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RINUNCIARE ALLA PROPRIA SOVRANITÀ

Luca Anedda di Luca Anedda
08/07/2026
in SCENARI
RINUNCIARE ALLA PROPRIA SOVRANITÀ
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TE LO LEGGO IO

Non capita di frequente di assistere al suicidio politico di uno Stato sovrano. In passato abbiamo visto Governi sottomettersi ad altri sotto la pressione delle armi, oppure attraverso la corruzione profonda delle strutture burocratiche. Si pensi allo sfruttamento delle risorse africane da parte di molti Paesi occidentali: bastava pagare lautamente il “Presidente” di turno, magari installato previo colpo di stato, ed il gioco era fatto. Si aveva via libera al saccheggio delle preziose risorse che lo sfortunato stato poteva offrire, lasciando languire la popolazione in una condizione di sottosviluppo e di fame. Un film visto molte volte.
Ma ciò a cui stiamo assistendo negli Stati Uniti è davvero senza precedenti.
Il fatto che sia una Super potenza militare ed industriale ad abdicare volontariamente la sua indipendenza strategica in favore di uno Stato, non più grande del più piccolo dei suoi Stati, è semplicemente impensabile.
Ma andiamo con ordine.
Ogni anno il Congresso degli Stati Uniti deve approvare il “National Defense Authorization Act”, che semplificando, è il bilancio 2027 della Difesa Americano (ora rinominato da Trump ministero della Guerra).
Per il 2027, Trump sta richiedendo al Congresso di stanziare 1500 miliardi di dollari contro il precedente budget di 961 miliardi del 2026. Come si vede un aumento gigantesco: si pensi che la Cina spende 318 miliardi e la Russia 150 miliardi.

Dentro questo provvedimento di oltre 1000 pagine è stato inserito una sezione, prima denominata 224 poi diventata 219 nella quale si stabilisce, per legge appunto, la totale simbiosi tra USA e Israele nell’ambito di questo bilancio.

Questa sezione 219 obbliga il Segretario della Guerra a nominare un coordinatore unico (Executive Agent, E.A.) che avrà pieni poteri, e dovrà stabilire le modalità per integrare Israele nei vari settori della Difesa, quali ad esempio: operazioni anti-droni, missili e difesa aerea, computer quantistici, Intelligenza Artificiale e sistemi autonomi, cyber e electronic warfare, laser, co-produzione industriale, ricerca e sviluppo.
I poteri di questo Executive Agent saranno superiori a qualsiasi Capo Dipartimento della Difesa; ciò significa che l’E.A. potrà bocciare qualsiasi iniziativa o proposta proveniente delle altre Agenzie del Dipartimento della Guerra.
L’Executive Agent non sarà soggetto al controllo del Congresso ma solo a quello del Ministro della Guerra. Non sarà necessaria per questa figura, l’approvazione del Congresso, né quest’ultimo potrà rimuoverlo. Nella versione approvata dal Senato Americano si parla anche di consultazioni con il Ministro della Difesa di Israele per le linee guida da far seguire all’E.A.
Come si può intuire facilmente, la portata di questa sezione 219 è enorme. Gli Stati Uniti si propongono di condividere con Israele i più profondi segreti in settori cruciali per la sicurezza nazionale. Basti pensare al settore dell’Intelligenza Artificiale, dello sviluppo dei computer quantistici e delle biotecnologie. Fino ad ora questi settori erano coperti dal più alto grado di segretezza; in futuro Israele potrà utilizzarle a suo piacimento, anche come “merce “di scambio con Paesi terzi. Non dovendo rispondere alla Costituzione Americana ma solo ad i propri interessi, Israele potrebbe trarre vantaggio nel divulgare notizie anche Top Secret, a Paesi come Russia, Cina, India se ciò fosse conveniente per i suoi interessi.
Ad oggi non è noto chi abbia inserito questa sezione 219 (prima 224) nelle pieghe di queste 1000 pagine di Legge. Da notare che fino ad ora non è stato consentito il dibattito su questo specifico articolo.
Poche le voci che denunciano questa questione.
Tra esse vi è l’ex Deputato Dennis Kucinich, dell’Ohio.

Nel suo “substack” ha denunciato il 2 luglio ciò che sta per accadere ed ha messo in guardia il Congresso dal permettere che questa Legge passi così com’è. “Si tratterebbe di un tradimento della Costituzione Americana”: così si è espresso senza mezzi termini l’ex Deputato, aggiungendo che associare gli Stati Uniti e le sue ricerche militari ad uno Stato che è accusato di commettere genocidio verso il popolo palestinese, e che usa lo strumento militare in una maniera non conciliabile con i principi morali dell’America, sarebbe imperdonabile.
La popolarità dello Stato di Israele e del Governo Netanyahu nel mondo ha raggiunto un livello bassissimo. Il sentimento di condanna, per ciò che è stato commesso a Gaza e per ciò che ancora sta accadendo non solo nella Striscia, ma in Cisgiordania, Libano, ed Iran, è davvero unanime.
L’Istituto di ricerca PEW ha condotto un sondaggio piuttosto capillare, tra febbraio e maggio 2026 sulle politiche militari di Israele e del suo Governo. I risultati sono molto chiari e nonostante il comportamento delle Leadership di molti governi sia di segno opposto, la maggioranza dei popoli condanna senza appello il comportamento di Israele.

Negli Stati Uniti, dice Kucinich, quando si tratta di Israele, il principio della libertà di parola e di espressione viene violato pesantemente e costantemente. Anche in Europa vi sono alcuni Stati che proibiscono e reprimono qualsiasi dibattito sulle politiche di Israele.
Eppure, come si vede chiaramente dal grafico, la condanna è davvero unanime e senza appello. Anche se ha completamente perso tutto il capitale di consenso popolare accumulato dal dopoguerra, il progetto Sionista va avanti grazie alle potenti lobby che controllano i centri di potere che contano davvero. Riuscire ad acquisire il completo controllo del congresso americano come Kucinich ci svela, da il senso della misura di quali leve siano in grado di produrre. Per la verità anche in Europa di fronte alle scene raccapriccianti che ci arrivano dal Medio Oriente assistiamo a silenzi davvero incomprensibili della politica.
Allora se volete sapere come andrà a finire non dovrete aspettare molto: già dal 13 Luglio, quando il Congresso si riunirà di nuovo, si potrà capire se questo “golpe” andrà in porto oppure no.
Sapremo così se, adesso anche per Legge, sarà Israele a comandare il Risiko mondiale.

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Luca Anedda

Luca Anedda

Luca Anedda è nato a Cagliari il 24 Dicembre 1958. Ha conseguito la Maturità Scientifica presso la Scuola Militare Nunziatella negli anni 1973-1977. Entrato in Accademia Aeronautica con il Corso Turbine 3, ha conseguito il brevetto di pilota militare negli Stati Uniti (Columbus A.F.B. Mississippi), al termine del quale è inviato a frequentare il corso di “Fighter Lead in Training” presso la Base Aerea di Holloman in New Mexico (U.S.A.). Successivamente viene assegnato al 5to Stormo di Rimini dove consegue la “Combat Readiness” su velivolo F104 come pilota Caccia intercettore. Dopo aver frequentato la Scuola di Guerra Aerea di Firenze con il grado di Capitano, viene promosso Maggiore ed inviato come Istruttore presso la scuola di volo NATO di Sheppard A.F.B. negli Stati Uniti, dove ricopre vari incarichi di rilievo. Rientrato in Italia con il grado di Tenente Colonnello, nel 1994 ricopre prima il ruolo di Capo Ufficio Operazioni del 5to Stormo di Rimini, e successivamente quello di Comandante del 23mo Gruppo Caccia Intercettori. Nel 1996 entra in Alitalia e diventa Comandante su Velivolo MD80. In Alitalia ricopre anche il ruolo di Quality safety Auditor e svolge numerose audit presso Compagnie come Air China, Kenia Airways. Laureato in Scienze Aeronautiche, è diventato consulente presso G.E.D.A. società di aviazione e consulenza nel settore sia di ala fissa che rotante. Attualmente risiede in Inghilterra ed è Comandante esaminatore di volo presso Stobart air. Ha al suo attivo oltre 16.000 ore di volo di cui 3.000 su velivoli militari. Sposato con Tiziana, ha tre figli: Gabriella, Alessio e Isabella.

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