Davanti alle telecamere – consapevole della gravità delle sue affermazioni, conscio di esser visto da centinaia di migliaia o addirittura milioni di spettatori, certo di trovare il consenso o persino l’ammirazione di incazzati suoi simili, erroneamente convinto di farla franca – Mario Roggero ha sbraitato “Subito, lo rifarei subito”.
Nel corso di un talk show particolarmente apprezzato dai fanatici dell’implacabile pugno di ferro, l’omicida plurimo ha risposto così al suo interlocutore che gli domandava se mai avrebbe sparato di nuovo successivamente ad un episodio di minaccia o di violenza.
Adesso, lontano dai riflettori e soprattutto dietro alle sbarre, dice che non ripeterebbe un errore del genere dimostrando o credendo di dimostrare un profondo pentimento.
Si disperano per lui parecchi politici a corto di idee per raddrizzare il Paese, ma convinti che questa vicenda sia la miglior esca per far abboccare sostenitori immediati ed elettori futuri.
C’è chi lo va a trovare in carcere, chi lo vorrebbe candidato a dispetto dei vincoli normativi che lo vietano assolutamente, chi gli assicura sostegno economico, chi – digiuno di diritto e sostanzialmente analfabeta civico – gli promette una estensione temporale e spaziale della legittima difesa….
L’Italia si è così spaccata in due, da una parte quelli che comprendono l’esasperazione del pistolero ma riconoscono che nessuno stato d’animo possa calpestare le leggi, dall’altra quelli che si dichiarano patrioti e ritengono naturale che il cittadino si sostituisca allo Stato fino ad arrivare all’applicazione della pena di morte per chiunque abbia commesso reati.
La cosa più incredibile è che a fare il tifo per il signor Roggero ci siano moltissimi appartenenti alle Forze di Polizia, istituzioni che l’omicida ha pubblicamente sbeffeggiato nei suoi interventi televisivi ritenendoli inefficienti e incapaci di fare il loro lavoro e a cui ha ritenuto di sostituirsi.
Gli stessi operatori delle Forze dell’Ordine – cui la politica (che ne disconosce i veri problemi) promette e spergiura aumenti salariali, potenziamenti di organico, miglioramento dell’efficienza – non si accorgono della gravità delle offese che il tizio esprime con violenza verbale e con la superbia di chi reputa di poter fare da solo.
La sicurezza pubblica è un tema serio, incredibilmente spinoso, certo non prerogativa della destra (e tantomeno di quella estrema), destinato a non avere soluzioni immediate ma ad imporre un faticoso piano di recupero per riacquisire il controllo della situazione.
Mario Roggero ha ideologicamente ucciso anche la folta schiera di carabinieri, poliziotti, finanzieri che ogni giorno con enorme sacrificio cercano di tenere a galla la barca della legalità, crivellata di colpi dai mille Kalashnikov morali che partono dal cattivo esempio degli amministratori pubblici e arrivano alle più efferate violenze domestiche o ai racket che spadroneggiano sul territorio.
Fare il tifo per un assassino significa puntare il dito verso chi fa il proprio dovere e che, se non ci riesce, lo deve all’impossibilità in cui è stato calato da cacciatori di voti che si sono dimenticati della parola data in campagna elettorale, gli stessi soggetti che – cowboy e amazzoni del consenso – sanno cavalcare le emozioni e la paura ma con altrettanta abilità tradiscono chi incautamente ha messo nelle loro mani sincera fiducia e inossidabile speranza.
Schieramenti e partiti, che magari hanno in squadra personaggi che hanno guadagnato l’attenzione di investigatori e pubblici ministeri, probabilmente alla efficienza delle forze dell’ordine preferiscono il bricolage della giustizia, dove ognuno è libero di provvedere – senza costi per lo Stato – a regolare i conti con chicchessia.
Chi vuol fare carriera, ambisce ad un incarico o sogna una particolare destinazione geografica, non batte certo i pugni sul tavolo di chi ha assicurato di fare qualcosa per categorie professionali meritevoli di una profonda ristrutturazione operativa, logistica, morale ed etica che non vede mai l’alba.
A chi è stato turlupinato dagli affabulatori, il boccone continua ad andar giù come se nulla fosse. E adesso apprezza chi ha detto che non può certo aspettare mezz’ora che arrivi la polizia e che si fa prima a provvedere autonomamente.
Sarebbe venuto il tempo di cambiare rotta e invece ci si tuffa nelle fauci dei tempestivi arruffapopoli, che stavolta si mangeranno il Paese senza nemmeno sputarne le ossa.
Il Paese ha una irresistibile vocazione masochista. La più recente manifestazione la si osserva con l’adorazione di leader dal fare marziale, deciso, violento, impermeabile al buon senso.
E’ il momento del “ci pensa lui”. E’ il momento – parole sue – della feccia.
Un domani, il pentimento sarà poco credibile come quello di Roggero.












