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L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E I RISCHI PER LA NOSTRA CAPACITA’ COGNITIVA

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
16/05/2026
in EDITORIALI
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E I RISCHI PER LA NOSTRA CAPACITA’ COGNITIVA
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TE LO LEGGO IO

Non è facile parlare di salute cognitiva in un’epoca in cui i sopravvissuti (o gli assenti) alla catechesi televisiva sono inciampati nei social network e negli altri specchi deformanti che mescolano la vita reale con quella virtuale.
La generazione del telecomando è stata superata da quella della tastiera, poi da quella del mouse, quindi del touchscreen e infine dell’input vocale. Dopo televisore, Internet, aggregatori sociali e piattaforme multimediali, è venuto il turno dell’intelligenza artificiale.
La nostra quotidianità ha un suo totem le cui iniziali sono una I e una A. Il mediatore tra noi e la misteriosa entità che elargisce risposte fulminee e ristagnanti presunte verità si chiama “chatbot”, un sofisticato programma informatico progettato per imitare la conversazione umana e fornire assistenza automatizzata dopo esser stato addestrato su enormi quantità di dati testuali.
Grazie ad un complesso sistema di autoapprendimento, che istruisce ininterrottamente la “macchina” raccattando tutto quel che trova online e facendo tesoro anche delle esperienze con gli utenti, i chatbot comprendono il contesto, le sfumature e persino i riferimenti culturali, rendendo le loro interazioni molto simili a quelle umane.
A differenza dei motori di ricerca che forniscono agli utilizzatori una quantità pressoché infinita di informazioni (lasciando loro la possibilità di scegliere quel che più sembra aderente e soprattutto affidabile per il rispettivo interesse a sapere o approfondire qualcosa), i “chatbot” cercano e scelgono il materiale per dare risposta sulla base di regole e algoritmi che ne disciplinano il funzionamento.
Nel primo caso si parla di interazione transazionale, nel secondo (quello dei “chatbot”) di interazione conversazionale perché si assiste ad una sorta di dialogo tra essere umano e dispositivo elettronico che si adatta agli input dell’utente e può essere in grado di fornire risposte personalizzate.
E’ fin troppo evidente che immediatezza e modalità espressiva dei “chatbot” influiscono nei processi cognitivi in modo decisamente più intenso di quanto non potesse fare un “banale” motore di ricerca che si limita ad un semplice recupero di dati, informazioni, documenti.
L’essere umano – e ogni giorno se ne ha dimostrazione pratica – rimane affascinato dalla “bravura” dell’intelligenza artificiale nel rintracciare quel che serve, nel risolvere problemi e nell’automatizzare attività. E quella ammirazione si tramuta in una sostanziale progressiva pigrizia.
L’eccessivo affidamento alle tecnologie potrebbe potenzialmente portare a un declino cognitivo. Gli addetti ai lavori parlano di “atrofia cognitiva indotta” proprio dagli strumenti ICT (la sigla che identifica il comparto Information and Communication Technology).
Il rischio – riconosciuto da più parti – è quello di una graduale riduzione delle competenze cognitive fondamentali, ambito in cui rientrano il pensiero critico, l’acume analitico e la creatività.
L’abituarsi ad interagire con i “chatbot” senza una contemporanea coltivazione delle competenze cognitive fondamentali può portare all’instaurarsi di una micidiale dipendenza e inevitabilmente ad un sottoutilizzo delle capacità cognitive che si ritrovano ogni giorno meno reattive ed efficaci.
E’ venuto il momento di rallentare la nostra meraviglia, di frenare la foga, di evitare inutili estasi dinanzi ai prodigi hi-tech.
Un poco razionale fanatismo può essere il clic sul grilletto con cui uccidiamo la nostra capacità cognitiva.
La speranza – probabilmente vana – è che tanta eccitazione somigli a quella dei cittadini romani che nel racconto di Ennio Flajano accolgono con stupore il marziano atterrato nella Capitale. L’extraterrestre, dopo applausi trionfali, vede poco alla volta diluirsi il suo fascino e con il passare del tempo finisce con lo sprofondare in un becero folklore. L’assuefazione, si sa, porta ad accantonare l’incredulità e l’approccio fideistico.
Purtroppo i segnali non sono rassicuranti e la favola dominante è quella dei fratelli Grimm ed è ambientata ad Hamelin. Le note del pifferaio magico risuonano forte e tutti si accodano…

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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