Sul fattaccio molto brutto di Modena, il giudice, quando sentenzierà, lo farà in nome del popolo italiano. Quindi, anche in nome Salim El Koudri, perché lo Stato lo ha ammesso a far parte della comunità che vive nel suo territorio, nel quale pure era nato, all’età di 14 anni, quando, cioè, si trovò ad essere figlio minore di chi, straniero, aveva acquistato la cittadinanza italiana.
L’art. 14 della legge n. 91 del 1992 gli riconobbe, una volta diventato maggiorenne, la facoltà di rinunciarvi e tornare solo marocchino. Ma non lo fece, con ciò confermando di voler continuare ad essere parte del popolo che l’aveva accolto.
Ne altri può togliergli questa condizione se non lo prevede, e in casi specificamente indicati, la legge (attualmente fattispecie ricollegabili al terrorismo) ed in base alle modalità di acquisto della cittadinanza, tra le quali non è espressa quella dell’art. 14 sopra indicato. Quindi .con molti distinguo.
Gli antichi romani, dal cui diritto discende l’impianto del nostro, erano più tranchant. Bastava che uno venisse condannato non solo all’esilio perpetuo, la deportatio in insulam, ma anche ai lavori forzati, damnatio in metalla, o ad opus pubblicum – l’esecuzione obbligata di opere pubbliche – perché automaticamente perdesse lo status di civis.
Spiegava Giovanbattista Vico che quella società, almeno agli inizi, risentiva della subordinazione della plebe, dei clientes, ai patricii i quali, per sopravanzare gli altri nell’antagonismo, avvertivano l’esigenza di unirsi in forma di cives, cittadini appunto, per rafforzare il proprio potere. La perdita della cittadinanza diventava, perciò, se non summum supplicium, una pena non proprio secondaria nelle condizioni di vita.
Lo Stato sovrano è tale se ha un territorio ma anche il popolo, la collettività, cioè, di quanti da esso sono riconosciuti cittadini e partecipi di interessi comuni generali.
Così recitavano i testi universitari. Ma con le sensazioni che il crimine di Modena suscita, la memoria va ad una affermazione che leggemmo in un testo di Diritto Costituzionale (Temistocle Martines – Giuffrè Editore) : “Presupposto per l’acquisto della qualità di cittadino è la comunanza di certi valori ed interessi materiali e spirituali che valgono a distinguere una comunità statale da un’altra”.
Nessuna invidia, anzi totale comprensione e rispetto per chi, in qualità di legislatore o di giudice, si trova ad esaminare la posizione di Salim El Koudri, soprattutto dopo aver saputo che non molto tempo fa aveva scritto – minuscole e punteggiatura comprese – rivolto ai concittadini “bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio”.
Anche se, poi, si dirà “dispiaciuto per la maleducazione” e, una volta in carcere, abbia chiesto la Bibbia e il prete. Così raccontano.












