martedì, Settembre 15, 2026
GIANO NEWS
  • EDITORIALI
  • TECNOLOGIA
  • ENERGIA
  • DIFESA
  • SCENARI
  • SANITÀ
  • ECONOMIA
  • CITTADINI E MINORI
  • LEGALITÀ
  • AVVISO AI NAVIGANTI
  • RIFLESSIONI
  • ANDANDOVEDENDO
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
GIANO NEWS
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home RIFLESSIONI

EDICOLE E RIVOLUZIONE

Renzo Trappolini di Renzo Trappolini
28/04/2026
in RIFLESSIONI
EDICOLE E RIVOLUZIONE
337
Visualizzazioni
Condividi su FacebookCondividi su Linkedin
0:00 / 0:00
TE LO LEGGO IO

Hegel, teologo e filosofo dell’idealismo, paragonava alla preghiera la lettura mattutina dei giornali.
Un rito con il quale la mente si apre sulle cose del mondo e sulla loro comprensione individualmente, leggendo, e collettivamente perché le stesse cose le leggono contemporaneamente tanti altri.
Quelli per i quali la visita quotidiana alle edicole era come andare al tempio. Lì dove lo sguardo ed il pensiero, attraverso la carta e le parole sopra impresse, erano gli anelli di una catena di collegamento con il mondo invisibile, lontano e intangibile, che le pagine, col rumore e l’odore dei fogli, rendevano invece immediato e tangibile.

L’uso dei verbi al passato è d’obbligo da quando c’è internet, dalla peste mondiale, il covid, che ha allontanato il contatto diretto con persone e cose.
Avviene, perciò, che nell’Italia degli ottomila comuni, in due terzi di essi non c’è più un’edicola e nelle grandi città trovarne una aperta è come vincere la caccia al tesoro.
Le altre, chiuse e spesso dileggiate con le scritte aculturali se non volgari, a presidiare un punto di incontro che non lo è più se non per qualche sbandato in cerca di riparo, la sera, sotto quel che rimane di un pezzo di vecchia tettoia in lamiera slabbrata.

Ite, missa est. Il rito mattutino dell’incontro col mondo al prezzo di poco più di un euro sta finendo.
All’edicola si sostituisce il cellulare in cui tutto si può trovare. Pagine digitali dei vecchi giornali accanto alle notizie non controllate ed incontrollabili quanto a provenienza e verosimiglianza dei cosiddetti social.

Giornali che cambiano, anche loro, pelle, rivolgendosi più che al lettore, come si diceva una volta, ad una comunità di gente che ha bisogno di riconoscersi in un messaggio, in una pedagogia accettata prima di discuterla.
Qualcuno li chiama “giornali-partito”, e perché funzionali a veicolare, certificandolo, il pensiero della casta di riferimento, e perché, in assenza del cammino individuale scelto e percorso per andare all’edicola, è l’istintivo clic sull’icona d’abitudine a dare rapidamente il leit motiv dell’interpretazione delle cose, degli avvenimenti.
Un modo per credere di aver ritrovato una piazza, ora solo virtuale, in sostituzione di quella in cui, davanti all’edicola dei giornali, si commentavano de visu le notizie, si dibatteva vis a vis, si difendeva una tesi restando, però, poi col dubbio che le “altre”, lette dagli “altri” che “altri” giornali acquistavano, potessero in qualche maniera avere del vero diverso da quello del proprio quotidiano.

Più edicole e più giornali, allora. Poi, meno edicole ma non meno giornali.
Anzi di più, seppure impaginati in un menabò a pensiero unico e contrapposto ad altro pensiero totalizzante espresso da altre testate diverse politicamente. Col fine non secondario di conseguire migliori risultati economici.
Così, leggendo, ma anche vedendo notiziari e talk shaw tv. I quali, tutti, più che fare “buona informazione”, cioè aiutare i cittadini a farsi un’opinione, dettano la linea interpretativa dei fatti e delle opinioni altrui per assicurarsi una schiera di elettori e di consumatori irregimentati in stile caserma. Perché, cioè, si sentano parte di una comunità alimentata giornalmente secondo una visione coerente con le finalità di una causa politica funzionale ad un ritorno economico di cui essere, nel contempo, fruitori e propagandisti.
I ritmi imposti dal rito, dalla preghiera quotidiana al tempio delle edicole, con i momenti del percorso, dello sguardo complessivo alle prime pagine, ai titoli strillati dalle locandine, della scelta del quotidiano e del commento seppur breve con l’edicolante, questi riti che portavano riflessione e ponderazione non sono certo quelli del veloce sguardo alle immagini che scorrono sui display.
E’ la rivoluzione del nostro tempo. Diceva Giuseppe Prezzolini, lo scrittore e giornalista “vissuto cent’anni polemizzando”, che una rivoluzione “può trasformare un paese, ma non è mai quello che si era sperato”.

Condividi11Condividi2
Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Prima della sua attuale terza età, ha lavorato in banca. Nella sede centrale di BNL, come Capo dei rapporti istituzionali e poi di quelli finanziari e operativi con le Pubbliche Amministrazioni. Successivamente, Direttore Generale della Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo, Amministratore di Carisap, Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e di Banca dell'Adriatico. E' stato consulente di Artigiancassa e della Regione Lazio. Ha collaborato con Nerio Nesi per il libro "Il codice delle nomine bancarie" (Edizioni Feltrinelli - 1981). Ha scritto per riviste bancarie, un settimanale e un quotidiano a tiratura nazionale, oltreché giornali on line.

POTREBBE INTERESSARTI

ORDINE E REPRESSIONE

di Giuseppe Bodi
12/09/2026
0
ORDINE E REPRESSIONE

Prendiamo a prestito le definizioni di una fonte sempre attendibile e neutra: la Treccani.

Leggi tuttoDetails

I TORMENTONI CHE CI SON TOCCATI

di Renzo Trappolini
10/09/2026
0
I TORMENTONI CHE CI SON TOCCATI

A Camere chiuse, tre tormentoni quest’estate. Remake, peraltro, di sceneggiate già patite.

Leggi tuttoDetails

IG NOBEL 2026: BACI, MUTANDE, SCARAFAGGI, PER NON PARLARE DEGLI ORINATOI

di Andrea Aparo von Flüe
08/09/2026
0
IG NOBEL 2026: BACI, MUTANDE, SCARAFAGGI, PER NON PARLARE DEGLI ORINATOI

Vedersi assegnato un Premio Nobel per un lavoro di ricerca originale e innovativo vuol dire ricevere una medaglia d'oro e l'equivalente di circa 1 milione di dollari.

Leggi tuttoDetails

TELE… QUALCOSA

di Renzo Trappolini
04/09/2026
0
TELE… QUALCOSA

La chiamano Telemeloni la RAI col governo di destra, come negli anni ’90 definivano Telekabul le trasmissioni della Rete Tre (e un po' di quelle della Due) perché...

Leggi tuttoDetails
Prossimo post
LA VERGOGNA DI CRANS-MONTANA

LA VERGOGNA DI CRANS-MONTANA

ARTICOLI CORRELATI

ARMIAMOCI E PARTITE

ARMIAMOCI E PARTITE

23/08/2025
ARRIVA “CERBERO” PER LA GIOIA DEI CITTADINI ROMANI

ARRIVA “CERBERO” PER LA GIOIA DEI CITTADINI ROMANI

23/11/2024
L’IDENTITÀ DI GENERE E LA POLITICA DEMOGRAFICA NELLA PRIMA METÀ NOVECENTO – Prima parte

L’IDENTITÀ DI GENERE E LA POLITICA DEMOGRAFICA NELLA PRIMA METÀ NOVECENTO. Terza e ultima parte

23/04/2026
RICORDO DI MADAME RECAMIER: DAI SALOTTI DI PARIGI AL PREMIO DEL “28” DA ESPORTAZIONE

RICORDO DI MADAME RECAMIER: DAI SALOTTI DI PARIGI AL PREMIO DEL “28” DA ESPORTAZIONE

13/12/2022
UN ALTRO “INCIDENTUCCIO” NELLA COMUNICAZIONE LOCALE DI FDI

UN ALTRO “INCIDENTUCCIO” NELLA COMUNICAZIONE LOCALE DI FDI

02/09/2023
RAIMONDO MONTECUCCOLI. PENSIERO STRATEGICO E INTELLIGENCE. (PRIMA PARTE)

RAIMONDO MONTECUCCOLI. PENSIERO STRATEGICO E INTELLIGENCE. (PRIMA PARTE)

06/08/2026

PRIVACY

  • Informativa Privacy
  • Informativa cookie

TAG

Accenture ACN AGID ai alessio butti anorc anorc professioni butti chatGpt contenuti Cospito diversità doglover FACEWATCH Franco Roberti Frattasi google governo inclusione intelligenza artificiale massi migranti nadia gullo Paolo zangrillo Piantedosi putin razza servizi segreti SOUTHERN CO-OP spie whatsapp zangrillo

© 2022 GIANO.news

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • EDITORIALI
  • TECNOLOGIA
  • ENERGIA
  • DIFESA
  • SCENARI
  • SANITÀ
  • ECONOMIA
  • CITTADINI E MINORI
  • LEGALITÀ
  • AVVISO AI NAVIGANTI
  • RIFLESSIONI
  • ANDANDOVEDENDO

© 2022 GIANO.news