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IL PENTIMENTO DI CHI STRILLAVA “LO RIFAREI SUBITO”

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
19/07/2026
in EDITORIALI
IL PENTIMENTO DI CHI STRILLAVA “LO RIFAREI SUBITO”
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TE LO LEGGO IO

Davanti alle telecamere – consapevole della gravità delle sue affermazioni, conscio di esser visto da centinaia di migliaia o addirittura milioni di spettatori, certo di trovare il consenso o persino l’ammirazione di incazzati suoi simili, erroneamente convinto di farla franca – Mario Roggero ha sbraitato “Subito, lo rifarei subito”.
Nel corso di un talk show particolarmente apprezzato dai fanatici dell’implacabile pugno di ferro, l’omicida plurimo ha risposto così al suo interlocutore che gli domandava se mai avrebbe sparato di nuovo successivamente ad un episodio di minaccia o di violenza.

https://www.giano.news/wp-content/uploads/2026/07/video-roggero.mp4

Adesso, lontano dai riflettori e soprattutto dietro alle sbarre, dice che non ripeterebbe un errore del genere dimostrando o credendo di dimostrare un profondo pentimento.
Si disperano per lui parecchi politici a corto di idee per raddrizzare il Paese, ma convinti che questa vicenda sia la miglior esca per far abboccare sostenitori immediati ed elettori futuri.
C’è chi lo va a trovare in carcere, chi lo vorrebbe candidato a dispetto dei vincoli normativi che lo vietano assolutamente, chi gli assicura sostegno economico, chi – digiuno di diritto e sostanzialmente analfabeta civico – gli promette una estensione temporale e spaziale della legittima difesa….
L’Italia si è così spaccata in due, da una parte quelli che comprendono l’esasperazione del pistolero ma riconoscono che nessuno stato d’animo possa calpestare le leggi, dall’altra quelli che si dichiarano patrioti e ritengono naturale che il cittadino si sostituisca allo Stato fino ad arrivare all’applicazione della pena di morte per chiunque abbia commesso reati.
La cosa più incredibile è che a fare il tifo per il signor Roggero ci siano moltissimi appartenenti alle Forze di Polizia, istituzioni che l’omicida ha pubblicamente sbeffeggiato nei suoi interventi televisivi ritenendoli inefficienti e incapaci di fare il loro lavoro e a cui ha ritenuto di sostituirsi.
Gli stessi operatori delle Forze dell’Ordine – cui la politica (che ne disconosce i veri problemi) promette e spergiura aumenti salariali, potenziamenti di organico, miglioramento dell’efficienza – non si accorgono della gravità delle offese che il tizio esprime con violenza verbale e con la superbia di chi reputa di poter fare da solo.
La sicurezza pubblica è un tema serio, incredibilmente spinoso, certo non prerogativa della destra (e tantomeno di quella estrema), destinato a non avere soluzioni immediate ma ad imporre un faticoso piano di recupero per riacquisire il controllo della situazione.
Mario Roggero ha ideologicamente ucciso anche la folta schiera di carabinieri, poliziotti, finanzieri che ogni giorno con enorme sacrificio cercano di tenere a galla la barca della legalità, crivellata di colpi dai mille Kalashnikov morali che partono dal cattivo esempio degli amministratori pubblici e arrivano alle più efferate violenze domestiche o ai racket che spadroneggiano sul territorio.
Fare il tifo per un assassino significa puntare il dito verso chi fa il proprio dovere e che, se non ci riesce, lo deve all’impossibilità in cui è stato calato da cacciatori di voti che si sono dimenticati della parola data in campagna elettorale, gli stessi soggetti che – cowboy e amazzoni del consenso – sanno cavalcare le emozioni e la paura ma con altrettanta abilità tradiscono chi incautamente ha messo nelle loro mani sincera fiducia e inossidabile speranza.
Schieramenti e partiti, che magari hanno in squadra personaggi che hanno guadagnato l’attenzione di investigatori e pubblici ministeri, probabilmente alla efficienza delle forze dell’ordine preferiscono il bricolage della giustizia, dove ognuno è libero di provvedere – senza costi per lo Stato – a regolare i conti con chicchessia.
Chi vuol fare carriera, ambisce ad un incarico o sogna una particolare destinazione geografica, non batte certo i pugni sul tavolo di chi ha assicurato di fare qualcosa per categorie professionali meritevoli di una profonda ristrutturazione operativa, logistica, morale ed etica che non vede mai l’alba.
A chi è stato turlupinato dagli affabulatori, il boccone continua ad andar giù come se nulla fosse. E adesso apprezza chi ha detto che non può certo aspettare mezz’ora che arrivi la polizia e che si fa prima a provvedere autonomamente.
Sarebbe venuto il tempo di cambiare rotta e invece ci si tuffa nelle fauci dei tempestivi arruffapopoli, che stavolta si mangeranno il Paese senza nemmeno sputarne le ossa.
Il Paese ha una irresistibile vocazione masochista. La più recente manifestazione la si osserva con l’adorazione di leader dal fare marziale, deciso, violento, impermeabile al buon senso.
E’ il momento del “ci pensa lui”. E’ il momento – parole sue – della feccia.
Un domani, il pentimento sarà poco credibile come quello di Roggero.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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