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IL PAESE SICURO CHE ABBONDA DI SICUREZZA PRIVATA E ANTIFURTO

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
10/05/2026
in EDITORIALI
IL PAESE SICURO CHE ABBONDA DI SICUREZZA PRIVATA E ANTIFURTO
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TE LO LEGGO IO

Sono terribilmente attratto dalla pubblicità. Non riesco a resistere, venendone irrimediabilmente attratto quasi dietro lo schermo del televisore – scomparso da tempo il tubo catodico – si nascondesse oggi una calamita capace di risucchiarmi.

Non sono interessato affatto al messaggio promozionale di turno, ma sono incuriosito in maniera viscerale di cercare di capire il perché di un certo spot e il suo vero committente.

Fatte rare eccezioni di straordinaria creatività (si pensi alla donna che sviene ripetutamente nel vedere un immobile in vendita), la comunicazione tutt’altro che avvincente si tramuta, almeno per me, in una sorta di spia del cruscotto quotidiano pronta a rivelare una particolare condizione del Paese in cui vivo.

Con sempre maggiore frequenza vedo il volto di un conduttore tv che esalta la rapidità e il buon esito di una società che vende allarmi e ai prodotti affianca una serie di servizi integrativi mirati ad affrontare ipotetiche emergenze. Da qualche giorno, con proporzionale insistenza, si sta facendo largo un’azienda concorrente pronta ad offrire le stesse cose e magari qualcosa di più come andare a chiudere un rubinetto lasciato aperto nella casa del cliente.

Quando stacco gli occhi dal moderno Carosello, mi ritrovo costretto a chiedermi come mai ci sia questo sorprendente sforzo commerciale quando il Governo vara continuamente provvedimenti restrittivi in materia di sicurezza, racconta di avere la situazione sotto controllo e non come ai tempi di loro predecessori, narra di successi delle forze dell’ordine promettendone ciclicamente un potenziamento che altrettanto ciclicamente non avviene, fa l’impossibile per tranquillizzare il cittadino ripetendo – come Antonio Albanese nei suoi grotteschi monologhi – che “va bene, va tutto bene” a dispetto della cronaca che gronda di sangue.

Conoscendo il mondo imprenditoriale, nessuno si sognerebbe di affrontare certe avventure se non ci fosse “mercato”. Quegli spot cui facevo riferimento nel mio incipit sono campanelli di allarme che meglio di qualunque statistica fotografano la situazione.

Non c’è bisogno della consueta compagine di sondaggisti per prendere atto di una diffusa sensazione di paura che accomuna la collettività. I mezzi di informazione sono il concime che fa sì che terrore, ansia, sgomento e panico siano sempreverdi.

Forse è venuto il momento di occuparsi del traguardo del quieto vivere, obiettivo ambizioso, ma certo non irraggiungibile. Occuparsene non significa promettere o proiettare in un futuro indeterminato iniziative e soluzioni che non si possono realizzare, ma piuttosto predisporre un piano analitico su base pluriennale che parta da una realistica radiografia dello stato dell’arte.

Basta bugie, basta folkloristiche performance tipiche delle ricorrenze o delle visite ufficiali di qualche Autorità.

Si smetta di reimbiancare le pareti dei corridoi dove transiterà la delegazione o il superiore gerarchico in ispezione, ma si prenda carta e penna per fare il doloroso inventario dell’inefficienza.

Manca il personale, mancano i mezzi materiali, tecnici e finanziari, manca un disegno organico che dica almeno da che parte cominciare.

Invece di pensare ad apocalittici scenari di guerra utili solo a far ingrassare chi produce armi, si provi a dare priorità all’affrontare i nemici che abbiamo in giro per le nostre strade. Si faccia lo sforzo di capire che a delinquere non sono soltanto gli immigrati clandestini, ma anche nostri connazionali capaci di atrocità in grado di far inorridire Quentin Tarantino.

Se le varie Polizie potessero (e sapessero) fare il loro mestiere non ci sarebbe alcuna necessità di surrogati e succedanei in mano ai privati e il cittadino non dovrebbe versare canoni o abbonamenti per avere quella sicurezza che dovrebbe esser già pagata con tasse e imposte.

Forse non avremmo tutti i programmi di intrattenimento concentrati su Garlasco e altre storie irrisolte nella più mortificante celebrazione dell’incapacità di investigare seriamente e rapidamente dall’inizio. Ma se si spengono i riflettori su quelle pagine torbide si corre il rischio di dover parlare dei problemi veri che affliggono gli Italiani e forse nessuno ne ha davvero voglia.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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