Un Paese strano il nostro, dove – per diventare un eroe o un simbolo – basta incarnare il più becero sentimento di vendetta, rincorrere tre delinquenti in fuga per cercare di sterminarli a dispetto del porto d’arma scaduto e una pistola indebitamente impugnata a spasso, sparargli senza che questi minaccino e purtroppo ucciderne solo due.
La claque che oggi osanna il signor Roggero è meno spietata dei gestori dei tiro a segno nelle fiere delle sagre cittadine. Loro, infatti, non avrebbero perdonato l’aver mancato il terzo bersaglio, ritenendo la prova insufficiente ad aggiudicarsi il peluche riservato a chi totalizza tre centri.
Larga parte della popolazione italica si è infervorata per decretare la “grazia” per un omicida volontario, ritenendolo una sorta di moderno Zorro o Robin Hood, capace di fare quel che sembrerebbe essere il sogno nel cassetto di tanti intolleranti non al glutine ma alla sicurezza calpestata e inconsapevolmente alla latitanza di chi dovrebbe garantirla.
In un attimo torme di giuristi – faticosamente formatisi su pagine e pagine di “Strano ma vero” e “Lo sapevate che…” dell’enciclopedica Settimana Enigmistica – hanno sancito l’inderogabile necessità di un provvedimento di Grazia, dimenticando le prerogative del Capo dello Stato e rinunciando a quel “Santo subito” che sarebbe stato traguardo ben più ragionevole.
L’encomiabile comportamento di Mario Roggero viene riconosciuto come autorevole modello di una nuova “Riforma della Giustizia”, quella che prevederebbe un solo grado di giudizio, per direttissima, senza dispendiosi appelli e ricorsi per Cassazione e con l’unificazione delle carriere che permette al singolo cittadino di essere pubblico ministero, giudice e boia.
A chi non esita a dire “Roggero è uno di noi”, va detto che è molto più di uno di noi.
Ben oltre il “chi fa da sé, fa per tre”, ha dato prova di saper dar forma persino ai modulati avvertimenti di Rosanna Fratello e al suo “non sono sola, ho quattro fratelli, non scordare che ho quattro fratelli”.
Ne sa qualcosa il fidanzato della figlia cui la ragazza non ha mai cantato al suo moroso “Sono una donna non sono una santa”, costringendo il babbo ad una performance persuasiva sempre con una convincente pistola indirizzata al giovanotto e alla sua famiglia.
Roggero in quella circostanza si palesò come il tedoforo delle tradizioni, dell’onore da salvaguardare, ma nessuno prese le sue parti… E’ venuto il momento di farsi perdonare…
Mentre il TIME si accinge a metterlo in copertina come “uomo dell’anno”, cosa si aspetta a fare un sit-in fuori dalla struttura penitenziaria che a dispetto della volontà popolare lo tiene in custodia?












