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FARSI FREGARE DAGLI HACKER E AVER LA FORTUNA DI NON CONOSCERE LA VERGOGNA

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
29/06/2026
in EDITORIALI
FARSI FREGARE DAGLI HACKER E AVER LA FORTUNA DI NON CONOSCERE LA VERGOGNA
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TE LO LEGGO IO

Un messaggio di posta elettronica con oggetto “Comunicazione di violazione dei dati personali ai sensi dell’art. 34 del Regolamento UE 679/2016” sta arrivando a chi ha comprato biglietti o si è registrato sul portale della società pubblica di trasporto ferroviario.
Pur titolare di una Carta Freccia non l’ho ancora ricevuta e non so cosa pensare. I miei dati sono sfuggiti alla bestiale razzia che gli hacker hanno fatto in quegli archivi elettronici sette mesi fa oppure il gestore si è semplicemente dimenticato di avvisarmi?
La mail – che sta rimbalzando su Internet – arriva da “noreply@info.trenitalia.it” ovvero da un indirizzo che non consente di rispondere e interloquire con il mittente. Il sistema è diffuso e ha due sostanziali ragioni di esistere. La prima è evitare un disordinato flusso di richieste che sarebbe difficile gestire. La seconda è scongiurare un fenomeno virale di bestemmie e insulti da parte dell’utenza che, così sfogando la propria rabbia, darebbe prova di maleducazione e di pervicace blasfemia.
Il tono della missiva è estremamente assertivo e fa capire con quanta attenzione gli informatici del Gruppo FS e dei suoi fornitori tecnologici si siano adoperati per capire cosa era successo e, soprattutto, finito sui giornali già a novembre dell’anno passato. I giornali fanno presto a parlare di “data breach” o di altre scorribande dei moderni pirati e quindi anche certe rivelazioni clamorose non devono far sussultare chi le legge e magari pensa di doversi preoccupare.
Hanno fatto bene a prendersi tutto questo tempo che il legislatore non ha ritenuto necessario e ha ridotto a 72 ore. E così che si spiega la frase “Per individuare con precisione i soggetti interessati potenzialmente coinvolti è stato necessario svolgere approfondite analisi tecniche e di sicurezza da parte delle nostre strutture IT. Queste verifiche hanno richiesto tempo, perché si è trattato di ricostruire nel dettaglio eventuali accessi impropri ai dati.”
Uno sforzo titanico. Sembra di capire, infatti, che i tecnici abbiano preso uno ad uno i viaggiatori per vedere se erano “potenzialmente coinvolti”. Un lavoro certosino, gomma e matita alla mano, lente di ingrandimento e altri attrezzi del mestiere usati con maestria, ha consentito di render noto che “Solo al termine di queste attività siamo stati in grado di identificare i clienti interessati e inviare questa comunicazione”.
Il cliente del Gruppo FS non deve preoccuparsi perché le informazioni rubate sono poca roba: dati anagrafici e identificativi (nome, cognome, data e luogo di nascita del passeggero; nome e cognome dell’eventuale acquirente), dati di contatto (e-mail, numero di telefono), dati di viaggio (informazioni associate al titolo di viaggio, quali, a titolo esemplificativo, tratta, data e orario del viaggio, numero del titolo di viaggio), codice carta fedeltà ove associato al titolo di viaggio, Società/ Ente datore di lavoro, tipologia di offerta o servizio associata al titolo di viaggio e dati necessari a fruire di dette offerte, estremi documento d’identità, dati connessi alla generazione del titolo di viaggio…
Poca roba, tutto sommato. Poca roba, ma sufficiente a spianare la strada a chi vuol rubare l’identità a poveri malcapitati che – dopo aver sopportato ritardi e disagi fruendo dei servizi ferroviari – adesso devono temere sgradevoli sorprese e magari persino fastidi legali o addirittura qualche guaio giudiziario.
La cosa più suggestiva dell’incresciosa vicenda è la stravagante concezione della riservatezza che campeggia negli uffici del Gruppo FS. La mail in questione chiude con un imperativo: “Le informazioni contenute in questo messaggio sono di natura riservata e per uso esclusivo del solo destinatario della presente. Qualunque utilizzo, divulgazione o copia esterna non autorizzata o non altrimenti consentita è rigorosamente vietataario della presente.”
A parte il “vietataario della presente” che sfugge anche agli etimologi più incalliti, sorprende che un messaggio che non contiene dati personali (perché nemmeno lo sfortunato destinatario è citato individualmente e si nasconde dietro ad un “gentile cliente”) possa violare la disciplina in materia di privacy o “costituire violazione di altre norme di legge, nonché integrare condotta perseguibile penalmente”.
Si ha la vaga impressione che chi ha redatto il testo abbia immaginato che così facendo si sarebbe evitata la divulgazione del misfatto, che invece ha riempito le pagine dei giornali e che sta per innescare la più spettacolare “class action” in grado di cannibalizzare le casse delle Ferrovie dello Stato.
Viene da pensare che il messaggio in posta elettronica lo abbiano scritto gli hacker – che ormai hanno tutti i dati degli sfigati (me incluso) che hanno comprato biglietti FS – quasi si trattasse dell’ultima beffa ad un colosso dei trasporti…
Purtroppo la mail è vera e lascia trapelare – ma forse è solo una mia impressione – una tracotanza che troverà argine solo quando in un giudizio civile emergeranno le responsabilità e si definiranno risarcimenti che non saranno le elemosine di quando si giunge alla stazione d’arrivo con ignobile ritardo…

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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