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IL SIGNORE DELL’ANELLO E IL SIGNORE DEGLI ANELLI

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
15/06/2026
in CHIACCHIERE ARTIFICIALI
IL SIGNORE DELL’ANELLO E IL SIGNORE DEGLI ANELLI
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TE LO LEGGO IO

Il Signore dell’anello, spero vorrà perdonare questa non del tutto ortodossa denominazione, ha lasciato perplessi non pochi dei lettori della sua lettera enciclica “Magnifica Humanitas sulla custodia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale”, pubblicata il 25 maggio 2026. Non ci si aspettava la citazione di Gandalf lo stregone, conosciuto in Sindarin, la lingua degli Elfi, con il nome Mithrandir, organizzatore e regista della Compagnia dell’Anello, le cui avventure vengono raccontate nel “Signore degli Anelli”, scritto da John Ronald Reuel Tolkien, meglio conosciuto come J.R.R. Tolkien (1892-1973).

Leone XIV, a sostegno della tesi, presentata nel paragrafo 212, “Tutti possiamo fare la nostra parte”, così fa parlare Gandalf nel paragrafo successivo:
“Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare”.

Il riferimento a Gandalf è stata una sorpresa che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro, o meglio ha consumato i polpastrelli dei tanti che si sono accaniti su una tastiera. Non è chiaro il perché, visto che già Papa Francesco aveva citato, nella sua omelia della notte di Natale nel 2023, una lettera di Tolkien al figlio, definendo lo scrittore “un grande narratore di imprese epiche”.
Inoltre, Gandalf è solito presentarsi a sorpresa. Lo Hobbit Bilbo si ritrova Gandalf il Grigio sulla soglia di casa. All’improvviso riappare poi, nel folto della foresta di Fangorn, davanti ad Aragon, erede al trono di Gondor, all’elfo Sindarin Legolas, figlio del re Thranduil e a Gimli, figlio di Glóin, nano della stirpe Didurin. Ora, dopo essere caduto nell’abisso di Moria e aver sconfitto il Balrog, è Gandalf il Bianco, resuscitato da Eru Ilúvatar, l’essere Supremo di Eä, il creatore assoluto dell’universo.

Da queste poche righe si evince la complessità del racconto del Signore degli Anelli, opera che ha impegnato l’autore per una decina di anni.

Due fattori spiegano l’eco generata dalla breve citazione nel paragrafo 212: la gioia dei tanti estimatori dell’opera nel vederla così messa in evidenza in un importante testo diffuso in tutto il mondo; ma anche lo stupore, per molti degli appassionati dell’universo della Terra di Mezzo, nello scoprire che esistono importanti collegamenti tra la Chiesa cattolica e Tolkien. Stupore ingiustificato perché Tolkien, traduttore di due libri della Bibbia di Gerusalemme, era molto impegnato nella vita cattolica: quando viveva a Oxford andava a messa ogni giorno.

Tolkien però non voleva che i suoi romanzi contenessero “allusioni dirette, o esplicite, al cristianesimo”, perché la sua storia doveva rimanere, “come ogni mitologia, in un passato lontano, non specificato”.
Non c’è riuscito appieno, troppo difficile per lui, se non impossibile, non impregnare il suo universo di un immaginario e dei valori legati alla sua fede e in particolare all’idea, centrale del cattolicesimo, che “tutti i protagonisti abbiano il loro libero arbitrio”.
Il che spiega perché alcune letture del “Signore degli Anelli” attribuiscano un simbolismo cristiano ad Aragorn (figura del Cristo re dotato di poteri di guarigione), a Frodo (che porta la “croce” dell’anello) e a Gandalf (resuscitato dalla morte dopo il suo sacrificio).

La filosofia, o la teologia, del Signore degli Anelli, sono tutto fuorché semplicistiche. Non è vero che ci siano solo i buoni e i cattivi. Tutti – Aragorn; Gandalf; Galadriel, il cui nome in Sindarin significa letteralmente “Fanciulla incoronata da una ghirlanda di luce radiosa”, Elfa fra le più potenti, della nobile stirpe dei Noldor, Signora di Lothlórien e custode dell’anello Nenya; l’immortale Elfo Elrond; Bilbo; Frodo… – tutti sono tentati dal male, in particolare dal desiderio di potere, ma sono capaci di rifiutarlo, magari con un qualche aiuto esterno.

La citazione nell’enciclica dal Signore degli Anelli contiene un chiaro messaggio inerente alla corruzione generata dal potere, indirizzato direttamente ai padroni della Silicon Valley. Molti di loro si dichiarano fan di Tolkien. Il Signore degli Anelli è il libro preferito di Elon Musk. Peter Thiel e Palmer Luckey hanno scelto parole tratte dal romanzo per nominare le loro aziende: Palantir, Mithril Capital, Anduril, Erebor. J. D. Vance, vicepresidente americano, di recente convertito al cattolicesimo, dalle conoscenze teologiche così approfondite da permettersi di essere molto critico nei confronti di Papa Leone, ha dichiarato che il romanzo di Tolkien ha forgiato la sua coscienza politica. A dire il vero è anche il libro di formazione e di ispirazione del programma politico della primo ministro Giorgia Meloni, ma ne parliamo più avanti.

Il messaggio di cui sopra si traduce in domande ai capi della Silicon Valley.
Siete schierati con Saruman, alias Curunír, o Curumo, già capo del Bianco Consiglio, primo degli Istari (i cinque stregoni inviati nella Terra di Mezzo), araldo della tirannia e dell’industrializzazione distruttiva, vittima del potere dell’Unico Anello?
Assumendo che l’Unico Anello, quello che governa e controlla tutti gli altri, sia la tecnologia, voi, signori della Silicon Valley, vi siete fatti corrompere e ubriacare dal potere che conferisce la tecnologia?
Come Saruman, nel perseguire obiettivi che considerate giusti, siete pronti a chiudere gli occhi di fronte al male che generate?

Chissà se hanno memoria delle parole che Gandalf rivolge a coloro che si perdono lungo la strada “come Saruman”: “non è mai troppo tardi per tornare sulla via della saggezza“. Un’affermazione che incorpora le idee di pentimento e perdono, che non sono solo del cristianesimo e del cattolicesimo.

Come anticipato, rivolgiamo il pensiero alla molto conservatrice Giorgia Meloni, devota del Signore degli Anelli, che ha fatto di questa passione privata una base della sua vita pubblica e dei suoi successi.
Nella sua autobiografia, “Io Sono Giorgia. Le mie radici, le mie idee” (Rizzoli, 2021), racconta di avere scoperto Tolkien a 11 anni. A 15 anni, militante del partito neofascista MSI, lei e i suoi compagni si travestono da eroi del libro, si riuniscono al suono del corno, ascoltano il gruppo “Compagnia dell’Anello” che suona “Il domani appartiene a noi”, l’inno generazionale della destra, reinterpretazione di un pezzo scritto per il musical “Cabaret”, in origine cantato da un giovane membro della Gioventù Hitleriana.
Nel 2008, ministro della gioventù nel governo Berlusconi IV, posa con una statuetta del mago Gandalf. Cita regolarmente Tolkien su Facebook: “Infedele è colui che dice addio quando la strada si oscura”.
Per la presidente del Consiglio, Il Signore degli Anelli è un programma politico. Il suo personaggio preferito, l’antidoto al potere, è Sam, lo hobbit Samvise Gamgee, in italiano Samplicio Gamgee, il vero eroe della saga, essenziale per sconfiggere Sauron e impedire il ritorno dell’Oscurità nella Terra di Mezzo: piccolo di statura, giardiniere di professione, timido di carattere, gentile, bon vivant, non arrivista, fedele compagno di Frodo Baggins.
Meloni trova nella Terra di Mezzo la sua Italia e negli hobbit, o negli umani, quando combattono ogni sorta di creature, una lezione per gli italiani di fronte all’Unione europea, al multiculturalismo, alla globalizzazione.
Questa “appropriazione” le consente di distinguersi dai neofascisti del dopoguerra che hanno attinto ai miti celtici e alle leggende nordiche per disegnare un universo muscoloso.
Lei, appartenente alla gioventù di estrema destra degli anni ’70, formatasi nei “Campi Hobbit” dal 1977 al 1981, trovando ingombranti le etichette “fascista”, o “neofascista”, esasperata nel vedere la sinistra dominare la cultura del Paese nel cinema, nel teatro, nella letteratura, o nell’arte contemporanea, si tuffa nel mondo di Tolkien per costruire un universo culturale, guadagnare in rispettabilità, disegnare un futuro presentabile, non palestrato.

Michel Guerrin, giornalista di “Le Monde”, il 30 settembre 2022 scrive: “Dopo la sua vittoria elettorale, sua sorella Arianna pubblica un lungo post su Facebook pieno di riferimenti a Tolkien, vedendo nello scrittore addirittura “la bussola” di una politica a venire, volta a ‘sradicare i campi malati per lasciare terre sane da coltivare a coloro che verranno dopo’ “.
Esattamente le stesse parole presenti nell’enciclica di Papa Leone XIV.
Fu puro caso? Semplice coincidenza?

Da lungo tempo gira la voce, alimentata anche dalla caratteristica particolare della sua firma dove sono presenti tre punti, che il Professor Tolkien fosse affiliato alla massoneria. Voce del tutto infondata, lui non lo era, alcuni membri della sua famiglia invece sì in logge di Londra e Birmingham ed è certamente cresciuto in un’ambiente dove i valori massonici erano ben conosciuti, hanno permeato la sua educazione, lo hanno spinto a trovare significati cristiani profondi nei miti e nelle credenze.

Gli stessi valori si ritrovano nel Signore degli Anelli: la Fratellanza, ovvero l’amicizia incondizionata che unisce la Compagnia dell’Anello; il già citato Libero Arbitrio che si traduce nella lotta contro il destino imposto e l’esaltazione della responsabilità individuale; l’Arte e la Costruzione con la cultura del “fare”, della creatività e del lavoro artigianale.
Per non parlare di elementi e metafore presenti nell’opera che mostrano notevoli parallelismi con l’immaginario massonico: la “Porta di Moria”, ingresso occidentale delle miniere dei Nani, su cui Tolkien disegnò un arco sormontato da sette stelle e un martello (o una corona), iconografia che richiama il simbolismo dell’Arco Reale massonico; l’”Occhio di Sauron”, il Signore Oscuro, che tutto vede e domina, viene spesso associato allegoricamente all’occhio onniveggente; i ”Figli della vedova”, menzionati da Gandalf ne Lo Hobbit, che nel gergo iniziatico ed esoterico rinvia al mito di Hiram Abif, l’architetto del Tempio di Salomone, descritto nei testi sacri: Libri dei Re e delle Cronache.

L’enciclica di Papa Leone propone gli stessi temi, non perché siano massonici, ma perché sono identicamente presenti nel cristianesimo.
Secondo Monsignor Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia, quella massonica è una eresia. Una scelta dottrinale deviante rispetto all’insegnamento ufficiale della Chiesa. Però, in origine, “eresia” identifica una “corrente filosofica”, una scelta di pensiero. La si rifiuta se troppo diversa, o troppo uguale.

Di certo, la presenza di Gandalf nella “Magnifica Humanitas” è stata voluta da Papa Leone XIV. Sapeva cosa stesse facendo,
La domanda da porsi è se siano stati previsti e voluti gli effetti secondari:
consolidare i rapporti della Curia con l’attuale governo italiano; migliorare le relazioni con l’importante massoneria statunitense; inviare un chiaro messaggio ai potenti della Silicon Valley e tacitare i molti, non graditi, interventi della Casa Bianca.

Fu puro caso? Semplici coincidenze?
Se le coincidenze sono superiori a una, si ha a che fare con una logica.
Non per nulla il Santo Padre ha una laurea in matematica.

 

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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