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OPERAI INDIANI ADDESTRANO I LORO SOSTITUTI DOTATI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
22/04/2026
in EDITORIALI
OPERAI INDIANI ADDESTRANO I LORO SOSTITUTI DOTATI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE
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TE LO LEGGO IO

La rete è ormai zeppa di contenuti fasulli, realizzati con le miracolistiche prestazioni di tanti programmi capaci di creare video verosimili. Stavolta c’è da augurarsi che certi filmati in circolazione siano proprio “fake”, perché in caso contrario sono fonte di sincero timore per il nostro destino.
Sembrerebbe (e la scelta del verbo e della sua forma è d’obbligo) che alcune aziende indiane abbiano costretto i propri operai ad indossare telecamere fissate sulla fronte con una cintura elastica che circonda la testa degli interessati. A chi si chiede il perché non è difficile dare risposta.
Il piccolo dispositivo di videoregistrazione permette di filmare il lavoro svolto dall’operaio e di memorizzare ogni singola mossa nel più minuscolo dettaglio. Quelle sequenze sono destinate a finire in pasto a sistemi di intelligenza artificiale e quindi ad alimentare soluzioni di automazione in contesti lavorativi finora presidiati da persone in carne ed ossa.
C’è chi è legittimamente entusiasta del progresso tecnologico e chi invece assiste all’incedere del futuro senza nascondere profonda preoccupazione. Entrambi guardano con attenzione le sorprendenti novità, ma lo fanno con occhi diversi.
A chi gioisce dei prodigi e della loro inarrestabile introduzione nel nostro vivere quotidiano, vorrei segnalare che i tanti benefici strombazzati hanno uno sconfortante rovescio della medaglia.
Le scene di questi video non hanno certo nulla di appassionante, ma chi li osserva con un minimo spirito critico si accorge che sembra di assistere ad un condannato a morte costretto a scavare la fossa in cui dovrà essere seppellito…
Chi si ostina a confidare nella propria sopravvivenza al sopraggiungere del progresso è bene che si rassegni indipendentemente dal talento o dalle competenze che lo facevano ritenere insostituibile. Fino a qualche tempo fa gli addetti a lavori manuali si reputavano più tranquilli e poco esposti al rischio che i robot gli rubassero il lavoro, ma probabilmente oggi è opportuno che rivedano le loro convinzioni…
I filmati che allarmano sono stati girati in una fabbrica di abbigliamento indiana e mostrano operai alle prese con normali macchine per cucire. Un solo dettaglio risulta insolito: tutti indossano telecamere sulla testa.
Qualcuno azzarda una evoluzione del mondo produttivo basata su tre fasi: far lavorare gli umani in maniera meccanica, costringerli ad insegnare ai robot come lavorare al posto loro, licenziare tutti i dipendenti diventati ormai inutili.
Le telecamere riprendono quel che vede l’operaio, non si perdono nessun movimento delle mani, riescono ad immortalare coordinamento ed esecuzione di compiti, creano un “set di dati” ideale per le dinamiche di autoapprendimento dell’intelligenza artificiale.
Chi pensa si tratti di fantasia, il riscontro a queste “chiacchiere” lo trova sulle pagine di India Today.
Si deve riconoscere che la “visione umana” delle diverse operazioni può essere il modo più economico per addestrare i robot chiedendo loro solo di osservare e imitare…
Se queste cose succedono in Paesi dove il costo del lavoro è infinitesimale, cosa può accadere dalle nostre parti?

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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