANZA

di Umberto Rapetto
14/08/2026
0
RANUCCI, LA TONNARA E LA MATTANZA

Senza andare a Favignana o in altri luoghi culto della tradizione, chi voleva vedere la cattura del tonno è stato appagato dai giornali che in questi giorni non...

Leggi tuttoDetails

SANT’ANNA DI STAZZEMA E LA VOGLIA DI FAR PULIZIA

di Umberto Rapetto
12/08/2026
0
SANT’ANNA DI STAZZEMA E LA VOGLIA DI FAR PULIZIA

Sono passati 82 anni esatti e ancora si parla di rastrellamenti con una disinvoltura straordinaria, quasi fosse il raccontare di scampagnate o il vantare la conoscenza dei segreti...

Leggi tuttoDetails

IL RASTRELLAMENTO DEL BOSCO DI ROGOREDO

di Umberto Rapetto
10/08/2026
0
IL RASTRELLAMENTO DEL BOSCO DI ROGOREDO

A Milano non serve un buon amministratore, capace di farsi carico dei mille problemi di una metropoli e di coordinare persone preparate ed oneste disposte ad affrontare una...

Leggi tuttoDetails
Prossimo post
L’INTELLIGENCE DEGLI ASSIRI (PRIMA PARTE)

L’INTELLIGENCE DEGLI ASSIRI (SECONDA PARTE)

ARTICOLI CORRELATI

ITALIAN PRIDE

ITALIAN PRIDE

03/06/2025
BARICCO, ABEL E LA METAFISICA

BARICCO, ABEL E LA METAFISICA

14/12/2024
CARO ELON, PERMETTE QUALCHE DOMANDA?

SE TRUMP PERDE, SONO FOTTUTO. PAROLA DI ELON MUSK

31/10/2024
INTELLIGENZA ARTIFICIALE: QUALE RISPONDE MEGLIO SENZA INVENTARE NULLA?

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: QUALE RISPONDE MEGLIO SENZA INVENTARE NULLA?

03/09/2025
IL VECCHIO GRIGIO È IL NUOVO VERDE

IL VECCHIO GRIGIO È IL NUOVO VERDE

14/04/2026
I “SOCIAL” E LA LORO FAME DI DATI

I “SOCIAL” E LA LORO FAME DI DATI

10/01/2024

PRIVACY

  • Informativa Privacy
  • Informativa cookie

TAG

Accenture ACN AGID ai alessio butti anorc anorc professioni butti chatGpt contenuti Cospito diversità doglover FACEWATCH Franco Roberti Frattasi google governo inclusione intelligenza artificiale massi migranti nadia gullo Paolo zangrillo Piantedosi putin razza servizi segreti SOUTHERN CO-OP spie whatsapp zangrillo

© 2022 GIANO.news

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • EDITORIALI
  • TECNOLOGIA
  • ENERGIA
  • DIFESA
  • SCENARI
  • SANITÀ
  • ECONOMIA
  • CITTADINI E MINORI
  • LEGALITÀ
  • AVVISO AI NAVIGANTI
  • RIFLESSIONI
  • ANDANDOVEDENDO

© 2022 GIANO.news