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IL BRACCIO E LA MENTE: JEFFREY E GHISLAINE E ALTRE STORIE

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
16/05/2026
in SCENARI
IL BRACCIO E LA MENTE: JEFFREY E GHISLAINE E ALTRE STORIE
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TE LO LEGGO IO

Jeffrey Epstein morto, dicono suicida. Ghislaine Maxwell in carcere, condannata a venti anni di reclusione per favoreggiamento della prostituzione, anche minorile.
Dicono che il cattivo, la mente del duo criminale fosse Epstein e Ghislaine la sua docile assistente. Dicono, ma se la storia fosse diversa?
Sia ben chiaro, è solo una storia, una serie di domande e di possibili, plausibili risposte. Nulla di certo. Solo ipotesi…

Chi è Ghislaine Maxwell?
Ghislaine Noelle Marion Maxwell è un’ex “socialite” britannica-francese-americana, ben nota molto prima di salire agli onori della cronaca per la sua stretta associazione con il finanziere Jeffrey Epstein.
“Socialite” indica una persona, spesso benestante, nota per la partecipazione assidua a eventi esclusivi, feste, galà e serate di beneficenza. In italiano lo si può tradurre come “soggetto che fa vita mondana, o esponente dell’alta società”. Ghislaine copriva entrambi i ruoli.
Nata il 25 dicembre 1961 a Maisons-Laffitte, in Francia, cresce in una famiglia ricca come figlia del magnate dei media Robert Maxwell. Completati gli studi a Oxford al Balliol College, lavora per le aziende di famiglia. Negli anni 1980 frequenta assiduamente l’alta società londinese, prima di trasferirsi a New York dopo la morte, nel 1991, in circostanze mai chiarite, del padre.
A New York, Ghislaine stringe una forte relazione con Epstein, gestendone l’agenda, il personale delle sue residenze a New York, Florida, New Mexico e nelle Isole Vergini, comprese le ragazze, anche minorenni, che recluta e “allena” a uso e consumo di Epstein e dei suoi ospiti.
Arrestata dall’FBI nel luglio 2020, Maxwell viene accusata di traffico sessuale e reati correlati. Il suo processo del 2021, a New York, si conclude nel giugno 2022 con la condanna a 20 anni di carcere.

Nella definizione della “carriera” di Ghislaine il ruolo centrale non è, come molti ritengono, di Epstein, bensì del padre, Robert Maxwell. Subito dopo gli studi, la fa lavorare per le sue aziende: dirigente alla Pergamon Press e alla rivista “The European”, direttrice dell’Oxford United Football Club, da lui salvato dalla bancarotta e portato ai vertici del calcio inglese. Questo intenso coinvolgimento l’ha immersa, lei, la più piccola di nove figli, la “principessa” del papà, nei circoli londinesi dell’alta società, affinando il suo naturale talento per le relazioni e la capacità di gestione.

La rete aziendale della famiglia Maxwell è stata immensamente influente nei media globali, nell’editoria e non solo, raggiungendo il picco negli anni 1980, plasmando l’opinione pubblica, controllando beni per un valore di miliardi di sterline, rivaleggiando con l’impero di Rupert Murdoch.
Al suo apice, la rete comprendeva oltre 400 società interconnesse, come Pergamon Press (il principale editore scientifico del mondo), Mirror Group Newspapers (Daily Mirror, Sunday Mirror), Macmillan Publishers, MTV Europe. Le acquisizioni di Maxwell, come l’acquisto di Macmillan per 2,6 miliardi di dollari e il New York Daily News, ne hanno esteso l’area di azione agli Stati Uniti.
L’influenza di Maxwell ha interessato anche la politica e l’intelligence, ha collaborato infatti con il Mossad e lo MI6, il Secret Intelligence Service del Regno Unito, e ha “interagito” con la politica del partito laburista britannico.

Il suo impero crolla, poco dopo la sua misteriosa morte il 5 novembre 1991, a seguito delle rivelazioni relative a 460 milioni di sterline da lui sottratte ai fondi pensione delle sue aziende. Buco rilevato dai revisori della Coopers & Lybrand a fine novembre 1991: a partire dal 1985 i fondi pensione del Mirror Group Newspapers (MGN) e Maxwell Communication Corporation (MCC) venivano deviati per sostenere il valore delle azioni, garantire prestiti tramite entità offshore e finanziare interessi familiari.

Il 4 dicembre 1991, il Daily Mirror (ironicamente il suo stesso giornale) racconta dei “milioni rubati dalle tesorerie”, aumentando a 526 milioni di sterline l’importo totale. Ciò porta alle dimissioni dei figli Kevin e Ian, alle indagini del DTI (British Department of Trade and Industry) e alle dichiarazioni di fallimento.

In sintesi, nel 1992, le società Maxwell fanno bancarotta, devastando la famiglia.
I fratelli di Ghislaine, Kevin e Ian, affrontano enormi debiti e accuse di frode (in seguito verranno assolti).
Ghislaine cade nella rovina finanziaria e nel tumulto emotivo. Sua madre Betty la descrive come persona a cui è crollato “il suo intero mondo”.

Lasciata senza lasciti, senza beni e senza soldi, si trasferisce, segnando una brusca rottura dalla sua vita privilegiata, dalla magione di Londra a un modesto appartamento di New York. Lotta per sopravvivere. Dichiara a Vanity Fair di essere “distrutta” e promette un “ritorno”.
Si reinventa e presto si collega a Jeffrey Epstein, diventando sua socia e in seguito presunta procuratrice.
Un percorso che i suoi avvocati sostengono derivi dalla morte del padre. La perdita ha distorto la sua personalità, preparando il terreno per gli scandali successivi.

Già, ma come è morto Robert Maxwell?
Robert Maxwell muore dopo essere caduto dal suo yacht, il Lady Ghislaine, al largo delle Isole Canarie. Intorno alle 4:25 del mattino il suo corpo nudo viene ritrovato galleggiare nell’Atlantico, ore dopo che è stato visto vivo l’ultima volta. Viene ipotizzato il suicidio a causa dei suoi incombenti scandali finanziari.
Il corpo presenta lesioni: è stato aggredito, drogato, o avvelenato. Si parla di omicidio.
La stessa Ghislaine ha insistito sul fatto che fosse stato spinto, ma nessuna prova forense ha fornito supporto all’ipotesi di omicidio.
Le lesioni riscontrate sul corpo sono state considerate conseguenza della caduta.

Le inchieste ufficiali hanno stabilito la sua morte come un attacco di cuore combinato con un annegamento accidentale dopo essere caduto dal suo yacht.
Le autopsie di Robert Maxwell però sono state ritenute inconcludenti a causa sia di risultati contrastanti dei molteplici esami, sia dell’incapacità di individuare una causa, o una sequenza di eventi, definitiva.
I patologi provenienti da Spagna, Regno Unito e Israele hanno considerato l’annegamento come causa principale, compatibile con un tuffo involontario, ma non si sono trovati d’accordo su un dettaglio chiave, ovvero se avesse subito un attacco di cuore prima, o dopo, essere caduto in acqua.
L’autopsia spagnola ha notato “congestione cardiorespiratoria”, ma nessuna causa chiara come infarto, avvelenamento, o intossicazione; inoltre la presenza di una quantità minima di acqua nei polmoni escludeva l’annegamento come causa primaria.
Gli esperti forensi britannici hanno criticato i metodi spagnoli come obsoleti, notando che il loro rapporto si è concentrato su problemi cardio-respiratori, senza dimostrare che la cardiopatia ischemica da condizioni preesistenti (malattie polmonari, blocchi arteriosi) potesse causare la morte.
Tre patologi hanno offerto tre opinioni divergenti: uno cita solo l’infarto, un altro infarto più annegamento e il terzo annegamento puro.

L’autopsia israeliana di Robert Maxwell differisce da quella spagnola nella sua interpretazione delle ferite e della sequenza di eventi che portarono alla morte. L’esame israeliano ha notato la presenza di un trauma cranico, come se il capo di Robert Maxwell avesse impattato la ringhiera dello yacht nel cadere in acqua, ha identificato una perforazione non fatale all’orecchio sinistro, lesioni alla spalla e alla colonna vertebrale concludendo che queste si siano verificate prima della caduta, allineandosi così con l’ipotesi di un collasso causato da malattia cardiaca, seguito da tuffo accidentale. Non viene però esclusa l’interpretazione di lividi e lesioni come prova di aggressione, alimentando le teorie sull’omicidio.
Un articolo di Paris Match afferma che le “numerose contusioni” suggeriscono un pestaggio prima della morte, ma uno dei patologi israeliani lo ha escluso, attribuendo i segni alla gestione post-mortem in Spagna del corpo.

Nonostante non ci siano prove forensi che qualcuno abbia giocato in modo scorretto, l’ipotesi di addomesticamento dei risultati e di insabbiamento di come sia effettivamente deceduto Robert Maxwell continua ad aleggiare.
Anche perché luogo, modalità, partecipanti e dichiarazioni fatte durante le esequie di Robert Maxwell l’hanno di certo alimentata, se non rafforzata.

Il 10 novembre 1991, sul Monte degli Ulivi di Gerusalemme, Robert Maxwell, nonostante la sua cittadinanza britannica e i recenti scandali riceve un sontuoso funerale, ricevendo onori statali, chiaro segno di gratitudine dello Stato di Israele.
La sua salma viene esposta, un onore per i leader israeliani, al centro congressi Binyanei Ha’uma, nel quartiere centrale Giv’at Ram di Gerusalemme, non lontano dalla Knesset, il parlamento israeliano e dai palazzi del potere. Sepolto secondo la tradizione ebraica, avvolto in uno scialle di preghiera, centinaia di persone gli rendono omaggio, compresi i massimi dignitari del paese: il presidente Chaim Herzog, il primo ministro Yitzhak Shamir, i politici Ariel Sharon, Shimon Peres, Natan Sharansky, rabbini.
Herzog definisce Robert Maxwell un “uomo potente di statura mitologica”; Shamir elogia i suoi servizi “senza nome” a Israele, affermando: “Ha fatto per Israele più di quanto si possa dire”.

Israele ha onorato Robert Maxwell in modo così importante come riconoscimento dei 300 e passa milioni di dollari che lo hanno reso il più grande investitore straniero, finanziando tecnologia e infrastrutture, nonché media come Ma’ariv; come ringraziamento degli aiuti all’immigrazione ebraica sovietica facilitandone il transito dall’Europa orientale usando i suoi contatti con il mondo comunista; come ringraziamento dell’assistenza ai “bambini di Chernobyl”; come ringraziamento del presunto lavoro segreto di intelligence per lo Stato, a partire dal contrabbando di parti di aerei per la guerra israeliana del 1948. Robert Maxwell, secondo voci insistenti e mai smentite, ha per lungo tempo operato nell’interesse del Mossad, vedi il suo ruolo nell’arresto di Mordechai Vanunu, tecnico nucleare israeliano.

Storia interessante, da ricordare.
Mordechai era fuggito da Israele all’inizio del 1986 dopo aver fornito al Sunday Times, che li pubblica il 5 ottobre dello stesso anno, dettagli del programma nucleare israeliano e foto del Centro di ricerca nucleare del Negev, a circa 90 km a sud di Gerusalemme, rivelando che Israele era in possesso di bombe atomiche, più di cento, configurandosi così come la sesta potenza nucleare al mondo.

L’agente del Mossad Cheryl Ben Tov, americana, oggi agente immobiliare negli Stati Uniti, si spaccia per “Cindy” e fa “amicizia” con Vanunu a Londra. Lo convince a volare in Italia per una vacanza insieme. Arrivano a Roma il 30 settembre 1986. In serata, in un appartamento del centro storico, gli agenti del Mossad sopraffanno Mordechai Vanunu. Gli iniettano un farmaco paralizzante, viene legato a una barella, infilato in un furgone bianco noleggiato dall’ambasciata di Israele, trasferito a La Spezia dove viene imbarcato sulla nave della marina militare israeliana INS Noga, camuffata da mercantile. Il 9 ottobre, il governo israeliano conferma il trasferimento forzato. Mordechai viene processato a porte chiuse per tradimento e spionaggio. La condanna è a 18 anni di carcere, di cui 12 in isolamento.

In occasione del suo trasporto giudiziario a Gerusalemme, nel dicembre 1986, Vanunu riesce a rivelare i dettagli del rapimento con un messaggio scritto sul palmo della sua mano: “Vanunu M was hijacked in Rome ITL 30.9.86 21:00 came to Rome by BA fly 504“, ovvero “Vanunu Mordechai è stato rapito a Roma, Italia, il 30 Settembre 1986 alle 21:00 arrivato a Roma con il volo British Airways 504”.
L’Italia avvia un’indagine formale.
Il primo ministro Bettino Craxi critica la mancanza di cooperazione di Israele alle richieste di chiarimenti e chiede risposte su potenziali violazioni della sovranità italiana. Il magistrato antiterrorismo Domenico Sica ordina indagini sui registri di volo e sugli eventi che hanno interessato Vanunu a Roma.
Non sono seguiti arresti, o procedimenti giudiziari.
Israele ha negato di aver offeso l’Italia, ha fornito “spiegazioni” tramite il ministro degli Esteri Shimon Peres e la questione è evaporata senza crisi diplomatica, o richieste di estradizione.

Una storia del tutto dimenticata, da cui emerge sia la preferenza degli israeliani a fare arrabbiare Craxi invece della Thatcher, sia la figura di Robert Maxwell come possibile uomo del Mossad. Non agente. Personaggio di alto rango del Mossad.
Perfettamente in grado di addestrare e di fare addestrare la figlia prediletta, brillante, molto brava nelle relazioni sociali, nell’organizzazione, gestione, controllo e altro. Capacità essenziali nel dossieraggio.

Se si mettono a confronto le storie personali e i curriculum vitae di Jeffrey Epstein e di Ghislaine Maxwell, non c’è gara.
Difficile credere che la mente delle operazioni del duo Epstein-Maxwell sia quella di Jeffrey.
Sarà una coincidenza, ma Epstein, anche lui, è morto in circostanze non chiare.

Ghislaine Maxwell è stata trasferita, nell’agosto 2025, al Federal Prison Camp Bryan, prigione femminile di minima sicurezza in Texas, dove sta scontando la condanna a 20 anni.
Gode, chissà come mai, di un trattamento altamente irregolare e preferenziale, tra cui un’ampia privacy, accesso diretto al direttore, pasti e posta portati direttamente nella sua cella. Privilegi speciali che hanno generato nel Congresso feroci polemiche e richieste di controlli.
Il Bureau of Prisons sostiene che queste sistemazioni sono misure di sicurezza necessarie per tenerla al sicuro dalle minacce di morte.
Ghislaine sta attivamente perseguendo ricorsi alla Corte Suprema. Le indagini del Congresso indicano che è in corso di perfezionamento una sua domanda di commutazione della pena, il che alimenta il dibattito politico.

Però di lei, della piccola Ghislaine, la principessina di Rober Maxwell, si parla poco. Del fu Epstein si continua a parlare fin troppo.

Strategia di diversione?

 

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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