La manovra pubblicitaria è riuscita meglio di quella stradale. Il popolo del “mondo al contrario” ha apprezzato moltissimo il messaggio promozionale con cui un importante rappresentante di Futuro Nazionale ha voluto concretizzare i concetti basilari della filosofia del movimento.
Il libro che costituisce il Vangelo del crescente partito aveva bisogno di una immagine, perché a volte una foto vale più di mille parole. Ma ad onor del vero – pur con tutti gli sforzi compiuti dal gregario del Lider Maximo – il cappottamento del veicolo non è riuscito e la rotazione finale – che doveva lasciare l’auto poggiata sul tetto dell’abitacolo – non c’è stata.
Qualcuno nei ranghi del Generalissimo parla in realtà di un maldestro tentativo di rubare la scena a chi ha ben salde le redini del partito. Lui avrebbe sicuramente completato il giro e non avrebbe nemmeno fatto un graffio alla carrozzeria, testimoniando così anche l’esistenza del suprematismo al volante che ancora non è stato rivendicato.
Il protagonista da tempo covava il desiderio di esprimere una bellicosità proporzionale a chi – dopo Sandokan – aveva dimostrato al mondo la più grintosa capacità di affrontare qualunque pericolo a mani nude, con il pugnale o con un rambesco fucile mitragliatore con il nastro delle cartucce a tracolla.
Quella famosa notte di Capodanno il colpo esploso con un pistolino da borsetta era solo l’anteprima di una sfida all’ultima pallottola e non un banale incidente come uno dei tanti con i i mortaretti nei Quartieri Spagnoli partenopei.
In un pianeta strapopolato di ignavi e imbelli, si può mai criticare e condannare la voglia di emergere, di spiccare, di primeggiare?
Non capisco chi si è affrettato a fare commenti caustici sul tentativo di emulare le gesta del Gran Capo o di regalare un tassello alla nascente iconografia di una coalizione ogni giorno più ricca di adepti.
Chi insiste con l’escludere la presenza di almeno trenta centimetri d’acqua sulla strada, l’oleosa viscidità dell’asfalto anche quando è asciutto, l’impossibilità umana di contrastare un tornado che si è aggiunto al diluvio, sbaglia e sbaglia di grosso.
La situazione caotica che si è venuta a creare ha persino portato a rilevare fallacemente un tasso alcolemico doppio rispetto a quello consentito dal Codice, circostanza che comprova che alla furia degli elementi si è aggiunta anche una presumibile instabilità dei reagenti e dei misuratori utilizzati per il test.
Non capisco perché non credere alle parole di un deputato della Repubblica e far invece affidamento ad un verbale di una pattuglia che lavora a dispetto delle intemperie o al resoconto dei vigili del fuoco intervenuti per recuperare il mezzo finito oltre il guard-rail.
Vox populi concorda nel dire che se l’auto è uscita dalla carreggiata è perché era un “fuoristrada” che ha solo voluto tenere fede alla categoria di appartenenza.
E poi perché nessuno si è permesso di notare la stella sul fronte anteriore della vettura che ne identifica la casa costruttrice? Non si apre bocca per paura della grande azienda?
Si dica piuttosto di che modello si tratta, visto che le fotografie non ne consentono un perfetto riconoscimento. Si faccia informazione per evitare che altri – convinti dell’affidabilità di un veicolo tedesco – si trovino un domani sbeffeggiati dall’opinione pubblica…
Dopo il flop balistico di quel 31 dicembre e la giravolta riuscita a metà, non si pensi che l’eroico parlamentare si fermi. Visto che per un breve periodo non potrà guidare la macchina, il desiderio di guidare almeno il partito magari si è irrobustito.
La prossima mossa lo vedrà indossare una vestaglietta leopardata in riva al mare?
Niente paura. Non se ne parla già più. Come se nulla fosse successo.
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