La prematura scomparsa di un figlio unico è un dolore insostenibile e una famiglia cinese ha deciso di tenere nascosta alla madre ottantenne la terribile notizia e di ricorrere ad un clone virtuale per ingannare a fin di bene la povera donna.
La storia comincia con un drammatico scontro automobilistico e con il timore che l’anziana mamma non possa sopravvivere alla straziante comunicazione del decesso del figliolo.
I parenti decidono di rivolgersi ad un team di esperti di tecnologia per chiedere una soluzione capace di far superare a quella donna un simile trauma. Nessun supporto psicologico, ma un semplice trucco.
I maghi dell’intelligenza artificiale hanno così creato una “copia” del defunto che è in grado di dialogare con la madre attraverso una banale videochiamata affermando di lavorare in un’altra città.
Quella che sembra una pagina di un libro di fantascienza è in realtà il banale resoconto di Zhang Zewei, il coordinatore del gruppo di informatici che grazie all’intelligenza artificiale è riuscito a realizzare per la povera signora la sorprendente illusione di poter chattare e interloquire con il figlio.
Il giornale cinese South Morning China riporta una notizia originariamente lanciata da Litchi News e spiega che la vicenda è ambientata nella provincia di Shandong e che ad innescare questo escamotage sarebbe stato il nipote della vecchia donna cardiopatica e quindi il figlio della vittima dell’incidente.
E’ stato lui a contattare Zhang chiedendo di creare il gemello digitale del padre e fornendo a tale scopo numerose foto, parecchi filmati e molte registrazioni audio in cui si sentiva la sua voce parlare nel suo dialetto.
Il risultato delle elaborazioni pare essere stato a dir poco sorprendente perché la riproduzione del defunto è perfetta in ogni dettaglio, compreso persino l’abitudine che questi aveva di chinarsi in avanti nel parlare.
L’uomo scomparso ha premesso di esser costretto a lavorare in un’altra città dove fortunatamente ha trovato impiego per guadagnarsi uno stipendio e di non poter tornare a casa per farle visita personalmente.
La madre – convinta davvero di aver a che fare con il figlio e non con una illusoria rappresentazione multimediale interattiva – non esita a fare le classiche raccomandazioni e sollecita il mangiare bene, l’indossare abiti adeguati alla temperatura esterna, il prestare attenzione alla propria sicurezza visti i tempi che corrono…
I particolari narrati nel dovizioso rapporto evidenziano una situazione terribile. E’ micidiale leggere che il clone rassicura la poveretta garantendo di seguire i suoi consigli, scusandosi per la poca durata delle conversazioni rese brevi dai troppi impegni di lavoro, promettendo di tornare appena accumulato quel po’ di risparmi necessari per rientrare a casa…
Dinanzi ad una simile messinscena è difficile sopire gli istinti etici e morali, soprattutto al pensiero di quel che potrebbe succedere se la donna dovesse mai scoprire di esser stata imbrogliata dalle persone più care.
Basterà l’aver agito a fin di bene, a far meritare il perdono? Ma, piuttosto, in quanti brandelli finirebbe il cuore di chi prende atto di aver vissuto una immeritata recita?
La continua deformazione della realtà spingerà a inaridire le emozioni, a farle sentire inutili o a polverizzare i sentimenti?
La morte la vince l’amore, non la finzione.
Niente paura. Non se ne parla già più. Come se nulla fosse successo.
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