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I COCCI DI FORENZA, DA MONTALE A GAUDÌ

Pasquale Spiridione di Pasquale Spiridione
28/05/2026
in RIFLESSIONI
I COCCI DI FORENZA, DA MONTALE A GAUDÌ
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TE LO LEGGO IO

Il Nobel per la letteratura Eugenio Montale (Genova 1896 – Milano 1981), nella strofa conclusiva della poesia Meriggiare pallido e assorto, “andando nel sole che abbaglia”, sente “con triste meraviglia, com’è tutta la vita e il suo travaglio, in questo seguitare una muraglia, che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia”. Nel componimento – pubblicato nel 1925, nella sezione Ossi brevi della raccolta Ossi di seppia – il Poeta descrive il paesaggio ligure, deserto e battuto da un sole caldo, specie nelle ore centrali della giornata, segnate dal canto delle cicale. Con i suoi versi, rappresenta la vita inaridita, lo stato di abbandono dei luoghi e l’isolamento dell’individuo, imprigionato da quel muro reso invalicabile dai “cocci aguzzi di bottiglia”.
Molto più a sud, a Forenza, un piccolo borgo lucano di 1.700 abitanti, c’è chi ha fatto dei cocci non offendicula, non limite, ma luce, colore, energia. Un poliedrico artista del luogo, ha ricomposto sui muri, nei vicoli, sotto gli archi, sui tetti, i frammenti di una Forenza estinta, fatta di pezzi di ceramica, vetri e vasi. Nelle sue opere, con grande sensibilità, ha ridato vita ai cocci di oggetti ormai in frantumi, componendo decorazioni che nulla hanno da invidiare ai mosaici di Gaudì. La sua stupefacente fantasia ha creato un paradiso metafisico perfettamente fuso con l’ambiente rurale del piccolo borgo, da adottare come simbolo e speranza di rinascita della Lucania e – perché no? – di questa Italia a pezzi.
Nei siti archeologici, i cocci sono stati utilizzati per decifrare frammenti di civiltà passate. A Roma, tra il I e il III secolo d.C. ne sono stati accumulati così tanti da creare il Monte dei Cocci, composto da ciò che rimane di circa 25 milioni di anfore in terracotta, utilizzate per trasportare olio d’oliva ed altre merci.
L’artista lucano è andato oltre il valore archeologico dei cocci: ha attribuito ad essi il senso di un’umanità perduta, fatta di mani che hanno toccato, regalato, occhi che hanno ammirato “il servizio buono della zita”, profumo di caffè, mamme, bambini, nonne, famiglie, dita contadine troppo grandi e indurite per far presa sulle tazzine.

I suoi mosaici hanno superato il confine rappresentato dalla muraglia invalicabile di Montale, liberando l’uomo dal “travaglio” e trasformando le case in gioielli e le aride mura del borgo di Forenza in arcobaleni pieni di luce e di poesia. Percorrendo quei vicoli e salendo sui tetti, tra profumo di sugo e di pane e sotto stormi di rondini, si resta abbagliati dal sole che, attraversando bottiglie, specchi, cristalli, lampade, bicchieri, si libera dal “male di vivere” montaliano e riacquista i colori della speranza, sostituendoli all’abbandono. Così la vita riprende il suo corso oltre quel muro e, coccio su coccio, diviene meraviglia.

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Pasquale Spiridione

Pasquale Spiridione

Maturità classica presso il liceo “Orazio Flacco” di Rionero in Vulture (PZ). Laurea in Scienze Politiche, con 110/110 e lode presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari. Ha conseguito la qualifica di “Perito selettore attitudinale”, rilasciata dal Ministero della Difesa. Ha frequentato, presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia del Ministero dell’Interno, il 4° Corso “basico” ed il 3° Corso “avanzato” di Analisi Criminale. Ha conseguito, presso la Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” di Roma: - “Master di I livello” in “Peace building management” (contesto Medio Oriente), con tesi sul terrorismo di matrice fondamentalista; - “Master di II livello” in “Peace building management” (contesto Africa), con tesi sul fenomeno dell’immigrazione clandestina ed il collegamento col terrorismo di matrice fondamentalista; - “Master di I livello” in “Sicurezza ambientale”, con tesi sulle guerre dell’acqua. Ha frequentato, presso l’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria di Roma, il corso di perfezionamento in “Antropologia criminale e metodologie investigative”. Ha frequentato presso la DCPC il corso per Agenti Sottocopertura. Ha prestato servizio presso Reparti della Guardia di Finanza di Genova, Trieste, Lamezia Terme, Gaeta, Bari e Roma. Ha ricoperto importanti incarichi presso l’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza personale; l’Ufficio per il Coordinamento e la Pianificazione delle Forze di Polizia; la Direzione Investigativa Antimafia; il Commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura; la Camera dei Deputati e la Prefettura di Roma. Da novembre 2019 è Generale della Guardia di Finanza in congedo. Nel 2022 ha esordito col romanzo Questa notte ci sono le stelle, pubblicato da Albatros.

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