Ci sono voluti cinque secoli prima che un Pontefice ritrovasse la forza per cimentarsi in una missione evangelica così coraggiosa.
Quelli che vedevano Papa Francesco come ardimentoso portatore della voce della Chiesa in giro per il Pianeta devono smettere di idolatrare quel Bergoglio che – come piace dire a tanti – era “divisivo”.
Quotidianamente distratti dalle stragi di Gaza, Beirut, Teheran, annoiati dai sempre soliti bombardamenti in Ucraina, indifferenti alle barbarie del Sud Sudan, abbiamo perso di vista le terre che meritano l’attenzione e alle quali va indirizzato ogni sforzo apostolico.
Leone XIV comunque una mezz’ora in Libano a Bkerké c’era stato il primo dicembre scorso (qui il comunicato stampa del Vaticano).
Il suo viaggio a 25 chilometri da Beirut – secondo la radiotelevisione della Svizzera italiana – “assume il valore di un gesto simbolico e profetico, un modo per avvicinarsi quanto più possibile al dolore delle popolazioni martoriate, per condividere le loro sofferenze e ribadire che la voce della Chiesa cattolica non si sottrae alle zone d’ombra della Storia, ma sceglie di farsi presente proprio là dove la speranza appare più fragile”.
Dopo quell’esperienza che era nell’agenda ereditata dal suo predecessore, Papa Prevost ha voluto immergersi nella disperazione del Principato di Monaco.
In quella desolata landa della Costa Azzurra il Pontefice ha aperto la sua visita ufficiale lanciando un severo appello contro le disuguaglianze.
Il discorso ha talmente commosso i fedeli che quelli che hanno in garage due Rolls Royce si sono sentiti in dovere di abbracciare gli indigenti che posseggono solo una Bentley o una Lamborghini. Per la prima volta si è vista gente con 200 metri di attico fronte mare sorridere affettuosamente agli sfortunati costretti a vivere come baraccati su yacht da 250 piedi con eliporto a bordo.
Piccoli segnali, è vero, ma fondamentali, hanno fatto capire come certi moniti possano sortire effetti inattesi e insperati, lasciando presagire che differenze e disequilibri possono essere cancellati con un po’ di buona volontà.
Quando Leone XIV – come riporta l’Agenzia ANSA – ha detto che “le ricchezze non vanno trattenute” la platea di chi ha partecipato alle celebrazioni non ha esitato ad obbedire all’insegnamento papale. Sono stati parecchi quelli che, in modo estremamente discreto, hanno subito fatto un bonifico su un altro loro conto in Svizzera o hanno comprato ingenti quantitativi di criptovalute.
Questa prova di risveglio della sensibilità è rincuorante nonostante i due euro di provvigione bancaria.
Un domani migliore è già cominciato.
Il palcoscenico dell’inquietante conflitto iraniano non vede in campo solo chi attivamente sta bombardando e massacrando.
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