Molte coppie straniere di fama internazionale scelgono il nostro Paese per celebrare le proprie nozze in località famose e prestigiose. I nubendi ed i loro invitati non festeggiano il rito con un “mordi e fuggi”, come molti italiani sono costretti a passare le loro vacanze per problemi economici.
Si fermano per alcuni giorni nel luogo prescelto dando lustro alla località e un ovvio ritorno economico di tutto riguardo: fama, alberghi, ristoranti, tasse di soggiorno per i Comuni, acquisti e altro. Non sono coppie “normali” per cui i festeggiamenti sono un’occasione unica per i centri prescelti.
Fin qui nulla di male, anzi, l’Italia non può che essere fiera di essere un Paese ricercato per le sue tantissime qualità artistiche, culturali, culinarie e tante altre.
Questi appartenenti all’high society ne fanno un motivo di esibizione e prestigio, ostentazione delle loro possibilità. Non sono certo indigenti o persone con un reddito medio basso o vicino alla soglia di povertà.
Ancora una volta il fatto che costoro portino nel nostro Paese somme di tutto riguardo non può essere che un fatto positivo per tutti.
Per giorni ne parlano le televisioni e alcuni periodici ci vivono per settimane. In definitiva un bel business per molti.
In tutto questo gossip e glamour vi sono dei risvolti poco simpatici per il contribuente, sembrerà strano.
Parliamo di nozze di persone ricchissime, non di personaggi di Stato. Non è un G7 o un G20 o nozze reali o di Capi di Stato o un qualsivoglia convegno internazionale dove partecipano personalità da tutelare.
In occasione di questi eventi mondani, si sottolinea del tutto privati, lo Stato italiano concorre con l’impiego di Forze dell’Ordine per la sicurezza degli sposi e dei loro invitati.
Non si contentano delle vigilanze private, a loro totale carico di spesa, ma ottengono il contributo delle nostre Forze di Polizia a loro tutela.
Le vigilanze e le agenzie di sicurezza sono sempre pagate dagli organizzatori degli eventi privati, in qualsivoglia occasione.
Le Forze di Polizia vengono pagate dal cittadino italiano, ovvero il contribuente. Vi è un ulteriore elemento: sono donne e uomini sottratti ai loro compiti istituzionali quotidiani. Lamentele sulle carenze di organico se ne sentono quasi ogni giorno; perché disperdere queste energie?
Qualcuno dirà: se accade qualcosa di spiacevole nessuno verrà più in Italia a sposarsi e festeggiare. Anche se vengono perpetrati reati per carenza di controllo, causa impiego non istituzionale delle Forze di Polizia, non è un fatto positivo.
Chiediamoci: perché il contribuente deve pagare ed avere un servizio con meno personale per un certo tempo? Il servizio di uomini e donne delle Forze di Polizia non può essere pagato dai privati in quanto è pubblico. Probabilmente non faranno neanche donazioni ai Fondi di Assistenza o degli Orfani che sarebbero possibili e del tutto legittimi. Come diceva il grande Totò: “e noi paghiamo!”.
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